All posts tagged covid

Da oggi, lunedì 15 marzo, il Piemonte diventa zona rossa per almeno due settimane, con restrizioni al massimo livello dal 15 al 28 marzo, e in anticipo di due settimane rispetto al lockdown nazionale deciso dal governo dal 3 al 5 aprile.

Per quanto riguarda le aule studio Edisu, saranno perciò tutte chiuse da lunedì fino almeno a domenica 28 marzo compreso.

Controllate la pagina internet dedicata all’emergenza Covid sul sito di Edisu Piemonte per ogni aggiornamento.

Lezioni in presenza per il secondo semestre da febbraio, vediamo come 

Politecnico e Università di Torino si stanno muovendo verso il ritorno in aula di studentesse e studenti per il nuovo semestre alle porte. Infatti da febbraio si tornerà in aula, in presenza, ma le nuove iscrizioni avranno la precedenza.

Dad si, o Dad no, questo è il dilemma. Al Politecnico si andrà almeno un giorno in presenza, e priorità alle matricole all’Università di Torino. Il Ministro dell’Istruzione Gaetano Manfredi parla di un 50 per cento di lezioni dal vivo: “Il sistema universitario italiano, in questo momento di estrema difficoltà, ha avuto una straordinaria reazione. Nel 2020 abbiamo avuto un numero di laureati e di esami sostenuti che è perfettamente in linea con il 2019 e in alcuni casi anche superiore come numero” dice Manfredi, partecipando in videoconferenza all’inaugurazione del nuovo anno accademico dell’Università di Camerino. 

Per il secondo semestre ci si aspetta una media di 3 mila – 5 mila studentesse e studenti, ogni giorno, presenti al Politecnico, spiega il Rettore Saracco: “Ci troviamo in una situazione non semplice: sarà il semestre più critico perché ci saranno ancora le difficoltà della pandemia, ma la capacità di sopportazione è molto diminuita”. Una scelta non facile ed un piano d’azione sicuramente da costruire. Il Politecnico amplia i suoi spazi, infatti si stanno ultimando le aule R di via Boggio, ideali per la situazione emergenziale. Nel piano del Politecnico il 30 per cento dell’aula sarà occupata nel pieno rispetto dei criteri di sicurezza. La didattica si terrà nella sede centrale, al Castello del Valentino, a Mirafiori e al Lingotto. Il rettore Saracco continua: “Dobbiamo aprire più sale studio del solito, finanziate sia da noi, UniTo ed EDISU – Servono sale studio diffuse in città”.

L’Università di Torino punta invece sulla nuove matricole e il Rettore Geuna parla di una priorità data alla didattica esperienziale, che nell’Ateneo torinese è particolarmente significativa e differenziata per ogni disciplina. Si tratta di laboratori dove la presenza di studentesse e studenti è di fondamentale importa, occorre quindi una giusta pianificazione delle lezioni. In presenza si, rispettando sempre le direttive sanitarie contro il Covid 19, ma non ci si dimentichi della Dad, la tanto criticata didattica a distanza, che in questi mesi ha permesso a molte e molti di seguire le lezioni e sostenere gli esami, anche durante il difficile momento di pandemia che stiamo vivendo, sarebbe auspicabile, magari, una compresenza dei due metodi di far didattica: a distanza e in presenza. 

 

Ylenia Covalea

Fonte Torino.repubblica.it

Seguici su Instagram e Facebook

La campagna di vaccinazione anti Sars-CoV-2 partirà giovedì 10 febbraio 2021 per proseguire fino al giorno 23 febbraio 2021. Hai tempo per prenotarti fino al 6 febbraio 2021 👉🏾 https://bit.ly/3ixTHlh
💉 La vaccinazione è rivolta a studentesse e studenti di:
• Medicina e Chirurgia (Polo di Torino);
• Professioni Sanitarie;
• Odontoiatria e Protesi Dentaria;
• Biotecnologie Mediche (coorti 2019/2020 e 2020/2021);
• Biotecnologie Molecolari (coorti 2019/2020 e 2020/2021);
• Biotecnologie (triennale, coorte 2018/2019).
🩺 Dove?
• Presidio Molinette (Reparto Chirurgia Maxillo-Facciale)
• Presidio CTO (15° piano)
• Presidio O.I.R.M. — S.ANNA (Reparto Week Surgery , S. Anna)
💊 Per informazioni e modalità di prenotazione: https://bit.ly/3ixTHlh
❕Prima di accedere alla vaccinazione va letta l’informativa che hai ricevuto via mail, la quale andrà stampata, compilata e consegnata in ambulatorio.
📩 Per informazioni o dubbi manda una mail a vaccmed.unito@gmail.com
Via libera alla sperimentazione dei test salivari Covid sviluppati dall’Università di Torino
🔬 Partirà la sperimentazione dei test salivari prodotti dall’Università di Torino, si tratta di test per riscontrare il Covid meno invasivi rispetto al classico tampone naso faringeo, infatti il prelievo della saliva viene eseguito con una pipetta. I test verranno utilizzati all’hotspot dell’Allianz Stadium di Corso Scirea.
“Questa iniziativa è una ulteriore conferma della relazione virtuosa tra l’Università, la Regione e territorio”: così di esprime il Rettore dell’Università di Torino, Stefano Geuna.
Immatricolazioni e Covid, sono scese drasticamente oppure la situazione è stabile? Vediamo l’andamento delle nostre università sul territorio piemontese. Il Piemonte è tra le regioni italiane più colpite dalla pandemia, ma pare che questo non abbia influito sulla volontà di studentesse e studenti di iscriversi all’università.

Uno studio condotto da IRES Piemonte ci permette di avere uno sguardo ampio rispetto la situazione degli atenei piemontesi, vediamo cos’è emerso. Sembra che le immatricolazioni per quest’anno, complessivamente, non abbiano risentito troppo degli effetti negativi del Covid19, le università piemontesi si sono preparate alla didattica a distanza che è tornata ad essere una realtà, in modo da permettere a tutte e tutti di proseguire il percorso universitario, a dispetto della difficile situazione che stiamo vivendo. Politecnico di Torino e UniTO hanno investito fondi per la distribuzione gratuita agli studenti e alle studentesse, in comodato d’uso, di computer portatili, tablet, router e sim, a sostegno come intervento diritto per favorire la fruizione della didattica a distanza.

Arriviamo a parlare di percentuali, il Piemonte Orientale ha visto un incremento del 3,5 per cento delle iscrizioni, incremento sostanziale si è registrato nelle facoltà in ambito medico, esse contano 577 immatricolazioni rispetto alle 399 dell’anno precedente, in totale, sono 3.926 gli studenti e le studentesse che frequentano UPO, l’Università del Piemonte Orientale. In tutto il resto della regione i dati rispecchiano una situazione pressoché stabile. Secondo il dossier di IRES che analizza la situazione geografica, calano studenti e studentesse residenti sul territorio piemontese, a fronte di un aumento dei fuorisede, in particolare coloro che provengono da oltre Ticino.

 

 

L’Università degli Studi di Torino vanta oltre 13 mila studenti e studentesse che alzano la soglia delle iscrizioni al 6 per cento, grazie anche ai vincitori e alle vincitrici delle graduatorie dei test di Medicina. Calano di poco le iscrizioni tra coloro che risiedono in Piemonte (-2 per cento) e nel Sud Italia, aumentano i fuorisede (6 per cento) insieme ad una crescita di studenti e studentesse internazionali (3 per cento), aumentano del 48 percento , invece, i provenienti dalla Lombardia.

 

Meno iscrizioni a Giurisprudenza, Economia, Statistica per le Organizzazioni e Scienze Politiche, studenti e studentesse preferiscono i corsi teledidattici: Amministrazione Aziendale e Scienze dell’Amministrazione. Cala drasticamente, invece, la percentuale di immatricolazioni a Scienze Gastronomiche, con il 22 per cento di iscrizioni totali in meno.

 

Studio IRES Piemonte | Fonte Corriere Torino

 

Ylenia Covalea


 

 

Dad e didattica: con il nuovo Dpcm il Piemonte é entrato nella zona rossa e la didattica torna ad essere online. È chiaro, questa emergenza ci ha insegnato che la didattica non può e non deve fermarsi, e in quanto priorità di ogni studente e studentessa, deve essere il più possibile inclusiva.

Il Digital Economy and Society Index (Desi) misura il livello di digitalizzazione dei paesi europei, dov’è posizionata l’Italia? Ultima, sia per competenze digitali che per capitale umano. Nel 2020 l’uso di internet si è drasticamente alzato, ma è un dato relativo al confinamento domestico in risposta alla pandemia da Covid-19, è sicuramente un dato che deve essere letto tenendo conto del contesto in cui viviamo (le persone che usano internet almeno una volta a settimana sono l’85 %).

La DaD, simpatico acronimo di didattica a distanza, ha acceso non poche critiche: non ti gli studenti e le studentesse possiedono una sufficiente connessione ad internet, un pc e una stanza tutta per sé dedicata allo studio. Questo è solo l’apice della disuguaglianza nelle nostre scuole e università, di Dad ha parlato Antonio Schizzerotto, Professore Emerito del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento: “Con la didattica a distanza tutte le disuguaglianze si sono acuite, innanzitutto perché sappiamo che non tutte le zone del paese sono ugualmente coperte da connessione internet, inoltre secondo i dati ISTAT, una quota non banale di popolazione scolastica non ha accesso diretto o indiretto a strumenti come tablet, pc portatili, o i-phone”.

 

Manca l’inclusività, c’è molto lavoro da fare

Basta entrare in un’aula universitaria per capire che sì, sicuramente la didattica deve essere rimodulata. Perché non adottare il cosiddetto “students-centered learning”, l’apprendimento rivolto allo studente?

La didattica centrata allo studente deve investire tempo e risorse per la creazione di conoscenze e competenze dell’allievo, rendendolo dunque parte attiva nella nostra società. Non solo conoscenza, ma anche creatività, capacità critica e propensione a prendere iniziative: è la creazione di un nuovo studente, partecipe, interessato e creativo. Si parla di problem-based learning; task-based learning; learning by doing; group learning: tutte iniziative che vogliono lo studente al centro del discorso educativo.

L’SCL (students-centeredlearning) ha bisogno una definizione chiara delle competenze da sviluppare; l’implementazione di una varietà di approcci adatti a tutti, perché non tutti gli allievi imparano e si esprimono allo stesso modo: occorre più flessibilità nel discorso educativa, lo studente dovrebbe poter sviluppare il proprio piano di studio secondo le sue esigenze di apprendimento.

 

 

La didattica italiana dovrebbe prendere in considerazione il fatto di valorizzare ogni studente e ogni studentessa nelle loro diversità e peculiarità. Conoscete Howard Gardner? È uno psicologo e professore alla Harvard University, tra i più importanti esponenti della scienza cognitivista (The Mind’s New Science, 1983), ha teorizzato l’esistenza delle intelligenze multiple. L’intelligenza non può essere misurata da un Quoziente d’intelligenza, ma piuttosto è bene adottare un atteggiamento più dinamico.

Parliamo di:

  • Intelligenza logico-matematica
  • Intelligenza linguistica
  • Intelligenza spaziale
  • Intelligenza musicale
  • Intelligenza cinestetica o procedurale
  • Intelligenza interpersonale
  • Intelligenza intrapersonale
  • Intelligenza naturalistica
  • Intelligenza filosofico-esistenziale

Lo studio è ricerca, miglioramento, “doing” e risoluzione di problemi, in questo il ruolo dell’insegnante è fondamentale: deve essere una Virgilio per i suoi studenti, accompagnarli e sostenerli nel loro percorso di formazione. Sarebbe utile tornare a ripensare alla mission dell’università: la formazione di nuove e giovani menti in grado di sviluppare un pensiero critico nei confronti della realtà e l’università dovrebbe fornire gli strumenti adeguati a tutti e tutte per farlo, senza lasciare nessuno indietro. 

 

 

Ylenia Covalea

 

 

Connessi e soli, come nella New York di Olivia Laing

 

Viviamo in un’era dedita alla digitalizzazione del tutto; dal sapere alle relazioni, ora anche gli incontri sono online. Infinite e noiosissime riunioni su zoom, video-lezioni dall’audio intermittente, feste di compleanno senza tramezzini in videochiamata; la cosiddetta generazione z è cresciuta bombardata da informazioni e immagini che l’hanno resa sempre più ansiosa e dipendente dallo schermo illuminato del computer o dello smartphone.

Siamo ormai abituati a convivere con la costante idea di “esserci persi qualcosa” in quei pochi istanti di cessata connessione, quando abbiamo deciso per necessità di “abbassare la guardia”. Qual è la prima cosa che fai appena ti svegli la mattina? Molto probabilmente, ancora assonnato, afferri il cellulare per controllare le notifiche, i like sui social, i messaggi degli amici e le mail dei colleghi, una volta svolto questo rituale mattutino inizia davvero la tua giornata. Ci confrontiamo giornalmente con il timore di rimanere indietro perché ci viene richiesta un’attenzione costante, il tanto decantato multitasking è stressante e non sempre riesce ad appagarci. Ma la continua connessione digitale ci aiuta a sentirci meno soli? No, spesso è il contrario. Ci capita di passare intere giornate al pc svolgendo smartworking e chattando con gli amici, ma arriviamo a fine giornata con una specie di mancanza, un vuoto, una sensazione di frustrazione e affanno, come se avessimo corso per intero la maratona di New York senza esserci allenati. Sono un po’ le emozioni che Olivia Laing descrive nel suo Città sola (Il Saggiatore); la grande New York è “fatta di buio e silenzio: un’onirica capitale della solitudine” che vede transitare ogni giorno milioni di passeggeri soli, tristi e deprivati. Perché si, a New York, una delle metropoli più grandi e vive del mondo, ci si sente alienati, si è invisibili.

 

 

La connessione digitale non sempre riesce ad avvicinarci, non basta a placare la mancanza del contatto, del dialogo faccia a faccia e dello scambio di opinioni ed esperienze. Capiamoci, sono tempi difficili per tutti, è meglio mantenere le distanze e parlare da casa perché non è più sicuro conoscere qualcuno al di fuori dello spazio protetto della nostra dimora, la piccola safe-zone che in questi mesi di reclusione ci siamo creati, l’unica che può preservarci in questi tempi di pandemia globale.

Mettiamo la modalità aereo telefono, spegniamo il pc e respiriamo. Torniamo a connetterci con noi stessi, con le nostre passioni e con cosa riteniamo davvero più importante, che sia un gesto semplice come prepararci una tazza di tè e berla alla finestra, oppure leggere finalmente libro che abbiamo sul comodino da settimane. Dedichiamo del tempo alla self care e disconnettiamoci.

Passiamo ad analizzare qualche dato significativo: negli ultimi 25 anni, il numero degli adolescenti affetti da depressione è salito del 70%, sintomo di una correzione evidente tra sviluppo tecnologico ed incidenza di disturbi d’ansia e depressione tra i più giovani. Prendi un gruppo di ragazzi e ragazze di 24 anni e osservali per per 15 minuti: “sessanta ragazzi – Roberto Truzoli del Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche Luigi Sacco e Michela Romano, psicologa e psicoterapeuta che in Galles ha portato avanti svariati progetti sulla dipendenza da internet – sono stati inizialmente sottoposti a una batteria di test per misurare i livelli di dipendenza dal web, l’umore, l’ansia, la depressione, la schizotipia e i tratti di autismo”. Al gruppo è stato poi chiesto di navigare su internet, al termine è stato testato il loro umore; il l risultato è stato duplice, vediamo perché: “nei ragazzi dipendenti da Internet si è vista una marcata riduzione del tono dell’umore subito dopo la navigazione rispetto al gruppo di giovani non dipendenti, che si è tradotta nel desiderio di recuperare un umore accettabile utilizzando nuovamente il mezzo che è stato causa del loro malessere”.

 

 

Se vi sentiti spesso sopraffatti dopo aver trascorso in internet troppe ore, non è semplicemente un caso, infatti la scienza ha fatto emergere che “la dipendenza da internet può rivelare un disagio psicologico di fondo, anche pregresso”. Quante volti accedi ad Instagram, Facebook e TikTok per pura noia, e ti ritrovi due ore dopo a guardare l’ennesimo video di un simpatico gattino che usa le zampatte per aprire una scatola di pelati? Troppe, se ti senti ansioso o nervoso, impiega quel tempo per altro, non deve necessariamente essere un’attività produttiva, ma datti anche la possibilità di annoiarti senza sentirti in colpa. Prova, ti sentirai meglio. Oggi, più che mai, stiamo capendo quanto sia importante prendersi cura della propria salute mentale; la dipendenza da internet è reale, infatti nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM 5) viene inserita nelle patologie di dipendenza da “non sostanze“. Se ti servisse aiuto non esitare a chiederlo, consulta un esperto oppure contatta uno dei tanti numeri verdi: 

800 274 274Progetto Itaca

800 833 833 — Sportello d’ascolto per il Covid 19

800 91 3880Sportello ISIDAP — Istituto Specialistico Italiano Disturbi da Attacchi di Panico

366.9358518 — Servizio dell’ASL TO4 per l’ascolto psicologico telefonico rivolto ai cittadini adulti

 

Ylenia Covalea

 

Come stanno reagendo le università del torinese al rientro sui banchi degli studenti e delle studentesse?

 

È da poco cominciato il nuovo anno accademico 2020/2021 e le università italiane si sono preparate al ritorno in sicurezza di studenti e studentesse. 

Tra incertezze, didattica online e in presenza, ogni ateneo si è mosso in autonomia, ma come hanno reagito le università del torinese al rientro sui banchi durante l’emergenza Covid? 

 

Vista la situazione incerta, le iscrizioni all’università sono state minori?

No. La situazione d’emergenza dovuta al Covid non ha fermato le immatricolazioni, è il caso del Corso di Laurea in Architettura del Politecnico di Torino: conta un + 15 % (mole24.it) di immatricolazioni.

 

Come si stanno organizzando gli atenei torinesi?

All’Università di Torino e al Politecnico le aule hanno capienza ridotta per rispettare le distanze, basta prenotare con anticipo il posto in aula. La Career Week annuale del Politecnico, solo per quest’anno, diventa Digital: webinar, incontri e offerte di lavoro per studenti e studentesse direttamente dal computer di casa. 

La modalità prediletta per la didattica è comunque quella mista: lezioni in presenza e online. Al Politecnico, in questi mesi di lockdown e graduali riaperture, i corsi erogati da remoto sono stati più di 800, con quasi 30 mila studenti e studentesse a seguirli, gli esami svolti sono stati più di 4 mila e più di mille le discussioni di Laurea sostenute (coronavirus.polito.it).

 

 

L’Accademia Albertina di Belle Arti e il Conservatorio Giuseppe Verdi hanno valutato la modalità mista: in presenza per i corsi laboratoriali con gruppi ristretti di student* e le lezioni teoriche, invece, erogate online. Questo lo scenario delle AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica) che ha visto negli ultimi anni un continuo e costante taglio dei fondi per la didattica e l’implementazione delle strutture dedicate.

Questa pandemia ha svelato un vaso di Pandora, evidenziando così un forte divario digitale: il continuo ridimensionamento di fondi economici dedicati all’istruzione ha creato differenze disarmanti: da un lato la tecnologia ha permesso a milioni di student* in tutta Italia di non abbandonare gli studi, ma altr* si sono stati tagliati fuori per mancanza di apparecchiature adeguate allo svolgimento delle attività online. 

 

Trasporto pubblico: come si raggiungerà l’università? Una scelta ecologica necessaria.

Secondo l’Indagine nazionale sulla mobilità casa-università al tempo del Covid-19 realizzata dalla Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile, il trasporto pubblico sarà il settore che più pagherà le conseguenze di questa pandemia, si preferirà quindi l’automobile, lo spostamento a piedi, il monopattino o la bici. Studenti e studentesse preferiranno quindi altre soluzioni all’utilizzo di mezzi pubblici, spesso gremiti di passegger*, dove il distanziamento sociale è difficile, se non impossibile.

 

Ylenia Covalea

Segui Study in Torino su Instagram e Facebook

La legge di conversione del D.L. “Rilancio” ha previsto al comma 1-bis dell’art. 29  un rimborso delle spese d’affitto degli studenti fuori sede. Sono stati previsti 20 milioni di Euro ad incremento del fondo per il sostegno alle locazioni. Che cosa si sa fino ad oggi delle modalità di accesso a questo fondo per studentesse e studenti?

  • l’accesso é limitato a coloro che hanno un ISEE non superiore a 15.000 euro;
  • tale beneficio é incumulabile con qualunque altra forma di sostegno al diritto allo studio;
  • Il rimborso spetta per tutto il periodo dello stato di emergenza sanitaria da Covid-19;
  • il calcolo avverrà sull’importo del canone dei contratti di locazione stipulati da studentesse e studenti residenti in luogo diverso rispetto a quello dove è ubicato l’immobile locato.

Per conoscere il dettaglio sulle modalità e tempi di accesso a tale fondo bisognerà aspettare un Decreto Ministeriale che verrà emanato entro il 17 ottobre prossimo. Insomma ancora un po’ di pazienza,