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Un sabato sera alternativo con la Notte dei Musei

Sarà un sabato sera alternativo, quello di domani, sabato 19 maggio 2018, in cui torna la Notte dei Musei, prezioso appuntamento per gli amanti della cultura. Numerosi musei cittadini  apriranno i propri cancelli in orario serale e notturno al prezzo di un euro. L’iniziativa, alla sua 14esima edizione, intende promuovere il patrimonio culturale e museale del territorio, divulgandolo a pubblici nuovi e sempre diversi.

I  musei aperti

  • Palazzo Carignano. Aperto dalle 18.00 alle 21.00. La biglietteria chiude alle 20.
  • Villa della Regina. Aperta dalle 18.00 alle 21.00. La biglietteria chiude alle 20.
  • Musei Reali: Giardini Reali, Armeria Reale, Biblioteca Reale, Sale Chiablese, Galleria Sabauda, Palazzo Reale, Museo di Antichità, Cappella della Sindone. Aperti dalle 20.00 alle 23.00). La biglietteria chiude alle 22.
  • Fondazione Torino Musei: GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica (a partire dalle 18.00), MAO Museo d’Arte Orientale (a partire dalle 19.00), con ingresso a tariffa speciale fino alle 23.00 di 1 euro per le collezioni permanenti. Le mostre temporanee saranno a tariffa ordinaria. I musei chiuderanno alle 23.00, con ultimo ingresso alle 22.00.
  • Museo Nazionale del Cinema: dalle 20 alle 23, ingresso a 3,50 euro.
  • Planetario di Torino: visitabile dalle 18 alle 24 (ultimo ingresso alle 23), visita gratuita.
  • Palazzo degli Istituti Anatomici : Museo di Anatomia Umana “Luigi Rolando”, Museo di Antropologia Criminale “Cesare Lombroso”, Museo della Frutta “Garnier Valletti”. Visita gratuita durante tutto l’orario consueto giornaliero (10 – 18) e nel prolungamento serale fino alle 24. Dalle 21 alle 24 sono disponibili visite guidate.

Buona visita!

photo by Yayawol
Accademia Albertina Open Days 2018

A partire da lunedì prossimo, 9 aprile 2018, andranno in scena gli Open Days 2018 dell’Accademia Albertina di Torino.

Funzionamento

Gli Open Days sono divisi per scuola di specializzazione e distribuiti su due settimane:

  • Prima settimana: dal 9/04/18 al 13/04/18;
  • Seconda settimana dal 16/04/18 al 20/04/18.

E con due fasce orarie differenti:

  • 1° turno 14.30/16.
  • 2°turno 16.30/18.00

Iscrizione

Ci si iscrive inviando cognome, giorno e scuola di interesse (Grafica, Decorazione, Pittura,…) e il turno prescelto (primo o secondo) agli indirizzi:

  • francomarchisio@libero.it
  • monica.saccomandi@accademialbertina.torino.it
  • paolo.serrau@accademialbertina.torino.it

*Le iscrizioni alla prima settimana scadono oggi, 5 aprile 2018. Le adesioni alla seconda sono possibili fino al 13 aprile 2018.

 

Calendario Open Days 2018

PRIMA SETTIMANA

9/04/18

Scuola: Grafica
1° turno 14.30/16.00
2°turno16.30/18.00

9/04/18

Scuola: Decorazione
1°turno 14.30/16.00
2°turno 16.30/18.00

10/04/18

Scuola: Pittura
1° turno 14.30/16.00
2° turno 16.30/18.00

11/04/18

Scuola: Nuove Tecnologie
Un solo turno dalle 14.30 alle 16.00

12/04/18

Scuole: Didattiche dell’arte; Comunicazione e Valorizzazione del Patrimonio Artistico Contemporaneo
1° turno 14.30/16.00
2° turno 16.30/18.00


SECONDA SETTIMANA

16/04/18

Scuola: Scenografia
1° turno 14.30/16.00
2° turno 16.30/18.00
Fuori sede EX INCET via Cigna 96/17 Torino

18/04/18

Scuola: Progettazione Artistica per l’Impresa
1° turno 14.30/16.00
2° turno 16.30/18.00

18/04/18

Scuola: Scultura
1° turno 14.30/16/00
2°turno 16.30/18.00

 

L’Università di Torino è ateneo capofila del progetto CAPuS – Conservation of Art in Public Spaces – che coinvolge in tutta Europa 7 università, 4 aziende, 1 associazione, 1 museo, 1 centro di ricerca e 2 Comuni. In tutto 16 partner europei, situati in Italia, Germania, Croazia, Polonia e Spagna, più uno negli Stati Uniti.

Il progetto, nato in seno al grande contenitore Erasmus+ “Alleanze per la Conoscenza”, è finanziato dalla Commissione Europea  e intende stabilire un protocollo conservativo per l’arte urbana, prezioso strumento di rigenerazione delle città. A cavallo tra spontaneità e committenza, le opere urbane acquisiscono sempre più rilevanza sui muri cittadini. A causa della loro natura, però, e della prolungata esposizione alle intemperie, queste opere sono più soggette al degrado e a problematiche legate alla conservazione.

Con una rete di aziende, università, restauratori e artisti, CAPuS procederà ad una mappatura del degrado, identificando prodotti idonei e metodologie adatte alla conservazione (come la creazione di archivi digitali), per giungere a definire un protocollo operativo condiviso. CAPuS avrà impatto anche sull’offerta formativa dell’Università: verrà infatti attivato un modulo didattico da inserire nei curricula accademici e un master internazionale sul tema. Gli studenti, inoltre, saranno attivamente coinvolti nelle attività progettuali grazie a tirocini presso le imprese partner.

Il progetto vedrà il coinvolgimento di Cesmar7 Centro per lo Studio dei Materiali per il Restauro (Reggio Emilia) che opererà attivamente nell’analisi dei processi di alterazione, nella definizione delle strategie conservative, e nella comunicazione di progetto. Anche il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale avrà un ruolo importante,  in particolare nella parte analitica di caratterizzazione dei materiali delle opere, partecipando in prima linea alla creazione di un modulo formativo sulla conservazione dell’arte urbana. Completano il gruppo italiano l’Università di Parma, che si occuperà del monitoraggio della qualità, e Medhiartis, agenzia di comunicazione che curerà l’identità visiva e gestirà i social. Sono poi partner associati il Comune di Reggio Emilia e il Comune di Torino che collaboreranno all’identificazione e alla valorizzazione delle opere individuate per la sperimentazione.

Il progetto CAPuS – dichiara Dominique Scalarone, docente di Materiali per la Conservazione ed il Restauro presso l’Università di Torino e Project Manager dell’intero progetto – rappresenta un’occasione unica per affrontare in modo organico, multidisciplinare e innovativo la questione aperta della conservazione dell’arte urbana. Partendo dalla creazione di un partenariato internazionale ed eterogeneo per vocazione, e in piena sintonia con le linee guida Europee nel campo dell’Istruzione Superiore, il progetto intende valorizzare la collaborazione tra Università e aziende private per sviluppare nuove conoscenze, opportunità lavorative e prodotti innovativi, nonché per sensibilizzare Istituzioni e opinione pubblica sulla necessità di valorizzare e preservare l’arte pubblica. L’analisi dei materiali utilizzati dagli artisti per realizzazione le loro opere, lo studio del loro degrado, la caratterizzazione dei prodotti utilizzabili per il loro restauro saranno fasi importanti del progetto, funzionali alla realizzazione dei due obiettivi principali, ossia la definizione di un protocollo conservativo specifico per le opere di arte pubblica e la realizzazione di un modulo didattico multidisciplinare e innovativo per studenti universitari e per restauratori, anche fruibile su piattaforma digitale”.

Ilaria Saccani, presidente di CESMAR7, afferma che “il progetto ha come ambizione quella di creare alleanze permanenti all’interno del partenariato, in modo da unire l’esperienza di restauratori e di gruppi analitici e la conoscenza dei materiali costitutivi e dei prodotti di restauro delle aziende coinvolte per la definizione di un protocollo operativo innovativo per la conservazione dell’arte urbana. Questo a sua volta confluirà nell’attivazione di un modulo didattico che verrà attivato nelle Università e nelle Accademie coinvolte. In tal modo i contenuti e le metodiche di progetto andranno ad arricchire e a innovare l’offerta didattica, rendendola aggiornata sulle nuove esigenze del mondo della conservazione. In ultima analisi, il progetto CAPuS ha come intento più ampio quello di sensibilizzare le istituzioni ma soprattutto la collettività sul delicato tema della conservazione dell’arte urbana: il progetto partirà proprio da un coinvolgimento degli artisti stessi, per chiarire i confini dell’etica della conservazione, per un’arte che in molte sue forme ha come caratteristica intrinseca la sua natura effimera

Locandina della mostra Cura - Racconti fotografici sulla città della salute

L’Istituto Europeo di Design e la Città della Salute e della Scienza di Torino sono i protagonisti di Cura – Racconti fotografici sulla Città della Salute, una mostra fotografica dedicata al tema della cura. Nove studenti del terzo anno del Corso di Fotografia IED Torino hanno raccontato nel loro progetto di tesi le eccellenze della buona sanità pubblica torinese.

L’ A.O.U. Città della Salute e della Scienza di Torino è il polo sanitario più grande a livello nazionale ed europeo, conta 9.500 dipendenti e garantisce diagnosi e assistenza sanitaria di terzo livello in molteplici percorsi di cura, privilegiando approcci multidisciplinari che assicurano cure appropriate altamente qualificate per rispondere al meglio alle esigenze dei pazienti.

La mostra, realizzata in collaborazione con Regione Piemonte e Roche, è il risultato di un anno di ricerca e di lavoro sul campo che ha interessato i giovani fotografi dello IED. La selezione di 150 scatti sarà visitabile presso il Palazzo della Regione Piemonte (Piazza Castello 165) dal 19 febbraio al 13 marzo 2018. Aperta tutti i giorni con orario 10-18.

Bruno Fert - fotografia di un interno di tenda di migrante

Inaugura oggi, giovedì 15 febbraio alle 18, presso l’Alliance française di Torino (Via Saluzzo 60) la mostra di Bruno FertPercorsi interiori. Fotografie e raccolta di testimonianze”.  Fert, fotoreporter francese, darà voce alle piccole storie di uomini e donne in fuga dalla povertà e dalla guerra con un progetto fotografico realizzato in collaborazione con Medici Senza Frontiere. Fert narra l’epopea dei migranti, fotografa gli interni delle tende e delle strutture temporanee in cui hanno trovato riparo. Sono ritratti di uomini e donne, dei luoghi in cui vivono: abitazioni fatte di pochi oggetti, portati nei campi profughi in Grecia e in Francia come ricordi di vite passate.

Ho deciso di incontrare i migranti che attraversano il Mediterraneo per cercare rifugio in Europa, fotografando gli interni dei loro rifugi a un punto del loro viaggio, nei villaggi – o “giungle” – sia in Francia che in Grecia e ho raccolto le loro storie grazie alla collaborazione con MSF”, spiega Fert. “Abitare è qualcosa che abbiamo tutti in comune. I rifugi temporanei dei migranti riflettono le loro personalità come le nostre case parlano di noi. Vorrei che il pubblico si relazionasse con questo comune denominatore, per mettersi nella casa di qualcun altro osservando dove vive”. 

All’inaugurazione interverrà François Dumont, direttore Comunicazione & Advocacy di MSF, per presentare l’impegno dell’organizzazione sul tema della migrazione e condividere le testimonianze delle persone assistite lungo tutta la rotta migratoria, dai paesi di origine fino ai confini europei. Il Gruppo di Torino di Medici Senza Frontiere offrirà inoltre una prova dei visori a 360 gradi della Milionidipassi Experience, esperienza immersiva degli estenuanti viaggi dei migranti per terra e per mare, e delle terribili condizioni dei campi profughi.

«Vogliamo mettere il pubblico nei panni delle persone che sono costrette a mettersi in viaggio, spesso mettendo a rischio la propria vita con l’auspicio che questa esperienza possa coinvolgere il pubblico in una rinnovata vicinanza verso le tante persone vulnerabili che incontriamo ogni giorno anche nelle nostre città», spiega François Dumont di MSF.

La mostra è visitabile dal 15 al 22 febbraio nei seguenti orari:

  • lunedì-giovedì: 12.00-20.00
  • venerdì: 12.00-18.00
  • sabato: 9.00-13.00
Le Pietre d’Inciampo (Stolpersteine) sono un monumento diffuso e partecipato ideato e realizzato dall’artista tedesco Gunter Demnig, il cui ambizioso obiettivo è quello di ricordare ogni singolo deportato nei lager. 
Per mantenere viva la memoria delle vittime del nazi-fascismo, l’artista produce piccole targhe di ottone poste su cubetti della dimensione dei classici porfidi delle pavimentazioni stradali, poi incastonati nel selciato davanti all’ultima abitazione scelta liberamente dalla vittima, oppure al luogo in cui lavorava o studiava.
Le pietre commemorative ricordano il nome, la data e il luogo di nascita e quello della morte o della scomparsa delle vittime, informazioni che intendono riconferire individualità a quelle vite che durante la Guerra sono state ridotte soltanto ad un numero.
L’inciampo, quindi, rappresenta metaforicamente l’invito alla riflessione per coloro che, camminando per le strade della città, si imbattono casualmente nella storia e nei destini di persone che sarebbero potuti essere nostri conoscenti. La memoria di ciò che è stato entra così a tutti gli effetti nelle strade che frequentiamo, nella vita di tutti i giorni.
Stolpersteine è il più “grande” monumento decentrale al mondo. L’iniziativa è partita a Colonia nel 1995 e ha portato, ad oggi, all’installazione di oltre 56 000 pietre in vari paesi europei
Tra questi, Germania, Austria, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Norvegia, Francia, 
Spagna, Svizzera, Grecia, Ucraina, Slovenia, Croazia, Romania e Russia.
In Italia sono presenti oltre che a Torino, in diverse città fra cui Roma, Viterbo, Siena, Reggio Emilia, Meina, Padova, Venezia, Livorno, Prato, Ravenna, Brescia, Genova, L’Aquila, Bolzano, Ostuni, Chieti, Casale Monferrato, Teramo. 
Ad attivare la posa sono singoli cittadini, associazioni o istituzioni che possono fare richiesta di una specifica pietra di inciampo.
A Torino recentemente, il 18 gennaio, sono state posate altre otto Pietre d’Inciampo, che si aggiungono alle 85 già presenti in città.

Pietre d’inciampo Torino è stato promosso dal Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà, dalla Comunità Ebraica di Torino, dal Goethe-Institut Turin e dall’Associazione Nazionale Ex Deportati (ANED) – sezione Torino, in collaborazione con l’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti” (ISTORETO). 

Qui la mappa delle pose a Torino, in cui è possibile visualizzare la localizzazione delle pietre d’inciampo in città e consultare le biografie corrispondenti.

SeeYouSound, International Music Film Festival, il primo Festival in Italia dedicato al cinema internazionale a tematica musicale, torna a Torino nella sua quarta edizione dal 26 gennaio al 4 febbraio 2018 al Cinema Massimo e al Museo Nazionale del Cinema.

Ben dieci giorni che racchiudono un fitto programma che prevede complessivamente ben 62 proiezioni, divise in quattro sezioni competitive, due rassegne fuori concorso, una retrospettiva, un’anteprima internazionale, una europea e 27 anteprime italiane. In aggiunta, panel, incontri ed eventi, per celebrare l’esplosiva sinergia che si scatena tra musica e cinema. .

Il Concorso Internazionale Longplay per la prima volta si sdoppia nelle due sottosezioni Doc e Feature, con 6 lunghi di finzione e 6 documentari tutti in anteprima assoluta accoppiati ai 12 cortometraggi del contest 7Inch; mentre l’immancabile Soundies, concorso per il formato ‘musicale’ per eccellenza, proporrà 20 videoclip. Oltre ai premi come Miglior Film di Fiction e Miglior Documentario, il Festival assegnerà anche il premio per la Miglior Colonna Sonora Originale, con Giorgio Li Calzi, Stefano Caprioli e Riccardo Mazza, il Premio Torinosette per il Miglior Film, il Premio Direct A Music Short (D.A.M.S.) e il Premio Distribuzione Lab80.

In programma anche la rassegna Rising Sound che continua il percorso alla scoperta del panorama musicale sperimentale e di ricerca; mentre Into the Groove conferma la propria vena mainstream. Per la prima volta Seeyousound dedica un omaggio a un personaggio fondamentale come Tony Palmer, il più grande regista di cinema musicale al mondo, che sarà ospite tra la giuria del Festival.

La quarta edizione prende il via venerdì 26 gennaio con la proiezione di Ingeborg Holm, film muto svedese del regista Victor Sjöström, musicato dal vivo da Corrado Nuccini, IOSONOUNCANE ed Enrico Gabrielli; e con l’inaugurazione della mostra SoundFrames, presente fino al 7 gennaio 2019, che porta all’interno del Museo Nazionale del Cinema di Torino un allestimento del tutto inedito e interattivo, sempre all’insegna del rapporto cinema e musica, .

Il Festival collabora anche con il Circolo dei Lettori, le cui sale in quei giorni diventano sede di appuntamenti, approfondimenti, momenti musicali, proiezioni e molto altro. Il Circolo è Casa Seeyousound: uno spazio aperto dalle ore 10 fino a sera, per accogliere gli ospiti del festival, i giornalisti, gli spettatori, gli sponsor. A chiudere ogni giornata l’aperitivo diplomático, per riposarsi con un drink e godere i contenuti musicali promossi e curati da Machiavelli Music, Tristeza e SYS.

Ogni sera dalle 23.30 in poi si terrà l’After Festival presso il Circolo Amantes, con aperitivi e dj set, come quello di venerdì 2 febbraio, che vedrà ai piatti il regista Stephan Plank.

Seeyousound è stato ideato dall’Associazione Choobamba in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema, con il patrocinio di Regione Piemonte e il contributo di Fondazione CRT e Città di Torino.

Qui l’evento facebook.

More info e ticket qui: http://www.seeyousound.org/

È online il nuovo bando Out of Left Field per la Sezione Fotografia di Autofocus 9, il Concorso internazionale di Vanni Occhiali dedicato ai giovani artisti e alla libera creatività.

Dopo la conclusione, nel mese di novembre 2017, delle selezioni per le Sezioni Mostra, Video e Performance, prende avvio il bando per presentare le candidature e concorrere al Premio Fotografia.

Quali sono le nuove possibilità, gli immaginari, le dialettiche, i percorsi che si aprono nell’ambito della riflessione spontanea e urgente che la fotografia sta compiendo su sé stessa, a livello sia consapevole sia no?
Out of left field, proviene da una nuova espressione del linguaggio urban internazionale, e significa: unexpectedly, suddenly and surprisingly.
L’espressione arriva da una terminologia tecnica del baseball.
È un titolo che vuole indicare l’attenzione a tutto ciò che sta accadendo al di là dei territori convenzionali e conosciuti della pratica fotografica.

Sono ammessi al concorso i progetti di artisti (singoli o gruppi) compresi tra i 18 e i 35 anni che risiedano in Italia o in un paese europeo.

Il progetto selezionato verrà presentato con una mostra personale presso il project space Autofocus all’interno dello showroom Vanni a Torino in concomitanza con il Salone del Libro, a maggio 2018, corredato da un catalogo e usufruirà di contributo alla produzione di 500 Euro.

Il bando è scaricabile sulla pagina dedicata del sito di Vanni Occhiali.

L’immagine è parte di Meandro Rosso, di Paolo Bandinu, vincitore della sezione video di Autofocus 8.

In occasione dello spettacolo “Sei personaggi in cerca d’autore” per la regia di Luca De Fusco, in scena al Teatro Astra dal 24 al 28 gennaio 2018, viene proposta l’edizione televisiva del dramma di Luigi Pirandello. Selezionata dall’Archivio Rai e interpretata dalla Compagnia dei Giovani di Giorgio De Lullo, è andata in onda nel 1965.

La registrazione è preceduta da una testimonianza di Romolo Valli intervistato da Mario Raimondo su quanto sia stata fondamentale la realizzazione televisiva per ricreare il rapporto palcoscenico/platea deserta presente nel testo di Pirandello.

La proiezione si terrà lunedì 22 gennaio, alle ore 17, presso la Mediateca Rai, in via Verdi 31, Torino.
Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria: 011 8104858 – mediateca.torino@rai.it

Qui la locandina dell’evento.

Chiudono il 28 febbraio le iscrizioni a N.I.C.E. – New Independent Curatorial Experience, il corso dedicato agli aspiranti curatori di mostre di arte contemporanea. N.I.C.E è un’esperienza immersiva nel settore delle pratiche curatoriali ed allestive, un percorso concreto, finalizzato alla realizzazione di una vera e propria mostra, completa di catalogo, all’interno di Paratissima 2018, manifestazione off della fiera torinese Artissima.

L’offerta didattica propone ai giovani curatori lezioni teoriche e applicazioni pratiche. L’impostazione è orientata al lavoro sul campo, al learning by doing e alla capacità di collaborazione. Partendo dall’ideazione e costruzione del progetto curatoriale, si affronteranno argomenti di fondamentale importanza come fundraising, comunicazione e allestimento delle mostre.

L’obiettivo, attraverso la condivisione di competenze ed esperienze,” si legge nella pagina web dedicataè quello di offrire ai giovani aspiranti curatori gli strumenti per potersi costruire una professionalità autonoma, capace di operare anche attraverso canali alternativi“.

Al termine della parte teorica del corso, chi si sarà contraddistinto nelle tre doti avrà la possibilità di entrare nello staff di Paratissima come assistente alla Direzione Artistica dell’evento, da settembre a metà novembre, a fronte di un rimborso spese di 1500 euro (consulta il bando per ulteriori dettagli).

Il corso per curatori d’Arte Contemporanea si terrà a Torino e prevede 3 settimane di lezione (1 settimana al mese a marzo, aprile e maggio) e degli incontri intensivi nei mesi di luglio, settembre e ottobre, per un totale di 132 ore.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare l’organizzazione all’indirizzo: nice.paratissima@gmail.com

o al numero di telefono: +39 3479941125

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