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Frida, ricerca
Cosa fanno i prof dell’Università di Torino quando non insegnano?

Dalla curiosità di scoprire la vita dei docenti dopo le lezioni in aula o in laboratorio, tra ricerca, passioni e idee, FRidA – il Forum della Ricerca di Ateneo, lancia un nuovo format radiofonico “Prof fantastici e dove trovarli”, condotto da Giulia Alice Fornaro e Fabiano Catania, in collaborazione con Radio 110.

 

Per la prima volta in onda le passioni dei Prof oltre la cattedra

Storie di progetti sempre nuovi, successi, sfide e difficoltà raccontate in prima persona dalle ricercatrici e dai ricercatori dell’Università egli Studi di Torino.

 

Due ospiti per la prima puntata del nuovo format

La prima puntata, registrata live al Salone del Gusto-Terra Madre lo scorso 24 settembre, vede ben due ospiti. Due “prof fantastici” si sono messi in gioco. La prima è lei, Daniela Fargione, docente di Letteratura anglo-americana, da quando sa di essere celiaca è diventata esperta di “umanesimo ambientale”, perché anche la letteratura e l’arte servono a prendere consapevolezza dei problemi ambientali.
Insieme a Stefano Bechis, ricercatore al Dipartimento Interateneo di Scienze del Territorio. Voleva fare il musicista, ma le proteste giovanili contro il nucleare lo hanno portato a occuparsi di energia solare… in Africa!

Per ascoltare le loro storie su FRidA:
Episodio 1 – Sul filo della sostenibilità tra letteratura e cooperazione

Stay tuned… Ogni venerdì un nuovo episodio!

È possibile seguire le anticipazioni del prossimo episodio (on line il 5 ottobre) sui canali social di FRidA: Facebook e Instagram

Humanities in a day

L’Università di Torino vi invita alla prima giornata dedicata alla ricerca umanisticamercoledì 13 giugno 2018dalle 9 alle 18, a Palazzo Nuovo (via Sant’Ottavio – 20, Torino) i ricercatori raccontano i loro progetti attraverso poster scientifici, talk e visite guidate nei centri di ricerca.

Diretta streaming su www.unito.it/media dalla sessione mattutina dell’evento.

Sono coinvolti:

  • il Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione
  • il Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne
  • il Dipartimento di Studi Umanistici
  • il Dipartimento di Studi Storici
  • l’Atlante Linguistico Italiano
  • il Centro Studi Gozzano Pavese
  • il Centro Interdipartimentale Cinedumedia
  • il Centro Interdipartimentale MeDiHum
  • il Laboratorio di Fonetica Sperimentale “Arturo Genre”
  • il Laboratorio Fotografico e Topografico del Dip.to di Studi Storici
  • StudiUm Lab.

L’iniziativa è realizzata dalla Direzione Ricerca e Terza Missione – Polo di Scienze Umanistiche e dalla Sezione Valorizzazione della ricerca e Public Engagement – Agorà Scienza in collaborazione con FRIDA – Forum della Ricerca di Ateneo.

 

 un percorso espositivo di 60 poster

  uno spazio dove i dottorandi racconteranno come si diventa ricercatori [… se sopravvivi al dottorato 😉

  una tavola rotonda sul futuro delle scienze umanistiche

  due sessioni con le ricercatrici e i ricercatori di #UniTo

  cinque centri di ricerca aperti al pubblico 

Il programma dettagliato è disponibile sulla pagina dedicata del portale di Ateneo.

Segui l’evento Facebook Humanities in a day.

 

Digital Education, quando lo Storytelling è parte della cura

Il convegno Digital Education: un nuovo paradigma per le sfide di domani, che ha avuto luogo lo scorso mese di aprile, presso l’Aula Magna Cavallerizza Reale dell’Università di Torino, ha dato voce alle potenzialità dello Storytelling. Nell’epoca dei Big Data, quella che stiamo vivendo oggi, la narrazione è riscoperta come prezioso strumento per ordinare il caos, i grandi numeri e le cospicue informazioni che affollano il web. Ma non solo: le pratiche narrative divengono centrali anche nei contesti socio sanitari ed educativi.

Lo Storytelling, termine aglosassone che condensa in sé la narrativa e la narrazione, intesa come atto del raccontare, si affaccia in questo nostro mondo con una vitalità nuova, anche se le sue radici sono antichissime: il racconto è la forma con cui gli uomini, sin da tempi remoti, hanno strutturato la realtà. La narrazione è da sempre la forma più pratica, socialmente adattabile, immediata e diretta per ordinare l’esperienza umana. Il romanzo e la storia offrono ciò che è invisibile alla saggistica e alla scrittura accademica, estendono il regno del dicibile, si immergono nel particolare e al contempo evidenziano l’universalità di determinate condizioni dell’uomo.

Lo Storytelling si fa Digital

Il Digital Storytelling, forma digitalizzata di racconto breve che combina le potenzialità del medium digitale insieme con il valore della narrativa, trova oggi applicazione in numerose discipline: scrittura creativa, sociologia, psicologia e medicina. Uno dei punti di forza del DS, infatti, risiede proprio nella capacità di coinvolgere sia cognitivamente che emotivamente. In occasione del convegno Digital Education: un nuovo paradigma per le sfide di domani e del workshop condotto da Barbara Bruschi e Vincenzo Alatra, si sono discusse queste particolari abilità del Digital Storytelling. Le pratiche narrative digitali divengono un nuovo strumento nel prontuario di coloro che operano nei contesti socio-sanitari ed educativi.

Barbara Bruschi, docente di Tecnologie dell’istruzione e dell’apprendimento dell’Università di Torino ha sottolineato come le tecniche narrative, integrate con l’impiego della voce, di immagini e di un accompagnamento audio, acquisiscano particolare rilievo nella cura del paziente. Il Digital Storytelling consente infatti di mettere in luce le proprie incertezze, raccontandole agli altri e a sé stessi.

I benefici derivati dall’utilizzo del Digital Storytelling, non coinvolgono solo i pazienti, ma anche gli operatori. Spiega infatti Bruschi: “Con 15 educatori dei servizi educativi della Città di Torino abbiamo ricostruito il senso della professione educativa. Persone che avevano completamente perso di vista i 40 anni di vita professionale trascorsi hanno potuto ricostruire, anche grazie alle immagini, una dimensione di resistenza professionale che era ormai in un sottobosco inesplorato”.

 

 

Apenet

Venerdì 16 marzo 2018, nella Sala degli Affreschi della CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) in Piazza Rondanini, 48 a Roma, è stata presentata APEnet la Rete italiana degli Atenei ed Enti di Ricerca per il Public Engagement – in occasione del Workshop “Destinazione Public Engagement #2” organizzato in collaborazione con ANVUR, l’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca.

Il network ha preso forma da una proposta emersa nella prima tappa del Workshop, organizzato dall’Università degli Studi di Torino nel dicembre 2015, che ha visto la partecipazione di 100 delegati da 28 Atenei ed Enti di Ricerca di tutta Italia. Nel mese di febbraio 2017 l’Università di Torino ha dato seguito alla proposta lanciando l’adesione ad APEnet, che oggi conta 36 Atenei e 2 Enti di Ricerca.

In analogia con quanto è accaduto già in altri paesi europei, APEnet nasce per supportare Università ed Enti di Ricerca nella condivisione e nella valorizzazione di programmi, obiettivi ed iniziative per il Public Engagement, riconosciuto a livello internazionale come un modo nuovo ed efficace di fare didattica attraverso la condivisione dei risultati della ricerca e il coinvolgimento di ricercatrici/ricercatori e mondo produttivo, policy makers, studenti delle scuole, cittadini. 

La sfida alla quale l’università è chiamata a rispondere, in quanto fabbrica di conoscenza, è far sì che la produzione di conoscenza e innovazione diventi un processo inclusivo e condiviso con la comunità. La cosiddetta terza missione si configura oggi come un forte impegno di responsabilità sociale e di restituzione al territorio.

In particolare gli obiettivi di APEnet sono:

  • contribuire – in collaborazione con i diversi attori istituzionali del sistema ricerca italiano (MIUR, CUN, CRUI, ANVUR, ecc.) – alla valorizzazione e valutazione delle iniziative di Public Engagement;
  • sensibilizzare, formare e aggiornare il personale (di ricerca e tecnico-amministrativo) degli Atenei e degli Enti di ricerca;
  • condividere e promuovere esperienze nazionali e internazionali;
  • sviluppare una piattaforma comune e condivisa per la promozione, il monitoraggio e la valutazione delle iniziative di Public Engagement;
  • promuovere e sviluppare la presenza del Public Engagement all’interno dei programmi universitari (corsi di laurea e di dottorato);
  • promuovere la ricerca sui temi del Public Engagement.

Qui l’elenco degli Atenei e degli Istituti di Ricerca membri di APEnet.

Per informazioni: Andrea De Bortoli
Università di Torino – Resp. Valorizzazione Della Ricerca e Public Engagement – Agorà Scienza.

Tel. 011 6702738

Email: publicengagement@unito.it

Fondi ricerca Unito - Regione

Sono 5 i progetti di ricerca dell’Università di Torino che saranno finanziati con circa 6 milioni di euro dal bando INFRA-P che la Regione Piemonte ha attivato per “la realizzazione, il rafforzamento e l’ampliamento delle Infrastrutture di Ricerca pubbliche’, per favorire gli investimenti e la creazione/potenziamento di laboratori aperti all’uso da più utenti (centri di ricerca e imprese) e per sviluppare applicazioni rilevanti nell’industria e nel sistema delle imprese.

 

Grazie ai nuovi finanziamenti i ricercatori dell’Università potranno potenziare la propria ricerca su Intelligenza ArtificialeStudio dei materialiNanotecnologieImaging molecolare per la biomedicina e biotecnologiaScienze umane, sociali e umanistiche.

 

“Il finanziamento della Regione premia ancora una volta la ricerca dell’Università di Torino”, dichiara il Rettore Gianmaria Ajani “e conferma i recenti riconoscimenti ottenuti dai Dipartimenti di Eccellenza da parte del MIUR. Una ricerca che è avanguardia in settori di altissimo valore e competitività per le aziende del territorio. Da tempo infatti l’Ateneo riveste un ruolo decisivo come motore di sviluppo del sistema produttivo regionale e impegna i propri ricercatori su progetti a servizio delle imprese. Con l’assegnazione di questi nuovi fondi l’Ateneo metterà a disposizione del territorio le proprie capacità per la costruzione dei nuovi Centri di Competenza all’interno del piano IMPRESA 4.0. Grazie ad una forte sinergia con il Politecnico, la Regione Piemonte, le aziende e le altre istituzioni, sarà possibile realizzare infrastrutture e servizi che offrono ricadute di grande impatto in termini produttivi per lo sviluppo e il futuro del nostro territorio”.

 

“Le modalità produttive del futuro hanno bisogno di nuove tecnologie” afferma il Vice Rettore alla ricerca Silvio Aime, “basate soprattutto sulla digitalizzazione dei processi produttivi, nuovi modelli economici, innovativa organizzazione del lavoro e nuovi rapporti sociali interni ed esterni alle impreseUniversità e Politecnico, lavorando insieme possono unire le proprie specifiche competenze per trovare risposte competitive a bisogni complessi di grande attualità per il mondo dell’impresa e per lo sviluppo del Paese”.

 

I progetti premiati dal bando, tutti caratterizzati da forte multidisciplinarietà e innovazione tecnico-scientifica, sono:

  • HPC4AI – Centro di Competenza Calcolo ad Alte Prestazioni e Intelligenza Artificiale Torino

Il progetto intende realizzare un centro di competenza di calcolo ad alte prestazioni per l’Intelligenza Artificiale aperto e scalabile con applicazioni centrate nella strategia S3: salute, agroalimentare, meccatronica, automotive, aerospazio. Il centro è costituito da una federazione distribuita di ODR che forniscono in modo complementare le tecnologie abilitanti per l’operatività e la sostenibilità del centro. Fra queste, High-Performance Computing (HPC), IoT, Machine Learning, Big Data Analytics.

La dotazione infrastrutturale (IR) del centro, costituita da 4 green data center federati, sarà resa facilmente fruibile mediante servizi cloud. Per massimizzare il trasferimento tecnologico, il centro opererà mediante la co-progettazione delle applicazioni e delle soluzioni tecnologiche. Il centro offrirà supporto altamente specializzato per favorire l’innovazione e sviluppare le competenze nelle aziende del territorio, quindi a stimolare l’espansione delle opportunità di mercato.

Costo progetto totale 4,5 milioni di €

Finanziato 1,5 milioni Università di Torino (Coordinatore)

Progetto realizzato in collaborazione con il Politecnico di Torino (co-beneficiario)

 

  • SAX – Strumentazioni avanzate per sistemi complessi

Il progetto SAX prevede l’estensione e potenziamento dei servizi per aziende ed enti di ricerca del Centro Interdipartimentale NIS di UniTO (www.nis.unito.it), in partnership con DISAT di PoliTO (www.disat.polito.it) tramite l’acquisizione di strumentazione FEG-SEM multiaccessoriata, per microtomografia RX digitalizzata e per diffrattometria RX, a costituire un pool strumentale innovativo a livello regionale e nazionale per lo studio di materiali e sistemi di interesse per le aree di innovazione del sistema produttivo individuate dalla strategia regionale S3.

La realizzazione del progetto amplia prospettive di networking già esistenti tra gli Atenei torinesi ed i loro Incubatori di Imprese, e ne apre una nuova verso un futuro Competence Center regionale.

Costo progetto totale 2,5 milioni di €

Finanziato 1,05 milioni di € Università di Torino (Coordinatore)

Progetto realizzato in collaborazione con il Politecnico di Torino (co-beneficiario)

 

  • PiqueT – Piemonte Quantum Enabling Technology

Nell’ambito delle tecnologie abilitanti (KET), le emergenti tecnologie quantistiche, evoluzione delle nanotecnologie e della fotonica, sono per l’industria una robusta occasione di crescita e innovazione su un’ampia gamma di settori, strategiche per la S3 del Piemonte. PiQuET è una facility tecnologica che razionalizza e potenzia le dotazioni esistenti, le mette a fattor comune del territorio, agisce orizzontalmente sulle filiere industriali strategiche per un incremento competitivo e di produttività. L’IR opera su settori sinergici: sviluppo di materiali, dispositivi e sensori micro/nanostrutturati, microfotonica e comunicazione quantistica in fibra, sviluppando sistemi innovativi per l’industria e permettendo anche reti di sensori avanzate e sicure. Gli OdR condividono proprie strumentazioni, le completano con un investimento nuovo e significativo e le collocano in un nuovo laboratorio dotato di impiantistica d’avanguardia localizzato presso TNE a Torino in Corso Settembrini 178. L’IR sarà unica in Italia, perché crea una IR nuova allo stato dell’arte, crea massa critica di competenze e strumenti degli OdR e inizia una collaborazione permanente tra OdR e industria, favorendo il take-up industriale, i percorsi brevetti e un piano industriale che crei nuova occupazione.

Costo progetto totale 6 milioni di €

Finanziato 200.000 € Università di Torino (co-beneficiario)

Progetto realizzato in collaborazione con il Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica Inrim (coordinatore) e Politecnico di Torino (co-beneficiario)

 

  • EuBI-NodoIM-TO – Rafforzamento del Nodo Euro-BioImaging Italiano per l’Imaging Molecolare, Sede di Torino

L’Hub per l’Imaging Medico dell’infrastruttura europea Euro-BioImaing (EuBI) avrà sede presso il costituendo Istituto di Medicina Traslazionale (IMT, P.zza Nizza, Torino). Collegato all’Hub, ci sarà il Nodo Italiano per l’Imaging Molecolare, dedicato alle indagini pre-cliniche con le diverse modalità di imaging in-vivo, coordinato dall’Università di Torino. Il progetto di investimento riguarda l’acquisizione di uno scanner per Risonanza Magnetica (MRI) operante a 7 Tesla e di una strumentazione PET(SPECT)/CT per piccoli animali per la Sede torinese del Nodo Italiano di Imaging Molecolare (NodoIM-TO). L’MRI e la PET(SPECT)/CT rappresentano le tecniche di imaging più importanti in termini di risoluzione spaziale (MRI) e di sensibilità (PET). Il Nodo EuBI si avvarrà degli animali-modello disponibili presso lo stabulario del Centro di Biotecnologie Molecolari (MBC-1 e -2).

Costo progetto totale 3 milioni di €

Finanziato 1,5 milioni Università di Torino

 

  • HSSHxI4.0 – Infrastruttura di Ricerca delle scienze umane, sociali e umanistiche per la trasformazione digitale delle imprese e dei mercati

Il progetto raccoglie la sfida dell’integrazione multidisciplinare della ricerca in ambito HSSH a favore della pluralità dei processi legati alla Quarta Rivoluzione Industriale, individuando un contributo innovativo della ricerca operativa delle scienze umane, sociali ed umanistiche.

Il progetto di investimento prevede la costruzione, nella sede universitaria di Palazzo Nuovo, di un hub di ricerca che garantisca la messa in rete di laboratori e attrezzature tecnologiche di ultima generazione per la ricerca umana, sociale e umanistica rilevante per il sistema delle imprese.

La flessibilità degli spazi e delle strumentazioni previste e la pluralità di attori coinvolti nella progettazione (9 dipartimenti) garantiscono un esteso ed efficiente utilizzo dell’IR e un’ampia gamma di servizi alle imprese, anche attraverso la progettazione congiunta, massimizzando i risultati e minimizzando i rischi, sia in termini economici sia in relazione ai risultati di ricerca e innovazione per la crescita.https://innovazione.unito.it/hssh-with-and-for-industry-4-0

Costo progetto totale 2,87 milioni di €

Finanziato 1,44 milioni Università di Torino

Ricerca Unito

Dopo i recenti riconoscimenti ottenuti dai 23 Dipartimenti dell’Università di Torino come Dipartimenti di Eccellenza da parte del MIUR, e del ranking internazionale THE, che premia l’Ateneo per la Clinical and Health, l’Arts and Humanities, la Life Sciences e la Physical Sciences, l’Università di Torino risulta un’eccellenza mondiale in tutte le 5 broad subject areas anche secondo il QS World University Rankings by Subject 2018, la classifica che valuta la performance degli Atenei nei diversi settori della ricerca.

L’Ateneo ha infatti ottenuto ottimi risultati (fra le prime 500 al mondo) in tutte le 5 macro categorie “broad subject areas”: Scienze umanistiche, Tecnologia e Ingegneria, Scienze della vita e Medicina, Scienze della natura e Scienze sociali ed economiche. In particolare il miglior piazzamento è raggiunto in Scienze della vita e Medicina, dove UniTo si classifica al 189° posto mondiale.

L’Università di Torino eccelle in 12 ambiti disciplinari di ricerca specifici sui 48 totali: Agriculture, Languages, PharmacyLaw, Medicine, Physics, Sociology, Biology, Chemistry, Economics, Mathematics e Computer Sciences.

Il numero delle università considerate nella graduatoria delle eccellenze sono solo poche centinaia (top 500) sulle 1.100 entrate in classifica delle 4.000 università nel mondo esaminate per il ranking.

La metodologia utilizzata da QS per stilare la classifica combina dati bibliometrici relativi all’attività di ricerca (citazioni per pubblicazione su riviste scientifiche e H-index, un indice internazionale che misura impatto e produttività dei ricercatori) e i risultati di questionari reputazionali somministrati ad accademici e datori di lavoro condotti appositamente da QS. Questi ultimi fattori, che generalmente pesano circa il 10% del punteggio finale, assumono pesi differenti a seconda delle diverse Aree, come per esempio per alcuni settori scientifici o economici dove il peso arriva al 30%.

Per maggiori informazioni: https://www.timeshighereducation.com/world-university-rankings/by-subject

Per approfondimenti sui ranking globali e disciplinari delle università visita la pagina: http://politichediateneounito.it/it/ranking-internazionali/

Shape Energy

Nell’agenda energetica si tende a far prevalere i risultati sul fronte tecnologico a discapito delle considerazioni su importanti aspetti umani e sociali. Il progetto europeo SHAPE ENERGY tenta di modificare quest’atteggiamento promuovendo una maggiore integrazione delle scienze sociali e umanistiche nei progetti riguardanti energia e trasporti finanziati da Horizon 2020 e non solo.

Nel mese di febbraio 2018 il Politecnico di Torino ha organizzato due workshop rivolti ai coordinatori impegnati nell’innovazione attraverso progetti comunitari. I partecipanti ai due eventi hanno riconosciuto il valore aggiunto apportato dall’integrazione delle scienze sociali e delle discipline umanistiche nei progetti finanziati dall’UE riguardanti il settore dell’energia.

Attraverso una serie di metodiche innovative per lo svolgimento di questi workshop denominati “sandpit”, tra cui storytelling e live-drawing, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di formulare idee concrete per aumentare gli impatti sulla società, discutere di metodi innovativi per la collaborazione interdisciplinare e trasversale nell’ambito di progetti riguardanti il settore dell’energia e dei trasporti, condividere le migliori prassi con un gruppo di esperti multidisciplinari provenienti da tutta Europa in un contesto stimolante in cui proporre idee per progetti futuri su temi energetici.

“È necessario guardare alle politiche energetiche dal punto di vista finanziario senza dimenticare il loro aspetto sociale, ambientale, tecnico, decisionale e a livello di pianificazione. Per farlo, è importante instaurare un dialogo tra ricercatori STEM e ricercatori SSH” ha dichiarato il responsabile del progetto per il Politecnico di Torino, Professoressa Patrizia Lombardi

Tra le questioni chiave che dovrebbero assolutamente essere integrate nei bandi Horizon 2020, emergono il dilemma tra risultati qualitativi e quantitativi, le differenze linguistiche che scaturiscono dai progetti interdisciplinari, l’efficienza energetica e il coinvolgimento degli utenti. In particolare quest’ultimo aspetto mette in luce quanto sia importante rivolgersi a un pubblico più vasto in modo da garantire che l’impatto sociale dei progetti nel campo energetico sia perfettamente chiaro.

I partecipanti hanno anche posto l’accento sull’importanza dell’accettazione sociale, dell’esperienza dell’utente e delle ricerche di mercato quali elementi critici per la riuscita dei progetti. La loro integrazione sin dalle fasi iniziali dei progetti aggiunge sì un ulteriore livello di complessità, ma permette anche di aumentarne l’efficacia

“Dobbiamo essere molto aperti ai diversi modelli di efficacia per dimostrare l’impatto che le scienze socio-economiche e le discipline umanistiche hanno sulle società” ha commentato il relatore del keynote speech Andrea Bonaccorsi, Università di Pisa, Senior Research Fellow presso la FBK-IRVAPP di Trento.

Ai due sandpit hanno partecipato più di 100 rappresentanti di istituzioni di 15 Paesi: Belgio, Croazia, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Slovacchia, Spagna, Ungheria.

I partecipanti rappresentavano un’ampia e variegata gamma di progetti finanziati da Horizon 2020 e dal 7° PQ: Ambition; BestRES; Bio-HyPP; BIOROBURplus; BRISK2; CEMCAP; CONSEED; E2District; EMPOWERING; enCOMPASS; ENERGISE; ENLARGE; EnPC-INTRANS; ENTRUST; ESA 2.0; FLEXMETER; GEMex; interGRIDy; IRON; ISABEL; LIMPET; MAGIC-NEXUS; Mobility4EU; MOBISTYLE; NATCONSUMERS; PEMs4Nano; PVSITES; RenGen; ShaleXenvironmenT; SHAPE ENERGY; SHAR-Q; START2ACT; STOREandGO; SWInG; THOMSON; UPGRADE; ZERO-PLUS.

 

835 eventi sportivi nazionali e internazionali, 16 eventi paralimpici, 248 eventi culturali, 15.500 ore di attività motoria gratuita per i cittadini, oltre 50 mila bambini coinvolti in progetti sportivi, oltre 55 mila premi assegnati e distribuiti, 20 milioni di ascolti nelle trasmissioni RAI dedicate: sono questi i numeri di un anno di sport a Torino.

Li ha raccolti OMERO – Centro interdipartimentale dell’Università di Torino (Olympics and Mega Events Research Observatory) in una ricerca per l’Assessorato allo Sport del Comune di Torino, e li ha presentati alla Cavallerizza Reale nell’incontro dal titolo “La città e lo sport. Torino 2015 e oltre – Mappe, pratiche, immagini, ricadute economiche, pubblico.”

 

La ricerca analizza le Relazioni tra lo Sport, gli spazi e il territorio, effettuando una mappatura dello sport (e i relativi impianti), analizzando le interconnessioni sport‐territorio e il rapporto sport-immagine della città, ma offre anche un’analisi sulle ricadute economiche di Torino 2015 e i risultati di un questionario somministrato a un campione di partecipanti agli eventi sportivi.

 

“La ricerca – ha spiegato uno il Prof. Piervincenzo Bondonio, del Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino – ha messo in evidenza quanto siano stati importanti i ritorni economici per la città derivanti da Torino 2015. Si è avuto il cosiddetto ‘effetto leva’: con un contributo netto di circa 600.000 euro il Comune ha attivato 5.000.000 di euro di risorse degli organizzatori, 3.500.000 dei quali sono stati spesi sul territorio”.