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Domani, 28 novembre, alle 14 presso l’Aula Magna del Campus Einaudi dell’Università degli Studi di Torino alla presenza, fra le altre e gli altri, della segretaria generale della CGIL Susanna Camusso si terrà la presentazione ufficiale del Vademecum “Lavoro e Diritti LGBT”, promosso dal Coordinamento Torino Pride GLBT in sinergia con CGIL, CISL e UIL. Il primo manuale di questo genere per contrastare le discriminazioni nei luoghi di lavoro legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere.

Un interessante appuntamento di GiovedìScienza all’Università di Torino per rispondere alla domanda: “L’agricoltura si fa solo nei campi?”.

Il dibattito sulle modificazioni genetiche nelle piante contrappone da decenni le ragioni di chi vuole sfruttare i progressi della ricerca biologica per rendere più rapido ed efficiente il processo di miglioramento genetico – e sviluppare nuove varietà che possano conciliare aumento delle produzioni agricole e diminuzione dell’impatto ambientale – e di chi, invece, queste innovazioni vuole fermarle in nome di una difesa delle produzioni locali, dei diritti dei piccoli produttori agricoli e della tutela dell’ambiente.

Oggi il dibattito, pur riguardando nuove tecnologie come il genome editing – che possono produrre mutazioni identiche a quelle generate spontaneamente in natura – sembra restare fermo sulle vecchie posizioni

Aula Magna Campus Einaudi, Lungo Dora Siena 100 – Torino

giovedì 23 novembre 2017 – ore 17:45

 

La SSST Ferdinando Rossi bandisce per l’anno accademico 2017/2018 un concorso per esami per l’ammissione al primo anno del corso ordinario per:

  • n. 15 posti per la Classe accademica di Governo e Scienze Naturali
  • n. 15 posti per la  Classe accademica di Governo e Scienze Umane

L’ammissione alla Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi implica la contestuale immatricolazione a uno dei corsi di laurea triennali o magistrale a ciclo unico attivati dall’Università di Torino per l’a.a. 2017/2018.

L’avviso è rivolto a candidati che, indipendentemente dalla loro cittadinanza, siano in possesso dei seguenti requisiti:

  • un titolo di studio che dia accesso ai corsi di studio universitari con una votazione non inferiore a 80/100;
  • non abbiano superato il 21° anno di età;
  • non risultino già iscritti per l’anno accademico 2016/17 al Sistema Universitario.

La domanda di ammissione deve essere presentata dal 10 ottobre al 14 novembre 2017 con la sola modalità on-line.
La procedura sarà attiva fino alle ore 12:30 del 14 novembre 2017.

Le prove di ammissione si svolgeranno il 4 e 5 dicembre 2017.

Per informazioni sul concorso di ammissione alla Scuola e per inviare le lettere di presentazione e di intenti si prega di scrivere a ssst@unito.it

Tutte le info a questo al link http://ssst.campusnet.unito.it/do/home.pl

Dal 1 settembre e fino al 5 ottobre 2017 è possibile compilare on line le domande di immatricolazione 2017/2018 per i corsi di laurea di primo livello e laurea magistrale a ciclo Unico ad accesso libero.

Tutti i corsi ad accesso libero prevedono un test di accertamento dei requisiti minimi (TARM) obbligatorio. Per alcuni corsi ad accesso libero il sostenimento del TARM è vincolante per potersi immatricolare. Le informazioni di dettaglio sul TARM sono alla pagina Immatricolazione corsi ad accesso libero.

Per tutti gli studenti, iscritti a qualsiasi corso di studio, le tasse di iscrizione agli anni successivi al primo devono essere versate entro il 5 ottobre 2017. Il versamento effettuato oltre tale data è gravato dal pagamento della prevista indennità di mora. Il pagamento della tassa costituisce iscrizione al nuovo anno accademico.

L’elenco completo delle scadenze amministrative (pagamento tasse, trasferimenti, carico didattico) dell’anno accademico 2017-2018 e tutte le informazioni relative a iscrizioni e immatricolazioni sono reperibili alla pagina web Immatricolazioni e iscrizioni.

Per maggiori informazioni consultare i siti dei corso di studio o delle scuole.

 

Repubblica.it-Mille università del mondo per dialogare con i contadini di Terra Madre. Carlo Petrini lancia l’obiettivo per l’edizione 2018 del Salone del Gusto che sarà di nuovo a Torino: “Gli allevatori e i contadini devono essere riconosciuti come docenti e portatori di conoscenze. Vogliamo aprire un dialogo alla pari tra i nostri 7mila delegati e i professori di mille università di tutto il mondo e lo faremo a Terra Madre”, annuncia il fondatore di Slow Food, invitato a Chieri per ricevere la cittadinanza onoraria e celebrare le cento città piemontesi che nell’autunno 2016 hanno aperto le porte ai delegati dell’associazione con la chiocciola per la prima edizione all’aperto del Salone del Gusto.

Il sindaco di Chieri, Claudio Martano, ha invitato Petrini e i colleghi che si sono impegnati per costruire la rete d’accoglienza che ha reso possibile la kermesse da record dello scorso settembre: “Abbiamo scelto di darti la cittadinanza onoraria per l’impegno sociale e culturale nel campo dell’alimentazione e della difesa del territorio”, spiega Martano. E con lui a celebrare Petrini ci sono quasi una quarantina di amministratori locali, tra sindaci e assessori, in prima fila quello al Commercio della Città di Torino, Alberto Sacco, che sul Salone del Gusto ha investito molto: “Se fissiamo le date in base alla politica “lasuma perdi”. Molti non ci sono perché sono in ballottaggio, altri perché sono scaduti o appena eletti”, scherza Petrini per spiegare le defezioni degli assenti.

Come sempre però il teorico del “cibo buono, pulito e giusto” alza l’asticella: “Per la prossima edizione dobbiamo arrivare ad avere almeno 110 città del Piemonte pronte ad accogliere i delegati. L’ospitalità che avete dato è preziosissima. Ovviamente per chi ha organizzato, ma questa è un’esperienza di vita importante anche per i piemontesi. E per questo vi dico che dobbiamo rivendicare la capacità di accogliere del Piemonte che è molto più grande di quanto si racconti”.

All’evento non partecipano infatti solo gli amministratori locali (di Bra, Cavallermaggiore, Capriglio, Pecetto, Villanova d’Asti), ma anche una delegazione nutrita di quelle centinaia di famiglie che a settembre ha aperto la propria casa a delegati in arrivo da tutto il mondo.: “Abbiamo scoperto che c’era questa possibilità dal sito del comune. Abbiamo quattro figli e parlandone con loro abbiamo deciso di provare — racconta Maura Tosco, chierese — Da noi hanno dormito cinque rappresentanti della delegazione brasiliana, arrivavano da punti diversi del Paese, c’era una ragazza che difende la biodiversità della foresta amazzonica, una delegata di Slow Food, un agricoltore. E da loro ho imparato ad avere un rapporto con il tempo diverso, a essere meno schiava dell’orologio”.

I coniugi Bovero, di Pecetto, invece hanno accolto un ragazzo, sempre brasiliano, che da settembre è rimasto sempre in contatto con loro: “Si chiama Remy e almeno una volta al mese ci scriviamo via email. Nei prossimi mesi sarà in Germania con la sua fidanzata e ha detto che passerà di nuovo da noi con lei”. Gli scambi, di competenze e di esperienze, tra chi accoglie e i visitatori però saranno istituzionalizzati dalla prossima edizione: “Ogni città che ospita sarà sede della didattica

 diffusa di questa grande Università della terra — promette Petrini — Solo così ridiamo valore al cibo e ai contadini”. E l’appuntamento lo dà Roberto Burdese, che ai sogni di Petrini dà le gambe per camminare e già sta lavorando alla prossima edizione del Salone del Gusto: “Nei primi mesi del 2018 ci ritroveremo con tutti voi per avviare l’ideazione della prossima edizione e iniziare a organizzare questo nuovo progetto”.

Secondo le ultime indiscrezioni comparse su repubblica.it, Economia almeno per quest’anno non sarà a numero chiuso.

Il senato accademico dell’Università di Torino ieri pomeriggio ha stabilito che non ci sarà un test per iscriversi ai corsi di economia aziendale ed economia e commercio, come avevano invece chiesto i due dipartimenti, preoccupati dal numero limitato di docenti a disposizione e dalla mancanza di aule.

Lo sbarramento era stato eliminato poco più di un anno fa e aveva portato a un boom di iscritti, con un più 30 per cento di immatricolati: a febbraio i due dipartimenti, quello di Esomas e quello di Management, che hanno sostituito la vecchia facoltà di Economia e Commercio avevano proposto di prevedere un tetto di 350 posti per il corso omonimo e di 1100 per “economia aziendale”. Il rettore Gianmaria Ajani che però ha avviato un politica per l’eliminazione del numero programmato ha creato una cabina di regia per scongiurare questa ipotesi che è riuscita a trovare 16 docenti da destinare ai corsi dove mancavano: “Non è stato necessario nemmeno votare perché già il dipartimento ha stralciato la proposta – spiega la prorettore Elisabetta Barberis – Abbiamo fatto un lungo lavoro di analisi per arrivare a questa soluzione. Sul problema degli spazi ci sarà un intervento per costruire nuove aule nel medio periodo e se invece mancheranno già quest’autunno affitteremo delle sedi nelle vicinanze”.

L’ateneo ha infatti approvato un intervento da 4milioni di euro che dovrebbe portare entro la fine del 2018 alla realizzazione di 4mila metri quadri di nuove aule: “La nostra politica è quella di garantire servizi e didattica di qualità senza numeri programmati ovunque sia possibile”. Le previsioni approvate nelle linee guida votate oggi prevedono però meno nuovi immatricolati nel 2017 rispetto a quelli dell’anno passato: “I dipartimenti e la cabina di regia hanno lavorato molto per arrivare a questa soluzione, ma qualsiasi sia il numero di studenti che vorranno iscriversi a Economia garantiremo a tutti la possibilità di farlo” assicura il direttore del dipartimento di Management, Valter Cantino.

Soddisfatti anche gli universitari che dall’inizio si erano opposti alla reintroduzione del numero chiuso: “Era quello che chiedevamo fin dall’inizio – ribadisce Federico Salvatore, rappresentante in senato accademico di Studenti Indipendenti – Ora abbiamo chiesto che sia aperto un tavolo per evitare che il problema si riproponga l’anno prossimo”.

Buone notizie dal fronte occupazionale: cresce infatti il tasso dei giovani che, cinti d’alloro dall’Università di Torino, risulta occupato a tre anni dall’ottenimento del titolo.

Per quanto riguarda le lauree a ciclo unico, è sorprendente come nel gradino più alto del podio dei maggiormente occupati si classifichi chi proviene da corsi di studio letterari, con una percentuale di impiego che sfiora il 100%.

Questo secondo i dati del Rapporto di Sostenibilità che verranno ampiamente illustrati in occasione della cerimonia di inaugurazione del nuovo Anno Accademico (lunedì 28 novembre, ore 10:00 – Aula Magna della Cavallerizza Reale) dal Rettore Gianmaria Ajani.
In seconda e terza postazione si piazzano le lauree del settore chimico-farmaceutico e l’agrario-veterinario, che vedono rispettivamente un tasso di occupazione del 96,3% e 93,3%.

Se parliamo di lauree magistrali, invece, sono i laureati del ramo Difesa e sicurezza a trovare più lavoro, con il 94% di occupati nell’area Medica ed il 93,6% in quella Economico-statistica.
Anche chi, come gli studenti di Giurisprudenza, incontra più difficoltà nel post-laurea risulta comunque occupato nel 71,4% dei casi.

Il nostro compito – dichiara il Rettore tirando il ballo anche il tema caldo della Costituzione – è formare nuove competenze per il territorio. La nostra parola chiave è innovazione. L’Italia deve creare nuovi lavori e le università ne formano i profili professionali. Bisogna imparare a leggere l’art. 33 sul diritto allo studio con l’art. 1, che definisce l’Italia una Repubblica fondata sul lavoro”.

I dati occupazionali dell’Università di Torino sono dunque in controtendenza rispetto alle medie nazionali, così come lo è l’aumento di iscrizioni all’Ateneo, passato da 67.043 studenti del 2014 a 67.388 nel 2015. Sensibile anche l’incremento della percentuale di coloro che scelgono l’Università di Torino pur provenendo da altre regioni: salgono del 10% gli studenti non originari del Piemonte, con l’8% di loro annoverabile tra i nuovi immatricolati.

Sree Sreenivasan ospite d’eccezione quest’oggi, giovedì 24 novembre alle ore 17.00, all’Università di Torino.

Il Chief Digital Officer della città di New York racconterà la propria esperienza triennale come responsabile della comunicazione digitale del Metropolitan Museum, spiegando come sia stata rimodulata la strategia dei social media e degli strumenti digitali offerti ai visitatori.

Prima di essere scelto dal sindaco di New York Bill De Blasio, Sree Sreenivasan è stato non solo responsabile della comunicazione digitale al Metropolitan Museum, ma ha lavorato per oltre vent’anni alla scuola di giornalismo della Columbia University.
Inoltre è stato nominato tra i Most Creative People 2015 dalla rivista Fast Company, nonché CDO più influente del 2016.

L’incontro, che si svolgerà presso l’Aula 1 della Palazzina Einaudi (Lungo Dora Siena 68/a) sarà introdotto da Enrico Pasini, delegato dal Rettore per il Sistema Bibliotecario, Archivistico e Museale dell’Università di Torino e presidente del comitato scientifico del Sistema Museale di Ateneo, e da Anna Masera, direttrice del Master in Giornalismo dell’Università di Torino. Modera il dibattito Maria Beatrice Failla, docente di Museologia e coordinatrice dell’unità torinese del progetto PRIN (Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale) “La Vita delle opere, dalle fonti al digitale” dedicato alla comunicazione digitale nei musei.

Il seminario è organizzato in collaborazione con i direttori, i conservatori e i responsabili della comunicazione di diverse istituzioni museali, tra cui la Fondazione Torino Musei, i Musei Reali, il Museo Egizio, il Museo del Cinema, la Reggia di Venaria, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, oltre che dal Sistema Museale dell’Università di Torino, che animeranno la discussione finale.

Sarà possibile partecipare al dibattito e dialogare con Sree Sreenivasan e con i musei torinesi anche tramite i social media, attraverso l’hashtag #sreeturin.

Lunedì 28 Novembre alle ore 10.00 presso l’Aula Magna della Cavallerizza Reale (Via Verdi, 9 – Torino), si terrà la cerimonia dell’Inaugurazione dell’Anno Accademico 2016/2017 dell’Università degli Studi di Torino.

Intervengono il Rettore Gianmaria Ajani, Loredana Segreto, Direttrice Generale Università degli Studi di Torino e Irene Raverta Presidente del Consiglio degli Studenti Università degli Studi di Torino. La prolusione sarà affidata a Tito Boeri dell’Università Bocconi e Presidente INPS.

Università, innovazione e nuovi lavori sono gli argomenti dell’Inaugurazione dell’Anno Accademico 2016/2017 dell’Università degli Studi di Torino. La formazione universitaria opera per sua natura su una visione di lungo periodo raccordando la sua azione alla ricerca che è il principale motore dell’innovazione. L’Università di Torino oltre a affrontare i temi sociali e economici del presente deve saper individuare le sfide che emergono nelle società avanzate per contribuire a definire le risposte in termini di soluzioni e di competenze dei suoi laureati. Le competenze per i nuovi lavori sono il tema centrale dell’Inaugurazione dell’Anno Accademico dell’Università che vuole porsi in un rapporto sempre più attivo e propositivo nei confronti dei territori.

Nel pomeriggio (alle 14.30) partecipano alla tavola rotonda, moderata da Germano Paini, studiosi dell’Università, Tito Boeri, Federico Butera della Fondazione IRSO, Marco Mancini del MIUR, Mario Rasetti della Fondazione ISI e Paolo Sestito di Banca d’Italia.

The future makers” è il nome del progetto targato BGC – The Boston Consulting Group che anche quest’anno è alla ricerca di 100 studenti talentuosi provenienti dalle 25 Top Universities d’Italia per offrire loro un’occasione di formazione e di interazione con i più autorevoli rappresentanti della Business Community.

Per la rosa dei 100 talentuosi studenti selezionati BGC mette a disposizione il suo osservatorio, le sue competenze e il suo network!

Per conoscere il progetto “The future makers” e le modalità di partecipazione, è in programma un incontro martedì 22 novembre 2016 dalle 11.00 alle 13.00 presso l’Aula Rosa (Nuovo Polo Didattico) della Scuola di Management ed Economia dell’Università di Torino (C.so Unione Sovietica, 218bis – Torino).

Per partecipare all’incontro occorre compilare il form di registrazione entro le ore 15.00 di lunedì 21 novembre.

 

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