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Le Pietre d’Inciampo (Stolpersteine) sono un monumento diffuso e partecipato ideato e realizzato dall’artista tedesco Gunter Demnig, il cui ambizioso obiettivo è quello di ricordare ogni singolo deportato nei lager. 
Per mantenere viva la memoria delle vittime del nazi-fascismo, l’artista produce piccole targhe di ottone poste su cubetti della dimensione dei classici porfidi delle pavimentazioni stradali, poi incastonati nel selciato davanti all’ultima abitazione scelta liberamente dalla vittima, oppure al luogo in cui lavorava o studiava.
Le pietre commemorative ricordano il nome, la data e il luogo di nascita e quello della morte o della scomparsa delle vittime, informazioni che intendono riconferire individualità a quelle vite che durante la Guerra sono state ridotte soltanto ad un numero.
L’inciampo, quindi, rappresenta metaforicamente l’invito alla riflessione per coloro che, camminando per le strade della città, si imbattono casualmente nella storia e nei destini di persone che sarebbero potuti essere nostri conoscenti. La memoria di ciò che è stato entra così a tutti gli effetti nelle strade che frequentiamo, nella vita di tutti i giorni.
Stolpersteine è il più “grande” monumento decentrale al mondo. L’iniziativa è partita a Colonia nel 1995 e ha portato, ad oggi, all’installazione di oltre 56 000 pietre in vari paesi europei
Tra questi, Germania, Austria, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Norvegia, Francia, 
Spagna, Svizzera, Grecia, Ucraina, Slovenia, Croazia, Romania e Russia.
In Italia sono presenti oltre che a Torino, in diverse città fra cui Roma, Viterbo, Siena, Reggio Emilia, Meina, Padova, Venezia, Livorno, Prato, Ravenna, Brescia, Genova, L’Aquila, Bolzano, Ostuni, Chieti, Casale Monferrato, Teramo. 
Ad attivare la posa sono singoli cittadini, associazioni o istituzioni che possono fare richiesta di una specifica pietra di inciampo.
A Torino recentemente, il 18 gennaio, sono state posate altre otto Pietre d’Inciampo, che si aggiungono alle 85 già presenti in città.

Pietre d’inciampo Torino è stato promosso dal Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà, dalla Comunità Ebraica di Torino, dal Goethe-Institut Turin e dall’Associazione Nazionale Ex Deportati (ANED) – sezione Torino, in collaborazione con l’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti” (ISTORETO). 

Qui la mappa delle pose a Torino, in cui è possibile visualizzare la localizzazione delle pietre d’inciampo in città e consultare le biografie corrispondenti.

Non sai dove poter studiare la domenica? Ci ha pensato Emergency Infopoint TorinoDa domenica 14 gennaio e per tutte le domeniche il Gruppo Universitari Emergency aprirà l’Infopoint, dalle 9 alle 19, nella forma di Aula Studio per universitari e non, in Corso Valdocco 3.

Disponibile Wi-Fi gratuito e postazioni pc.

Pronta a partire l’undicesima edizione del Master di II livello del Politecnico di Torino in “Tunnelling and Tunnel Boring Machines”, corso di specializzazione del Politecnico di Torino che risponde alla crescente domanda di professionalità specifiche nel settore degli scavi. Il percorso formativo, promosso dall’International Tunneling and Underground Space Association e dalla Società Italiana Gallerie, integra lezioni accademiche e contributi di esperti dell’edilizia, produttori di macchine e aziende di progettazione, al fine di fornire le conoscenze multidisciplinari necessarie ai futuri professionisti dello scavo. Gli studenti del Master, infatti, svilupperanno una professionalità specifica, preziosa per le ditte di progettazione e per le società di costruzione coinvolte nel tunnelling.

Alto e variegato il profilo internazionale del Master che ha attratto studenti di diverse nazionalità: oltre che dall’Italia, anche dalla Colombia, dalla Corea del Sud, dalla Grecia, dall’ India e dalla Moldavia. Anche nella composizione del corpo docenti, il percorso formativo si avvale di esperti provenienti da diversi paesi: dall’Austria a Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Norvegia, Spagna, Svizzera, Turchia e USA. Tutte le lezioni si svolgono in lingua inglese ed è possibile confrontarsi fin da subito con concreti casi di realizzazioni di gallerie, grazie alla collaborazione con le aziende.

La nuova edizione del Master verrà presentata lunedì 22 gennaio 2018, h. 10.00 presso l’Aula Magna “G. Agnelli”, Politecnico di Torino, C.so Duca degli Abruzzi, 24.

 

 

 

È online il nuovo bando Out of Left Field per la Sezione Fotografia di Autofocus 9, il Concorso internazionale di Vanni Occhiali dedicato ai giovani artisti e alla libera creatività.

Dopo la conclusione, nel mese di novembre 2017, delle selezioni per le Sezioni Mostra, Video e Performance, prende avvio il bando per presentare le candidature e concorrere al Premio Fotografia.

Quali sono le nuove possibilità, gli immaginari, le dialettiche, i percorsi che si aprono nell’ambito della riflessione spontanea e urgente che la fotografia sta compiendo su sé stessa, a livello sia consapevole sia no?
Out of left field, proviene da una nuova espressione del linguaggio urban internazionale, e significa: unexpectedly, suddenly and surprisingly.
L’espressione arriva da una terminologia tecnica del baseball.
È un titolo che vuole indicare l’attenzione a tutto ciò che sta accadendo al di là dei territori convenzionali e conosciuti della pratica fotografica.

Sono ammessi al concorso i progetti di artisti (singoli o gruppi) compresi tra i 18 e i 35 anni che risiedano in Italia o in un paese europeo.

Il progetto selezionato verrà presentato con una mostra personale presso il project space Autofocus all’interno dello showroom Vanni a Torino in concomitanza con il Salone del Libro, a maggio 2018, corredato da un catalogo e usufruirà di contributo alla produzione di 500 Euro.

Il bando è scaricabile sulla pagina dedicata del sito di Vanni Occhiali.

L’immagine è parte di Meandro Rosso, di Paolo Bandinu, vincitore della sezione video di Autofocus 8.

Sul reticolo geometrico delle strade torinesi si disegnano percorsi diversi, itinerari a bordo di tram, rotte a piedi, code in macchina. Poi ci sono i percorsi più fantasiosi, i veri e propri viaggi: quelli in bicicletta. Gli amanti del genere intenderanno bene questo tipo di sentimento: velocità, brezza sulla pelle, riflessi pronti, gambe che vanno su e giù, virate e sobbalzi. Le biciclette superano le barriere imposte e si fanno strada, corrono da un capo all’altro di questa nostra città tagliando sempre in obliquo le rotaie dei tram.

Torino in Bici

Torino in Bici è il portale del Comune di Torino dedicato alla promozione della mobilità dolce, con numerosi consigli e suggerimenti intende mostrare una diversa topografia di Torino, quella tracciata dalle ruote dei velocipedi. La sezione Muoversi in Bici segnala tutti gli strumenti e le possibilità utili al ciclista urbano, componendo un variegato prontuario atto alle sfide della strada cittadina e periferica.

BUNET

Bunet (Bike Urban NEtwork Torino) è forse il più utile e orginale, anche nel nome, degli strumenti presentati. Si tratta di un tool pensato per calcolare e condividere i propri percorsi in bicicletta. Dal punto di partenza a quello di arrivo è possibile scegliere tra un percorso più tranquillo e confortevole ed uno più diretto e veloce. Le caratteristiche del tragitto sono visualizzabili tramite un grafico che esplicita le percentuali di velocità, linearità e sicurezza. Bunet utilizza, come base cartografica, OpenStreetMap (OSM), un progetto collaborativo finalizzato a creare mappe mondiali a contenuto libero, aggiornato quotidianamente da utenti liberi e indipendenti. La mappa utilizzata per il servizio potrebbe, perciò, non essere del tutto completa o aggiornata, ma  è oggetto di costante miglioramento.

Cicloturismo

La sezione Visitare Torino in bicicletta è dedicata invece alla presentazione di ciclopercorsi nel territorio urbano e nella provincia torinese, con la possibilità di accedere ad una guida agli itinerari ciclabili, suddivisi per ambiti territoriali. Ogni percorso offre la possibilità di una conoscenza particolare del territorio e delle sue aree verdi, in un susseguirsi di scorci inattesi. Ad ogni circuito è associata una scheda descrittiva e un file gpx utilizzabile su navigatori gps e smartphone.

Ecco l’elenco dei percorsi:

 

 

Corona delle Delizie

Il percorso Corona delle Delizie circoscrive una pista di 112 km dedicata alle due ruote. L’anello unisce ciclopiste, ciclostrade e strade rurali che collegano le Residenze Reali e i Parchi metropolitani, toccando i più bei paesaggi fluviali, agricoli e storici dei comuni del circuito. Grazie all’app Corona in Bici, scaricabile da Play Store o App Store, è possibile scoprire le bellezze del territorio in sella a una bici, muniti solo del proprio cellulare. L’App sfrutta la geolocalizzazione dando la possibilità di orientarsi lungo il tracciato, calcolando anche le distanza alla meta dal punto in cui ci si trova.

 

 

Dal 18 giugno 1931, in seguito alla pubblicazione del decreto num. 773 che autorizzava “misure di pulizia” contro tutti coloro che mettevano in pericolo la morale pubblica e il buon costume, furono almeno settemila i morti e altre decine di migliaia le persone deportate nei campi e chiuse nelle prigioni. Sono i numeri, difficilissimi da stimare, dell’Omocausto, una pagina ancora troppo nascosta dello sterminio nazista nei confronti degli omosessuali.

L’Omocausto è stato studiato molto tardi e molto meno rispetto ad altre deportazioni. Ciò si deve, oltre alle difficoltà personali di chi avrebbe dovuto rivelare il proprio orientamento sessuale, soprattutto al riconoscimento dell’omosessualità come un crimine.

Ancora oggi, in circa un terzo dei Paesi del mondo l’omosessualità è considerata reato, talvolta punibile anche con la morte.

Si terrà mercoledì 24 gennaio il convegno su “Lo sterminio dimenticato” dell’Omocausto. Insieme ad alcuni studiosi e giornalisti, parteciperà, in videocollegamento, Lucy, nata Luciano nel 1924, ultima sopravvissuta italiana dell’omocausto, adolescente “diverso” nella Bologna fascista, in seguito deportato a Dachau.

Intervengono:
Lorenzo Benadusi – La persecuzione degli omosessuali nell’Italia fascista.
Maya De Leo – L’omosessualità come problema storiografico.
Giovanni Dall’Orto – La persecuzione degli omosessuali nel Novecento.
Claudio Vercelli – La deportazione degli omosessuali. Il quadro europeo.

Modera:
Silvano Bertalot, giornalista.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione del Coordinamento Torino Pride con il Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio Regionale e l’Università degli Studi di Torino.

Quando e dove: ore 9.30, Cavallerizza Reale, in via verdi 9.

Qui la locandina dell’evento.

È online il bando Erasmus per studio 2018-2019, dedicato a studentesse e studenti interessate/i a trascorrere nell’a.a. 2018-2019 un periodo di studio della durata minima di tre mesi e massima di dodici mesi presso un altro Istituto di uno dei Paesi esteri che abbia firmato un accordo bilaterale nell’ambito del programma Erasmus+ con l’Università di Torino.
La domanda di partecipazione deve essere presentata entro le ore 13 di mercoledì 31 gennaio 2018 ed è disponibile esclusivamente in forma telematica.
Il bando e tutti i dettagli sono disponibili nella sezione dedicata del portale di Ateneo.
More info:
Sezione Mobilità e Didattica internazionale – Direzione Attività Istituzionali, Programmazione, Qualità e Valutazione
Telefono: (+39) 011 6704425

Si è conclusa giovedì 11 gennaio la finale della Zero Robotics, la competizione che ha portato al Politecnico di Torino oltre 150 studenti delle scuole superiori provenienti da otto Paesi europei: Italia, Federazione Russa, Francia, Germania, Grecia, Polonia, Romania, Regno Unito.

Tutto italiano uno dei due Team vincitori di questa edizione 2017, il BeachPin1701, composto dall’ITIS “Pininfarina” di Moncalieri (To), l’ITIS “Galielo Galilei” di Livorno e il Liceo “Leonardo da Vinci” di Treviso, che conquista il primo posto a pari merito con la squadra statunitense Naughty Prions and Lions.

Premiati anche i ragazzi del Liceo “Cecioni” di Livorno e del Liceo “Agnelli” di Torino, vincitori della virtual final, la finale della seconda categoria del campionato.

La competizione, nata nel 2009 nel Laboratorio di Sistemi Spaziali del famoso Massachusetts Institute of Technology di Boston (MIT), ha coinvolto quest’anno circa 70 istituti europei, 100 americani e 50 australiani, per un totale di circa 2000 studenti.

Gli studenti finalisti hanno potuto assistere in diretta alle ultime fasi della competizione, che si sono svolte a bordo della Stazione Spaziale Internazionale e in collegamento con il MIT di Boston e con l’Università di Sidney, dove si sono ritrovati per assistere alla finale gli studenti provenienti da Stati Uniti e dall’Australia.

I finalisti si sono misurati nella programmazione degli SPHERES (Synchronised Position Hold, Engage, Reorient, Experimental Satellites), robot spaziali della dimensione di una palla da bowling, già utilizzati dalla NASA all’interno della Stazione Spaziale per collaudare cicli di istruzioni, per eseguire rendezvous autonomi e operazioni di attracco. Queste macchine vengono inoltre utilizzate sperimentalmente per la manutenzione e l’assemblaggio di satelliti e per il volo di formazione.

Ogni squadra è composta da 5 a 10 studenti e coordinata da un docente della scuola esperto di programmazione.

Ogni anno ai team viene affidata una missione. Quest’anno i ragazzi dovevano cimentarsi con la ricerca di forme di vita primordiale (batteri) sulla luna Encedalus di Saturno, trivellando campioni per riportarli a terra.

Al termine della prima fase, le squadre hanno potuto allearsi e collaborare fra loro per ottenere assieme un programma più efficace. La fase successiva è costituita da una gara preliminare a eliminazione, dalla quale solo 42 squadre hanno passato il turno; i programmi di questi team sono stati caricati direttamente sulle sfere robotizzate presenti sulla Stazione spaziale per la finale, dove i programmi dei gruppi vincitori sono stati eseguiti sotto la supervisione degli astronauti.

 

 

Il Comune di Torino ha indetto una selezione comparativa per lo svolgimento di due tirocini curriculari della durata
prevista e autorizzata dal corso di laurea (max 20 ore settimanali), rivolto a studenti laureandi iscritti presso il
Politecnico di Torino e che si svolgeranno a partire dal mese di febbraio.

Gli/Le studenti/esse che intendono candidarsi, non devono avere ancora svolto il tirocinio curriculare previsto dai singoli Corsi di Laurea al fine del riconoscimento dei CFU e devono verificare la coerenza del progetto con il proprio percorso di studi.

Qui potrai trovare i bandi di riferimento e i moduli per la domanda online, compilabile entro e non oltre il 25 gennaio.

Maggiori informazioni su stage, tirocini formativi, praticantati e assunzioni sono disponibili online nella sezione concorsi del sito del Comune.

Torna ARCo Giovani, premio dedicato alle tesi universitarie magistrali che abbiano approfondito con temi nuovi e originali il tema del restauro, del recupero e del costruito storico, sia in forma di progetto che di ricerca analitica e/o teoriche.

L’ARCo, Associazione per il Recupero del Costruito, riunisce ricercatori e operatori europei con lo scopo di promuovere il dibattito sui principali temi del restauro e promuove incontri multidisciplinari, convegni e seminari di approfondimento specialistico per stimolare l’opinione pubblica su temi di rilievo.

Il premio ARCo Giovani è riservato a Tesi di Laurea magistrale o quinquennale a ciclo unico aperto a coloro che abbiano conseguito il titolo a partire dal 2015 e fino alla data di scadenza del bando con una valutazione non inferiore a 108/110 (o equivalente).

Termine ultimo per la presentazione del materiale richiesto è il 15 marzo 2018. In palio per il primo classificato una somma di 1500 euro e di 500 per il secondo. Apri il bando per scoprire ulteriori dettagli.

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