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Sono ripartire oggi, lunedì 28 settembre, le prime lezioni ad Unito. La modalità di fatto sarà “mista“: vale a dire che ciascun docente valuterà se erogare il corso in presenza o a distanza, utilizzando la piattaforma Webex. Nel caso della formula in presenza, l’ingresso sarà limitato ad un numero di posti predefinito, secondo determinate modalità di accesso e previa prenotazione con lo Studenti booking.
Cos’è lo Student Booking? Ti servirà per accedere alle lezioni di UniTO. ⬇️⬇️⬇️
🧑‍💻Per accedere alle lezioni in sicurezza potrai prenotare il tuo posto in aula. Come? Basta accedere connettendosi alla “MyUniTo Studente” o “Futuro Studente” e prenotare il tuo posto in aula con il servizio “Student Booking”.
💼 Il servizio è rivolto a:
• iscritti/e ad un corso di studio con piano di studio caricato e attività didattiche in stato frequentato/pianificato, prevedendo una coda prioritaria per gli studenti con disabilità
•matricole senza piano di studi caricato
• futuri/e alunni/e che abbiano effettuato la registrazione sul portale di Ateneo e concluso l’iter di completamento dei dati anagrafici.

 

La torinese Emma è la prima donna laureata in Italia in Ingegneria Civile al Politecnico di Torino: era il 1908 e le donne non avevano diritti

 

Senza diritti, futuro e lavoro; solo il matrimonio ad innalzare, in maniera teorica, la loro condizione di nascita. L’opinione pubblica, durante i primi anni del Novecento italiano, si sta dirigendo verso la lenta, ma graduale, conquista del diritto di voto per le cittadine italiane, che avverrà più di quarant’anni dopo, con il primo referendum che vede partecipare anche le donne. Torniamo indietro agli anni in cui le ragazze negli studi scientifici e tecnici erano pressoché inesistenti; solo nel 1905 viene permesso alle donne di insegnare alle scuole medie; c’è voglia di emancipazione e di ottenere un ruolo sociale diverso da quello di moglie e madre. In questo difficile contesto storico fa la sua comparsa una giovane ragazza di Torino che vuole diventare ingegnere: Emma Strada. Si iscrive al Politecnico di Torino a diciannove anni per conseguire la laurea nel 1908, ma non era così comune farlo, specie per una ragazza. Nei primi anni del Novecento risultano essere iscritte all’università 250 donne in tutta Italia (www.storiaxxisecolo.it), Emma è una delle poche a frequentarla, ma sarà di lì a breve, anche una delle poche donne in Europa a conseguire un titolo di studio in Ingegneria Civile. All’estero ci sono le vite e i lavori esemplari di Sarah Guppy; ingegnere inglese che inventa un innovativo sistema per costruire ponti sospesi nei primi anni dell’Ottocento  e Verena Holmes, ingegnere meccanico inglese, prima donna eletta all’Institution of Mechanical Engineers nel 1924 e all’Institution of Locomotive Engineers nel 1931, solo per citarne alcune.

È il 7 settembre 1908 quando esce un articolo sul quotidiano La Stampa:

Emma Strada, sabato scorso, al nostro Istituto Superiore Politecnico ha conseguito a pieni voti la laurea in ingegneria civile. La signorina Strada è così la prima donna-ingegnere che si conti in Italia e ha appena altre due o tre colleghe all’estero.

Non era semplice per una donna emergere in ambiti come l’ingegneria, la scienza e le materie tecnologiche, figuriamoci farsi “strada” in una carriera da sempre reputata prerogativa maschile, se n’è addirittura parlato sulla stampa torinese; all’epoca una laureata faceva notizia.

Emma nasce a Torino nel 1884 e decide di ripercorrere le orme del padre che ha uno studio tecnico di progettazione, con il quale lavora ed eredita i progetti. Lavora tra la Valle d’Aosta, la Calabria, la Liguria e il Piemonte: tra i suoi primi progetti figura una galleria di ribasso per drenare l’acqua in Valle d’Aosta, l’anno successivo alla sua laurea, nel 1909, si trasferisce in Calabria, dove si occupa della costruzione della ferrovia automoto-funicolare di Catanzaro e della costruzione del ramo calabrese dell’acquedotto pugliese. Per sei anni è l’assistente del Professor Pagliani, docente e direttore del Gabinetto di Igiene Industriale presso l’Università di Torino.

Progetta in Val d’Aosta la manica del Grand-Hôtel di St-Vincent e la funicolare, si sposta in Liguria per l’ampliamento del Palazzo Municipale di Varazze e si occupa di alcune abitazioni, anche nel torinese, dirigendo la costruzione dell’Asilo infantile della Crocetta. Nel 1957 con Anna Enrichetta Amour, Laura Lange, Ines del Tetto, Lidia Lanzi, Adelina Racheli, Vittoria Ilardi e Alessandra Bonfanti, istituisce l’AIDIA – l’Associazione Italiana Donne Ingegnere e Architetto – con l’intento di promuovere e valorizzare il lavoro femminile nel campo della scienza e delle tecniche, per poi lasciarci nel 1970, all’età di ottantasei anni.

I suoi progetti sono passati in sordina, ma ha sicuramente svolto un ruolo fondamentale nello scardinare un’idea diffusa nel 1900; le donne ingegnere non esistono. L’ha fatto in maniera del tutto naturale, studiando, lavorando e facendo carriera in un ambiente colmo di pregiudizi che nel Novecento vuole la donna riposta al lavoro di cura, in casa; (in)consapevolmente è diventata un esemplare simbolo di emancipazione e riappropriazione di un ruolo, da sempre declinato al maschile.

(fonte: didattica.polito.it)

 

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Sei un* creativ*? Studi Ingegneria, Architettura, Pianificazione o Design al Politecnico di Torino? Questo bando farà sicuramente per te!
🔜 Scade domani, 24 settembre 2020, la domanda per partecipare al Bando del Progetto Intraprendenti – un percorso per studenti e studentesse di Ingegneria, Architettura, Pianificazione e Design.
🔸 Coloro che verranno selezionati/e saranno inseriti nello sviluppo in team di attività interdisciplinari e interattive orientate al problem solving, senza dimenticare la cultura della sostenibilità.
🔹 La partecipazione al Progetto è a numero chiuso, il numero massimo di partecipanti è pari a 200 e si rivolge a chi è immatricolato/a al Politecnico di Torino nell’a.a. 2020/2021.
Qui tutte le info

 

Seicento anni di storia tra antifascismo e Premi Nobel

 

Nel nostro ultimo articolo abbiamo ripercorso la storia dell’Università di Torino, soffermandoci principalmente sulle figure di spicco per il nostro Paese che l’hanno frequentata. Siamo arrivati all’anno 1918, quando l’Italia è impegnata con le manovre belliche al fronte e Giuseppe Saragat, futuro Presidente d’Italia, si laurea in Economia a Torino.

Con la Riforma Gentile del 1923 quella di Torino diventa una delle dieci università gestite e finanziate direttamente dallo Stato.

Dal 1925 la resistenza è impegnata a combattere contro il fascismo, che prende sempre più piede all’interno dell’Ateneo. Ne consegue quindi un periodo culturale di fiorente antifascismo, con figure quali Norberto Bobbio, Alessandro Galante Garrone, Leone Ginzburg, Massimo Mila, Vittorio Foa, Giorgio Agosti, Dante Livio Bianco e Cesare Pavese.

Tra 1934 e 1935 conseguono la laurea due importanti Premi Nobel, prima Salvatore Luria, poi Rita Levi-Montalcini, entrambi laureati in Medicina e Chirurgia. 

Il torinese Luria vince il Premio Nobel per la Medicina nel 1969, grazie alle sue rivoluzionarie ricerche rispetto la moltiplicazione e la mutabilità dei virus. Non è solo un brillante scienziato che collabora fianco a fianco con Enrico Fermi, ma anche personalità impegnata politicamente: convinto nei rischi dell’impiego atomico e occupato politicamente in una campagna contro la guerra in Vietnam, a Luria vengono negati i fondi per finanziare i suoi studi nel 1969, in America, dove vive e lavora, per le sue idee controcorrente. 

La vita di queste poliedriche personalità che donano lustro alla città di Torino sono complesse e travolgenti, difficili da riassumere in poche righe, ma è doveroso citare alcuni eventi che hanno reso Rita Levi-Montalcini tra le figure più interessanti del nostro Paese. La Senatrice a vita ha fatto la storia quando, negli anni Cinquanta, scopre il fattore di accrescimento della fibra nervosa, che le vale il Premio Nobel per la Medicina nel 1986. La Montalcini è anche ricordata come forte icona di emancipazione femminile per essere la prima donna ammessa alla Pontificia Accademia Delle Scienze. Perseguita durante le leggi razziali in quanto di fede ebraica, Rita Levi-Montalcini si rifugia con la famiglia in Belgio per poi tornare a Torino, sua città natale, quando nel 1940, prepara un vero e proprio laboratorio casalingo per non lasciare incompiute le sue ricerche scientifiche. 

Erano tempi difficili per una scienziata, specie se donna ed ebrea. Dichiara di esser vissuta in “un mondo vittoriano, nel quale dominava la figura maschile e la donna aveva poche possibilità” ; “sapevo che le nostre capacità mentali – uomo e donna – son le stesse: abbiamo uguali possibilità e differente approccio.” (Che tempo che fa, Intervista a Rita Levi-Montalcini, Rai Uno)

Vi vogliamo lasciare con una frase della Levi-Montalcini, nella speranza che possa essere d’ispirazione per tutti e tutte, una frase che sa di libertà:

 

Da bambine mio padre ripeteva a mia sorella e a me che dovevamo essere libere pensatrici. E noi siamo diventate libere pensatrici prima ancora di sapere cosa volesse dire pensare.”

(Rivista Club Tre, Intervista a Rita Levi- Montalcini sulla, Novembre 2008, p. 61)

 

(fonte: www.unito.it)

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Riaperte del sale di lettura del Politecnico di Torino
| Da oggi, 21 settembre 2020, riaprono al pubblico le sale di lettura delle biblioteche centrali di Architettura e Ingegneria
📰 Dal lunedì al venerdì dalle — ore 8.30 alle 18.30.
• 58 posti nella Biblioteca Centrale di Ingegneria
• 44 posti nella Biblioteca Centrale di Architettura
🎟 Per prenotarti dovrai:
Connettiti al Portale della Didattica – seleziona “Servizi per la Didattica” – “La mia didattica” – “Tool Prenotazioni” – “Biblioteche” – scegli la biblioteca di tuo interesse e seleziona il turno desiderato; potrai quindi effettuare la prenotazione. Tutte le info qui

 

Seicento anni di storia tra peste, guerre e Unità d’Italia

 

Erasmo da Rotterdam, Giovanni Giolitti, Luigi Einaudi, Antonio Gramsci. Sono solo alcune delle personalità di rilievo che hanno scelto Torino per i loro studi accademici. Tra le più rinomate università italiane figura proprio la nostra, con ben 72.461 iscrizioni, alle sue spalle una storia centenaria: fatta di avvenimenti importanti e figure chiave del panorama socio-culturale del nostro Paese. Inizia così un viaggio alla scoperta della storia dell’Ateneo torinese, dalla sua fondazione, ai primi anni del Novecento, una storia accademica strettamente connessa al panorama politico e culturale italiano; più di seicento anni di storia tra peste, guerre e Unità d’Italia. 

L’Universitas Augustae Taurinorum, meglio conosciuta come l’Università degli Studi di Torino, è stata fondata nel XV secolo. È circa il 1404 quando Ludovico di Savoia-Acaia, ultimo discendente del ramo Savoia-Acaia, sceglie la città di Torino come sede di una nuova università, con il volere di farlo diventare una delle principali università europee, come le rinomate Bologna e Parigi.

Già il 4 settembre del 1506, ormai 514 anni fa, consegue la laurea in Teologia una personalità di spicco per l’umanesimo europeo: il filosofo e teologo Erasmo da Rotterdam, proprio durante uno dei sui viaggi studio in Italia che lo porta anche a soggiornare a Bologna e Venezia, ospite del suocero dell’editore Aldo Manuzio. È presente una targa commemorativa, risalente al 1876, a ricordare il prestigioso apporto del sommo filosofo alla città di Torino. 

Nel 1791 avviene la rivolta degli universitari, gli scontri aumentano e la guerra della Francia rivoluzionaria porta il Rettore a chiudere l’Università.

Peste del Seicento dopo un periodo di crisi dovuto alla peste, durante tutto l’arco del Settecento, l’Università si rinnova, amplia i suoi insegnamenti e sposta la sede nel palazzo di via Po, in pieno centro città. La facoltà più frequentata, nel periodo che va tra il 1730 e il 1798 è quella di Legge, che conta 4.169 studenti. Sono ben 7.982 i laureti in totale negli atenei Torinesi, un numero che sembra esiguo rispetto ai dati odierni, ma che per l’epoca non lo era affatto. Tra di essi c’è anche il chimico e fisco Amedeo Avogadro, che si laurea nel 1796, non in materie scientifiche come si potrebbe pensare, ma bensì in Legge Ecclesiastica, all’età di vent’anni. Prima di entrare nella storia per la rivoluzionaria scoperta omonima; la Legge Avogadro, lo studioso intraprende la carriera legale. 

Sappiamo di un altro celebre laureato nel capoluogo piemontese; è Giovanni Giolitti, che verosimilmente intorno alla seconda metà dell’Ottocento, consegue la laurea in Giurisprudenza. Presidente del Consiglio dei Ministri del Regno d’Italia dal 1892 al 1893 sotto la monarchia di Re Umberto I, non è la sola carica politica ad aver preso parte alla vita universitaria piemontese.

1861 — In vista dell’Unità d’Italia che vedrà Torino come prima capitale del Regno d’Italia, la sede universitaria accresce esponenzialmente d’importanza, le facoltà vengono sostituite da scuole speciali come: Chimica, Chirurgia, Belle Arti, Giurisprudenza, Medicina, Fisica e Matematica, Letteratura e Medicina Veterinaria. Vengono anche istituite le facoltà di Teologia, Legge, Medicina, Scienze, Letteratura ed Economia Politica. 

Tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento sono innumerevoli le icone storiche del nostro paese a frequentare l’università a Torino: il 1895 è l’anno in cui Luigi Einaudi, appena ventunenne e futuro vice Presidente del Consiglio dei ministri e secondo Presidente della Repubblica Italiana dal 1948 al 1955, consegue la laurea in Giurisprudenza. Non solo Presidente della Repubblica, ma anche padre di Giulio Einaudi, fondatore della casa editrice omonima, la Giulio Einaudi Editore, nata nel 1933 proprio a Torino, nella storica sede di via Biancamano 2. 

È poi la volta di Antonio Gramsci che nel 1911 si iscrive all’università, figura poliedrica e strettamente connessa al Partito Comunista Italiano, ma anche conosciuto come filosofo, scrittore, giornalista, e linguista. 

Nel 1915, quando l’Italia entra a far parte dei combattimenti della Prima Guerra Mondiale, Palmiro Togliatti, prossima personalità alla guida del Partito Comunista Italiano nel 1926, poi Ministro di Grazia e Giustizia del Regno d’Italia nel 1945 e infine Vicepresidente del Consiglio dei ministri del Regno d’Italia nel 1944, si laurea in Legge. La sua tesi, Il regime doganale delle colonie, viene discussa  Luigi Einaudi (wikipedia).

1918 — Sul fronte italiano sono in atto le manovre belliche tra il Regno d’Italia e gli Alleati contro le armate austroungariche al confine con la Svizzera e le sponde settentrionali del Golfo di Venezia. Durante un anno così teso e bellicoso, Giuseppe Saragat, si laurea in Economia a Torino, per diventare poi il prossimo Presidente d’Italia, il quinto, durante la Presidenza del Consiglio di Aldo Moro.

Menzione d’onore deve essere fatta per il filosofo Friedrich Nietzsche che soggiorna in Piazza Carlo Alberto nel 1888. Non prende parte alle lezioni universitarie, ma è doveroso citarlo in quanto il suo passaggio in città smosse sicuramente gli animi, durante la sua permanenza scrive L’Anticristo, Il crepuscolo degli idoli ed Ecce Homo.

(fonte: www.unito.it)

 

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Saranno prevalentemente online gli incontri di benvenuto per le matricole di Unito. Ora più che mai importanti per comprendere come sarà erogata la didattica, come sostenere un esame e altro ancora.

  • Corso di laurea in Scienze della Comunicazione: l’incontro di accoglienza si terrà il 16 settembre 2020 alle 15 online sulla piattaforma Webex;
  • Dipartimento di  Lingue: l’incontro di accoglienza si terrà il 25 settembre 2020 alle 14 online sulla piattaforma Webex;
  • Corso di Laurea in Filosofia: l’incontro di accoglienza si terrà il 17 settembre 2020 alle 10 online sulla piattaforma Webex;
  • Corso di Laurea in Fisica: gli incontri avverranno il 24/09/2020 ore 10-12, il  24/09/2020 ore 14-16, il 25/09/2020 ore 10-12 e il 25/09/2020 ore 14-16 in presenza presso l’ Aula Magna “Tullio Regge” Dip.to di Fisica Via P. Giuria 1 Torino. La prenotazione è obbligatoria e dev’essere effettuata compilando l’apposito form.
  • Corso di laurea in Chimica e tecnologie chimiche: l’incontro di accoglienza si terrà il 24 settembre 2020 ore 11-13 online sulla piattaforma Webex
  • Corso di laurea in Scienza e tecnologia dei materiali: l’incontro si svolgerà in presenza in data 8 ottobre 2020 ore 14 presso l’Aula 18 – Centro dell’Innovazione Via Quarello 15/A TO
  • Corso di laurea in Storia: l’incontro avverrà online il 17 settembre alle ore 11 sulla piattaforma Webex
  • Corso di laurea in Lettere: l’incontro avverrà online il 16 settembre alle ore 15 sulla piattaforma Webex
  • Corso di laurea in DAMS:  l’incontro avverrà online il 16 settembre alle ore 15 sulla piattaforma Webex

Si è chiusa la prima edizione dello “Spring Seed Grant”, iniziativa lanciata da Fondazione Telethon per aiutare le associazioni di pazienti a investire al meglio i propri fondi in progetti di ricerca sulle patologie di proprio interesse, spesso molto rare e poco studiate. Tra i sette progetti finanziati, che beneficeranno di 50 mila euro ciascuno, c’è anche una ricerca del Politecnico di Torino, coordinata da Marco Agostino Deriu, docente di Bioingegneria Industriale del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale, che si occuperà della paralisi spastica ascendente ereditaria a esordio infantile (IAHSP), una patologia molto rara e poco conosciuta, caratterizzata da grave spasticità agli arti fin dall’infanzia. L’iniziativa di Telethon intende creare legami di collaborazione con le associazioni dei pazienti, per combattere insieme le patologie: in questo il team del Politecnico sarà supportato dall’Associazione Help Olly.

Lo scopo del progetto presentato dal Politecnico è costruire un modello dell’Alsina – la proteina difettosa che origina la IAHSP – per arrivare a una migliore comprensione della patologia a livello molecolare e per sviluppare possibili strategie terapeutiche mirate.

La ricerca del Politecnico è stata scelta tra 56 progetti candidati, premiando l’interesse della comunità scientifica nel trovare nuove soluzioni contro la IAHSP: “I ricercatori hanno evidenziato come questa patologia è correlata alla mutazione del gene Als2 – spiega Deriu – I geni sono i manuali che le nostre cellule usano per costruire le proteine, ingranaggi fondamentali per il funzionamento del corpo umano. Gli errori nelle istruzioni si traducono in una costruzione non corretta di questi ingranaggi, in un loro malfunzionamento e quindi in una condizione patologica. Lo scopo di questo progetto è quello di osservare gli effetti alla scala più bassa possibile, quella molecolare, per capire come localmente queste alterazioni influiscono sul comportamento della proteina alle scale superiori”. L’obiettivo del team è quello di ottenere un modello per capire come sarebbe la proteina espressa da Als2 in condizioni normali e come le mutazioni allontanano la proteina dal suo comportamento fisiologico. Per ottenere questo risultato, saranno effettuati studi computazionali per comprendere le migliori strategie per ottenere un quadro realistico della proteina attraverso procedure sperimentali. Inoltre, i modelli ottenuti saranno utilizzati per testare, tra i farmaci esistenti, potenziali candidati in grado di ripristinare le funzioni fisiologiche, alterate nelle proteine mutate.

Saranno 200 milioni i fondi a disposizione dal Governo per finanziare il buono pc (ma non solo pc).

Chi ne ha diritto

L’accesso all’incentivo è pensato per la fascia più in difficolta della popolazione. Esistono due diversi requisiti minimi per due accessi diversi al bonus:

  • L’intero bonus di 500€ per le famiglie con un ISEE inferiore ai 20.000€
  • Solo i 200€ dedicati alla connettività per le famiglie con un ISEE inferiore ai 50.000€

Come richiederlo

La procedura di richiesta del bonus definita dal Ministero dello Sviluppo Economico prevede l’interazione diretta con i propri fornitori di connessione internet. Gli operatori e le operatrici, infatti, dovranno registrarsi al portale Infratel per poi interfacciarsi con gli utenti finali e fornirgli il voucher tramite i consueti canali di vendita. Le famiglie potranno presentare domanda a partire dal 20 Settembre.

Tutte le informazioni relative alla misura, l’elenco degli operatori accreditati e le offerte dedicate ai beneficiari del bonus, saranno pubblicate su  infratelitalia.it e bandaultralarga.italia.it dopo la pubblicazione del decreto ministeriale relativo alla misura.

 

Desideri iscriverti ad un corso di laurea dell’area dell’Ingegneria del Politecnico di Torino?
Il primo passo è il superamento del test di accesso. Tutti i corsi di laurea di Ingegneria offerti dall’Ateneo sono infatti ad “accesso programmato” cioè limitano l’accesso agli studenti che nella prova di ammissione hanno ottenuto i punteggi migliori, fino a raggiungere un numero massimo di posti prestabiliti.
  • Le ultime date disponibili per sostenere il TIL-Test sono
    Mercoledì 26 agosto 
    giovedì 27 agosto 2020
  • La data di martedì 15 settembre é infatti rivolta alle sole studentesse e studenti non comunitari residenti all’estero con titolo estero
  • L’importo del contributo di iscrizione al TIL-I è fissato in € 50,00
  • con il punteggio di 60/100 per accedere al corso di laurea di prima preferenza; in questo caso risulterai immatricolabile e potrai quindi procedere all’immatricolazione;
  • con il punteggio di 50/100 per avere la garanzia di accesso ad un qualsiasi altro corso di laurea nell’area dell’Ingegneria. In questo caso avrai la garanzia di essere ammesso ad un corso del Politecnico dell’area dell’Ingegneria ma dovrai attendere la graduatoria che verrà pubblicata il 1 settembre 2020.

Tutte le info qui

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