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CSI, NCIS: verità e finzioni sulla scena del crimine

E’ la scienza a risolvere i casi? Ed è così semplice come ci fanno sperare le fiction?  CSI-NCIS… la scienza sulla scena del crimine, tra verità e finzione risponderà a questi ed altri quesiti oggi, 7 maggio, presso l’Aula Magna “Cavallerizza Reale” dell’Università degli Studi di Torino, a partire dalle ore 17.

L’evento, organizzato dall’Associazione Amici dell’Università di Torino, sta già riscuotendo un enorme successo, con oltre 400 adesioni. Per prenotarsi è possibile chiamare il numero di telefono 011 660 42 84  o scrivere alla mail info@amiciunito.it

Questo interesse eccezionale è in buona parte imputabile al successo delle serie TV, ma quanto sono reali gli scenari delle fiction?

Risponde Luciano Garofano ex Comandante RIS Carabinieri di Parma e Presidente dell’accademia Italiana Scienze Forensi:

Le fiction ovviamente hanno tempistiche che portano a velocizzare e semplificare molto il lavoro della Scientifica; noi siamo legati alle normative, le quali richiedono formalità nel rispetto dei diritti della persona: nella realtà è necessario fare verifiche, convocare tutte le parti; i tempi reali sono allungati nel rispetto delle leggi. Inoltre, dobbiamo mettere in conto problematiche molto serie e frenanti: se da un lato la scienza oggi ci offre delle possibilità incredibili, per cui basta una minima traccia e abbiamo immediatamente dei risultati fruibili, dall’altro purtroppo siamo rimasti un po’ indietro rispetto a quelle che sono le procedure che riguardano la scena del crimine. Quindi, per certi versi siamo riusciti a fare dei passi da gigante nell’attività di laboratorio, però non si è sviluppata parallelamente l’attenzione alla scena del crimine. Le tecniche hanno migliorato la sensibilità, ma hanno aumentato il rischio di “contaminazione innocente”; serve assolutamente recuperare in termini di formazione e migliorare le procedure”.

E il punto di vista del medico legale?

Roberto Testi, Medico Legale Asl della Citta di Torino, trova interessanti e spesso divertenti le serie con protagonisti i suoi “colleghi”:

“La realtà è meno romanzata ma a volte più interessante della fiction – afferma – La realtà ha delle intuizioni e offre degli spunti che gli sceneggiatori non arrivano neanche a immaginare”.

L’investigazione scientifica andrà a sostituire l’intuizione dell’investigatore tradizionale?

“Assolutamente no, – risponde Garofano – perché l’investigazione scientifica deve essere sempre vista in un’ottica integrata con l’indagine tradizionale. Quest’ultima dà gli spunti senza i quali l’investigazione scientifica non ha ragione d’essere, e viceversa”.

Durante l’incontro, si parlerà anche dell’approccio psicologico al soggetto criminale. Georgia Zara, Professore Associato Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino, si occupa di “sex offender”, di maltrattanti e di uomini che uccidono le donne:

“Il mio campo d’azione è la fase successiva alla condanna degli autori di reato: valutazione di rischio, pericolosità sociale, cosa fare nel caso di soggetti che hanno una carriera di crimini sessuali…

Con la Medicina Legale sto lavorando a uno studio su 264 casi di donne uccise nella zona di Torino dal 1970 ad oggi; stiamo cercando di capire quali sono le dinamiche, i fattori di rischio, la tipologia di relazione con l’autore di reato, cosa ha portato al femminicidio…

Lo psicologo ha un ruolo fondamentale, soprattutto nel capire il rischio di ricaduta criminale. Perché un individuo che ha iniziato una carriera criminale continua a farlo? Molto spesso la carriera criminale di alcuni soggetti assorbe tutta la loro vita. Capire i processi di rischio che sono alla base di questi meccanismi significa poter agire a livello preventivo e intervenire a livello comportamentale sui fattori criminogenici”. 

E si ritorna alla TV e all’ interrogativo se troppi programmi di tipo “criminoso” possano influire negativamente sulla psiche di chi li guarda.

Come si è trasformata la professione dell’investigatore scientifico nel corso degli anni? E come è vissuta da chi la svolge?

Ce ne parla Sergio Festa, Maresciallo Maggiore in congedo, già operatore della Sezione Investigazioni Scientifiche Carabinieri di Torino.

Qui a Torino, da un armadio con tre cassetti contenente macchine fotografiche e lente d’ingrandimento, abbiamo creato un laboratorio. Per noi, la prima svolta è avvenuta all’inizio degli anni ’90 con le indagini su Donato Bilancia (assassino seriale che colpiva tra Piemonte e Liguria) e il caso di Erika e Omar (il “delitto di Novi Ligure”). Una svolta soprattutto dal punto di vista di fiducia verso i rilievi scientifici che hanno permesso di risolvere questi casi.

La seconda parte dell’incontro sarà dedicata alla formazione. Come s’intraprende la carriera di investigatore scientifico, quali studi sono necessari e quali tipi di specializzazioni? Tutto ciò che c’è da sapere per diventare un vero “Gil Grissom”, sarà spiegato da docenti dell’Università di Torino, tra i quali Giancarlo Divella (Medicina Legale) e Cristina Giacoma (Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi).


Relatori

Luciano Garofano, Ex Comandante RIS Carabinieri PARMA. Presidente Accademia Italiana Scienze Forensi;

Sergio Festa, Mar. Maggiore in congedo, già operatore Sezione Investigazioni Scientifiche Carabinieri di Torino;

Roberto Testi, Medico Legale ASL Città di Torino;

Alessio Ferrara, Biologo Forense;

Paolo Garofano, Direttore laboratorio biologia forense;

Alberto Mittone, Avvocato Penalista del Foro di Torino;

Onelio Dodero, Componente del gruppo di lavoro Criminalità Organizzata e Sicurezza Urbana della Procura di Torino;

Georgia Zara, Professore Associato Dipartimento di Psicologia, Università di Torino;

Giancarlo Divella, Professore Ordinario di Medicina Legale e Direttore della Scuola di Specializzazione in Medicina Legale Università di Torino;

Giuliano Carlo Geminiani, Direttore di Psicologia Criminologica e Forense Università di Torino;

Cristina Giacoma, Direttrice Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi;

Marco Vincenti, Direttore del Dipartimento di Chimica – Università di Torino.

Digital Education, quando lo Storytelling è parte della cura

Il convegno Digital Education: un nuovo paradigma per le sfide di domani, che ha avuto luogo lo scorso mese di aprile, presso l’Aula Magna Cavallerizza Reale dell’Università di Torino, ha dato voce alle potenzialità dello Storytelling. Nell’epoca dei Big Data, quella che stiamo vivendo oggi, la narrazione è riscoperta come prezioso strumento per ordinare il caos, i grandi numeri e le cospicue informazioni che affollano il web. Ma non solo: le pratiche narrative divengono centrali anche nei contesti socio sanitari ed educativi.

Lo Storytelling, termine aglosassone che condensa in sé la narrativa e la narrazione, intesa come atto del raccontare, si affaccia in questo nostro mondo con una vitalità nuova, anche se le sue radici sono antichissime: il racconto è la forma con cui gli uomini, sin da tempi remoti, hanno strutturato la realtà. La narrazione è da sempre la forma più pratica, socialmente adattabile, immediata e diretta per ordinare l’esperienza umana. Il romanzo e la storia offrono ciò che è invisibile alla saggistica e alla scrittura accademica, estendono il regno del dicibile, si immergono nel particolare e al contempo evidenziano l’universalità di determinate condizioni dell’uomo.

Lo Storytelling si fa Digital

Il Digital Storytelling, forma digitalizzata di racconto breve che combina le potenzialità del medium digitale insieme con il valore della narrativa, trova oggi applicazione in numerose discipline: scrittura creativa, sociologia, psicologia e medicina. Uno dei punti di forza del DS, infatti, risiede proprio nella capacità di coinvolgere sia cognitivamente che emotivamente. In occasione del convegno Digital Education: un nuovo paradigma per le sfide di domani e del workshop condotto da Barbara Bruschi e Vincenzo Alatra, si sono discusse queste particolari abilità del Digital Storytelling. Le pratiche narrative digitali divengono un nuovo strumento nel prontuario di coloro che operano nei contesti socio-sanitari ed educativi.

Barbara Bruschi, docente di Tecnologie dell’istruzione e dell’apprendimento dell’Università di Torino ha sottolineato come le tecniche narrative, integrate con l’impiego della voce, di immagini e di un accompagnamento audio, acquisiscano particolare rilievo nella cura del paziente. Il Digital Storytelling consente infatti di mettere in luce le proprie incertezze, raccontandole agli altri e a sé stessi.

I benefici derivati dall’utilizzo del Digital Storytelling, non coinvolgono solo i pazienti, ma anche gli operatori. Spiega infatti Bruschi: “Con 15 educatori dei servizi educativi della Città di Torino abbiamo ricostruito il senso della professione educativa. Persone che avevano completamente perso di vista i 40 anni di vita professionale trascorsi hanno potuto ricostruire, anche grazie alle immagini, una dimensione di resistenza professionale che era ormai in un sottobosco inesplorato”.

 

 

io non ho paura: festival di psicologia

Io non ho paura, la IV edizione

Da venerdì 6 a domenica 8 aprile 2018 torna a Torino il Festival della Psicologia, ormai giunto alla sua quarta edizione.

Il Festival, organizzato dall’Ordine degli Psicologi del Piemonte con il patrocinio della Regione Piemonte, del Consiglio Regionale del Piemonte,dell’Università degli Studi di Torino e della Città di Torino, ha quest’anno Massimo Recalcati a capo della direzione scientifica

Il finesettimana del 7 e 8 aprile vedrà l’animarsi di un festival multidisciplinare, a vocazione internazionale, con sede nella Cavallerizza Reale di Torino, dove psicologi, psicoanalisti, scrittori e filosofi italiani e stranieri interveranno sul tema : Io non ho paura, l’indirizzo scelto per questa edizione. In programma vi sono conferenze, dialoghi e spettacoli, tutti gratuiti, con l’obiettivo di coinvolgere un pubblico eterogeneo per età, formazione e interessi.

 

La paura oggi

«Il nostro tempo vive una condizione di angoscia di fronte al carattere anarchico e imprevedibile della violenza terrorista» spiega Massimo Recalcati «Quali sono le sue origini? Quali le ideologie e i fantasmi che nutrono lo spirito del terrorismo? Come si può vivere senza rinunciare alla vita in questo clima di insicurezza? Esistono modi per pensare individualmente e collettivamente una prevenzione possibile della violenza? A queste e ad altre domande che toccano nel vivo anche la pratica quotidiana dello psicologo queste giornate cercheranno di offrire delle risposte ragionate, invitando a prendere la parola, oltre ai colleghi psicoanalisti e psicoterapeuti, intellettuali, filosofi e scrittori».

«Continua, con questa quarta edizione, il percorso di discesa nell’animo umano del Festival della Psicologia di Torino» aggiunge Alessandro Lombardo, presidente dell’Ordine degli Psicologi del Piemonte e direttore organizzativo della manifestazione «Un festival che ha l’ambizione di portare la psicologia, e gli psicologi, sempre più vicino alla vita delle persone. Dopo aver parlato, nelle edizioni precedenti, di felicità, di fiducia, di storie, quest’anno ci immergiamo in una tra le più oscure emozioni dell’animo umano: la paura. Come sempre, il nostro obiettivo è trovare una strada che ci permetta di affrontare le paure che il vivere può metterci di fronte».

 

Programma degli eventi

 

6 aprile – Ore 18.00 – Cavallerizza Reale – Via Verdi 9 – Torino

Religioni e violenza

Dialogo fra Enzo Bianchi e Elzir Izzeddin. Introduce Mauro Grimoldi


6 aprile – Ore 21.00 – Cavallerizza Reale – Via Verdi 9 – Torino

Chi sono e cosa vogliono i terroristi

Lectio Magistralis di Lucio Caracciolo


7 aprile – Ore 10.00 – Cavallerizza Reale – Via Verdi 9 – Torino

Nella mente del terrorista

Dialogo fra Maurizio Balsamo e Marco Belpoliti


7 aprile – Ore 12.00 – Cavallerizza Reale – Via Verdi 9 – Torino

Eredità della violenza e del terrore

Dialogo fra Federica Manzon e Francesco Stoppa


7 aprile – Ore 14.00 – Cavallerizza Reale – Via Verdi 9 – Torino

Il concetto di confine

Dialogo fra Rocco Ronchi e Simona Forti


7 aprile – Ore 16.00 – Cavallerizza Reale – Via Verdi 9 – Torino

Trauma e Perdono

Conversazione fra Clara Mucci, Aldo Becce e Mauro Grimoldi


7 aprile – Ore 18.00 – Cavallerizza Reale – Via Verdi 9 – Torino

Violenza e Terrore

Lectio Magistralis di Massimo Recalcati


7 aprile – Ore 21 – Casa del Teatro Ragazzi e Giovani Corso Galileo Ferraris, 266, Torino

Edipo Re

Spettacolo a cura di Archivio Zeta Introduce Federico Condello


8 aprile – Ore 10.00 – Cavallerizza Reale – Via Verdi 9 – Torino

Accoglienza: condizionata o incondizionata?

Dialogo fra Bruno Moroncini e Simone Regazzoni


8 aprile – Ore 12.00 – Cavallerizza Reale – Via Verdi 9 – Torino

Il terrore spiegato ai bambini

Dialogo fra Uberto Zuccardi e Elisabetta Biffi


8 aprile – Ore 16.00 – Cavallerizza Reale – Via Verdi 9 – Torino

Prevenire la violenza?

Conversazione fra Federico Condello, Gad Lerner e Jole Orsenigo


8 aprile – Ore 17.30 – Cavallerizza Reale – Via Verdi 9 – Torino

Donne Islam e Violenza

Lectio Magistralis di Houria Abdelouahed

Viale Ottavio Mai

Una strana striscia di terra

Viale Ottavio Mai è uno spazio in cerca di identità. È un non luogo, uno spazio di confine e transizione. È un segmento urbano non sufficientemente valorizzato, eppure strategico per l’Università, il quartiere e la città. Viale Ottavio Mai è una strana striscia di terra, compresa tra il Campus Luigi Einaudi e la Residenza Olimpia dell’Edisu. Unisce corso Farini alla passerella fluviale Franco Mellano.

Di chi è viale Mai?

Formalmente è dell’Università, di fatto è uno spazio condiviso tra Università, Edisu e Comune/Circoscrizione. È un luogo in attesa di essere valorizzato dai suoi ufficiali e ufficiosi proprietari. Soprattutto il Mai è uno spazio da riprogettare su scale diverse, architettonicamente e urbanisticamente, con usi e funzioni che abbraccino le esigenze e le possibilità dell’Ateneo torinese con quelle del quartiere e della città.

Pre-visioni sul Mai

Dal 12 al 16 marzo 2018 questi temi avranno voce nella mostra dal titolo Pre-visioni sul Mai con i lavori condotti dall‘Atelier di Progettazione Architettonica “INSIDE-OUTSIDE” (condotto dai docenti Massimo Crotti, Claudio Germak, Arianna Astolfi e Alberto Iossetti) per il corso di Laurea Magistrale in Architettura per il Progetto Sostenibile, e con i progetti del corso di Sociologia urbana del prof. Alfredo Mela con l’Atelier di Programmi integrati di sviluppo locale e rigenerazione urbana (dei docenti Nadia Caruso, Cristiana Rossignolo, Marco Nota e Angioletta Voghera) per il corso di laurea in Pianificazione territoriale, urbanistica e paesaggistico-ambientale del DIST del Politecnico-Università di Torino.

Presentazione della mostra: Mercoledì, 14 marzo 2018 (ore 17) presso l’ Aula A1 (Main Hall) del Campus Luigi EInaudi, con la presenza del Rettore, dell’Assessore Giusta, del Consigliere comunale Damiano Carretto, del vice presidente della Circoscrizione VII, di un rappresentante dell’Urban Center e di vari docenti di Università e Politecnico di Torino (vedi locandina allegata).

 

"M'illumino di meno", le iniziative del Politecnico

 

Anche quest’anno il Politecnico di Torino parteciperà a “M’illumino di meno”, l’iniziativa della trasmissione di Radio Rai “Caterpillar” per promuovere il risparmio energetico e i comportamenti virtuosi nell’ambito della sostenibilità ambientale, giunta ormai alla sua quattordicesima edizione.

I due appuntamenti in programma rientrano tra le azioni promosse dal Green Team del Politecnico di Torino, una struttura nata all’interno del Politecnico per promuovere attività di valorizzazione di comportamenti virtuosi dal punto di vista della sostenibilità e per condurre un percorso condiviso di accreditamento dell’Ateneo come campus sostenibile.

Queste le due iniziative proposte dal Politecnico:

 

Oggi, giovedì 22 febbraio, ore 19.00

Caccia al kWh negli atenei italiani

Il 22 febbraio il Green Team del Politecnico di Torino promuove la “Caccia al kWh”, un flashmob nel corso del quale studenti e personale spegneranno le luci rimaste accese dopo l’orario di utilizzo all’interno dei locali della sede centrale dell’Ateneo o porte o finestre aperte che comportino uno spreco di energia elettrica o di energia termica per riscaldamento: un gesto simbolico per mostrare il corretto uso dell’energia. I risultati della campagna saranno monitorati in diretta attraverso la struttura del Living LAB, misurando le riduzioni del consumo energetico dell’Ateneo. L’evento si concluderà con un rinfresco a lume di candela per i partecipanti.

Quest’anno le iniziative per “M’illumino di Meno” sono promosse nell’ambito della Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (RUS), che raggruppa 55 atenei italiani. Sempre il 22 febbraio tra le 18.00 e le 21.00, la “Caccia al kWh” si svolgerà in contemporanea in numerose università della rete, per coinvolgere un pubblico ancora più ampio in azioni dimostrative di ricerca degli sprechi di energia nelle sedi degli atenei. L’obiettivo principale è sensibilizzare gli utenti delle università verso il contributo individuale che ciascuno di noi può offrire su tema del risparmio energetico, a partire dalle piccole dimenticanze che, sommate tra loro, possono avere un impatto significativo sui consumi degli atenei.

IL PROGRAMMA:

Ore 19.00: ritrovo presso il cortile del Rettorato.

A seguire: formazione dei gruppi e campagna di spegnimento delle luci e riduzione degli sprechi energetici.

Al termine: aperitivo a lume di candela per tutti i partecipanti presso l’atrio della Sala Consiglio di Facoltà.

 

23 febbraio 2018, ore 10.00 – Auditorium Energy Center 

Seminario “M’illumino con meno. Un anno dopo    

Il 23 febbraio il Green Team organizza l’evento “M’illumino con meno. Un anno dopo”, incentrato sul tema dell’efficienza energetica nell’illuminazione. Un anno fa, in occasione di “M’Illumino di meno 2017”, il Politecnico aveva avviato una sperimentazione sull’utilizzo di illuminazione a LED intelligente con il coinvolgimento di alcuni operatori del settore. Il convegno sarà l’occasione per presentare i primi risultati delle campagne di misura effettuate, presso il Living Lab, prima e dopo l’intervento di sostituzione. I dati mostrano risparmi significativi, mettendo in evidenza l’effetto ottenuto mediante l’aggiunta di sensori di presenza e luce. La sperimentazione condotta ha riguardato alcuni locali campione della Sede Centrale (alcuni uffici, un corridoio, un passaggio tecnico) e fornirà indicazioni utili per la programmazione di interventi più estesi nelle sedi dell’Ateneo. L’argomento è di attualità per la Pubblica Amministrazione, anche in relazione alle possibilità offerte dagli attuali incentivi (Conto Termico).

IL PROGRAMMA:
  • 10:00 Saluti istituzionali
  • 10:10 Introduzione

Giovanni Vincenzo Fracastoro | GreenTeam del Politecnico di Torino, Energy Manager

Alberto Poggio | Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile (RUS), Coordinatore gruppo di lavoro Energia

  • 10:40 M’illumino con meno: lo sviluppo della sperimentazione e i primi risultati

Giulio Cerino Abdin | GreenTeam del Politecnico di Torino, gruppo di lavoro dell’Energy Manager

Chiara Aghemo | Dipartimento Energia “Galileo Ferraris”, Fisica Tecnica Ambientale.

Rossella Taraglio, Gabriele Piccablotto | Dipartimento di Architettura e Design, Laboratorio di Analisi e Modellazione dei             Sistemi Ambientali (LAMSA).

Fabrizio Tondaroc | Area Edilizia e Logistica del Politecnico di Torino.

  • 11:40 M’illumino con meno: il punto di vista degli operatori.

Tavola rotonda con i rappresentanti degli operatori industriali coinvolti nella sperimentazione.

  • 12:10 Domande e dibattito.

 

Le sue spettacolari avventure in cima al mondo, dalle vette dell’amato Cervino fino in Pakistan, Cina e Patagonia, lo hanno reso celebre. Hervé Barmasse, alpinista ma anche scrittore, fotografo e regista (ha debuttato nel 2015 con il libro “La montagna dentro” e girato i film pluripremiati “Linea Continua” e “Non così lontano“) racconta le sue sfide all’impossibile, a tu per tu con i suoi limiti, la paura e l’amica montagna. Perché l’alpinismo è avventura, passione, amore, ma anche fatica e rischio: è il coraggio dell’uomo che mette in gioco la propria vita.

Ma l’alpinista “figlio del Cervino” – ospite il 23 gennaio del NICO, l’Istituto di Neuroscienze dell’Università di Torino – parlerà anche di una sfida speciale, quella con la patologia vertebromidollare, vinta grazie ai progressi della neurochirurgia, all’esercizio e alla forza di volontà.

Le lesioni del midollo spinale – dovute a incidenti stradali, sportivi o in casa – rappresentano un problema di drammatico impatto sulla sanità pubblica: causano infatti gravi disabilità, con importanti ripercussioni sociali, assistenziali ed economiche. «Una delle più grandi sfide della ricerca è riuscire a stimolare la rigenerazione delle fibre nervose lesionate tramite terapie sperimentali innovative» sottolinea il prof. Alessandro Vercelli, direttore scientifico del NICO, l’Istituto di Neuroscienze della Fondazione Cavalieri Ottolenghi – Università di Torino. «Per affrontarla al meglio abbiamo deciso di unire le forze, creando un gruppo di ricerca che metta insieme approcci complementari: quello clinico del neurochirurgo con quello della ricerca di base, sviluppata da anatomici e fisiologi del NICO».

Terranno a battesimo il nuovo gruppo di ricerca il Rettore dell’Università di Torino e Presidente della Fondazione Cavalieri Ottolenghi Gianmaria Ajani, il Vice Presidente della Fondazione Paolo Bertolino e il prof. Giancarlo Panzica, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze “Rita Levi Montalcini”. Il neurochirurgo Diego Garbossa (Direttore della Scuola di Specializzazione in Neurochirurgia dell’Università di Torino – Città della Salute e della Scienza di Torino) e le ricercatrici Marina Boido e Annalisa Buffo (NICO – Dipartimento di Neuroscienze) spiegheranno al pubblico il passaggio dall’approccio clinico alla ricerca di base sui traumi midollari e la rigenerazione nel midollo spinale.

Appuntamento martedì 23 gennaio alle 11:00 presso l’Aula Magna dell’Istituto di Anatomia dell’Università (piano terra – Corso Massimo D’Azeglio 52, Torino).  Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

 

Barbara Magnani – Comunicazione e Ufficio stampa

Dipartimento di Neuroscienze, Università degli Studi di Torino

Si tratta di un ciclo di incontri dedicati allo studio e all’approfondimento delle pratiche di cura e della formazione improntate al paradigma narrativo e al digital storytellingIdeato e promosso dal Dipartimento di Filosofia e Sc. dell’Educazione e dalla Struttura Formazione e Comunicazione della ASL BI, si rivolge a tutti i professionisti della cura (educatrici, medici, infermiere). 

Martedì 9 gennaio, dalle 16 alle 18, quarto appuntamento dal titolo Attivare laboratori di Digital Storytelling nei contesti di cura”, con Vincenzo Alastra e Barbara Bruschi.

Dove? All’Auditorium Multilab, primo piano seminterrato di Palazzo Nuovo, via Sant’Ottavio 20 a Torino.

A seguire, le prossime date saranno:

  • MARTEDI’ 6 FEBBRAIO ORE 16-18
    Presentazione del volume
    E RICORDATI CHE IO CI SARO’, EFFATA’ EDITRICE, 2017
    Con l’autrice Nicoletta Salvi Ouazzene
  • MARTEDI’ 6 MARZO 16-18
    DST NELLA FORMAZIONE DEL PERSONALE SANITARIO: UNO STUDIO DI CASO
    Vincenzo Alastra e Barbara Bruschi
  • MARTEDI 10 APRILE 16-18
    Presentazione del volume “DIGITAL STORYTELLING NEI CONTESTI DI CURA: UN PERCORSO DI RICERCA” Vincenzo Alastra e Barbara Bruschi
    Intervengono
    Manuele Cecconello, Prospettiva Nevskij
    Lucio Viglierchio, Regista

Referenti scientifici:
Vincenzo Alastra Servizio Formazione e Sviluppo Risorse Umane, ASLBI
Barbara Bruschi, Dipartimento di Filosofia e Sc. Dell’Educazione

Guarda la locandina dell’evento.

 

Scuola per la Buona Politica di Torino (SBPT) presenta il suo nuovo ciclo di 5 appuntamenti per il 2018, tutti tenuti presso il Circolo dei Lettori. Topic di quest’anno: le disuguaglianze.

In Italia negli ultimi dieci anni le persone in condizioni di povertà sono raddoppiate, mentre il numero dei super-ricchi è aumentato. Sono dati in linea con quelli che riguardano le diseguaglianze globali di reddito e di ricchezza, cresciute quasi ovunque a partire dagli anni Settanta, quando – come scrive Stiglitz – “le regole del gioco sono state cambiate a vantaggio di quelli in alto e a svantaggio di quelli in basso”. Ma non è tutto. L’esplosione delle diseguaglianze economiche e sociali si è accompagnata alla produzione di un diritto “diseguale”, che discrimina in particolare i poveri e i migranti, destinatari di leggi e provvedimenti di ispirazione razzista.

Che ne è dell’art. 3 della Costituzione, che vieta ogni forma di discriminazione, legata a “sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali”? E del suo celebre secondo comma, che impone alla Repubblica di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”? Che cosa fa – o potrebbe fare – la politica per dare attuazione a questi articoli? È ancora realistico perseguire
l’obiettivo della piena occupazione o serve una qualche versione di reddito di cittadinanza per garantire a tutti dignità e diritti? Lo si è chiesto a filosofi, giuristi, sociologi, economisti che, anche quest’anno, aiuteranno a far riflettere su uno dei problemi più drammatici del nostro tempo.

Il primo oratore ad intervenire sarà Luigi Ferrajoli, con una conferenza dal titolo “Contro le discriminazioni e le diseguaglianze”mercoledì 10 gennaio 2018 (dalle ore 18 alle 20).

SBPT nasce nel 2007 e viene promossa da un gruppo di docenti di filosofia politica del Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino. Ispirata al modello dell’omonima Scuola nata a Roma nel 2006, non si propone compiti di “alta formazione”, bensì di auto-educazione alla cittadinanza democratica. L’obiettivo del progetto è infatti quello di rivitalizzare l’opinione pubblica, andando a richiamare l’attenzione del cittadino e stimolando una visione critica e consapevole su questioni rilevanti all’interno della società civile e della società politica. Per queste ragioni gli incontri possono offrire spunti di riflessione non solo a studenti e docenti, ma a tutti i cittadini.

Ecco il calendario dei prossimi appuntamenti:

  • 1° febbraio
    Circolo dei Lettori – ore 18-20
    Enrico Gargiulo, “Allerta siam razzisti”;
  • 8 marzo
    Circolo dei Lettori – ore 18-20
    Maurizio Franzini, “La diseguaglianza economica, oggi”;
  • 5 aprile
    Circolo dei Lettori – ore 18-20
    Maria Vittoria Ballestrero, “Reddito senza lavoro, lavoro senza reddito”;
  • 3 maggio
    Circolo dei Lettori – ore 18-20
    Chiara Saraceno, “Vecchi e nuovi poveri”.

Per maggiori informazioni: segreteria@sbptorino.org

“UniTo Spazio Pubblico – L’Università per la città e il territorio è un ciclo di conferenze-eventi organizzato per promuovere il ruolo attivo dell’Ateneo sulle prospettive strategiche per lo sviluppo della Città e della sua area metropolitana da oggi al 2030. Il progetto, nato all’interno del Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università degli Studi di Torino, attira non solo studenti, ma anche giornalisti, insegnanti, enti pubblici e privati, con l’obiettivo di sostenere la discussione e il confronto sui principali temi di attualità, al centro del dibattito pubblico, valorizzando e comunicando le competenze e i prodotti del lavori di ricerca dell’ateneo tra la cittadinanza.

6 temi per 6 incontri durante i quali responsabili istituzionali ed esperti condivideranno progetti, competenze, metodi e idee per disegnare il ruolo di Torino e del Piemonte nell’evoluzione dello scenario nazionale e internazionale.

Venerdì 12 gennaio 2018, terzo appuntamento a tema Torino città dei giovani: alta formazione e qualità urbana, alle ore 17 presso l’Aula Magna della Cavallerizza Reale, in via Verdi 9.

Guarda la locandina dell’evento.

Per motivi organizzativi è necessario iscriversi compilando un breve form entro il 10 gennaio 2018.

More info: relazioniesterne@unito.it

Segui l’evento sul web:

  • Diretta streaming dell’incontro su www.unito.it/media, la piattaforma istituzionale dei contenuti multimediali di UniTO
  • Live tweeting #UnitoperTorino
  • Aggiornamenti su unitonews.it

Per essere sempre aggiornati sulle politiche dell’Università degli Studi di Torino collegati a questo link.

«Offriamo i nostri cantieri come laboratori di attività formative e palestre di esperienza sul campo per ingegneri e architetti che guardano al mondo. La nostra ambizione è però anche che quest’opera possa generare valore aggiunto per il territori al di qua e al di là delle Alpi».

*Mario Virano, direttore generale di TELT.

La sezione transfrontaliera della nuova linea ferroviaria Torino-Lione diventano oggetto di una partnership tecnico-scientifica tra Politecnico di Torino e TELT (Tunnel Euralpin Lyon-Turin). L’accordo prevede l’avvio di progetti di ricerca, consulenze tecniche, master, dottorati e tesi di laurea in tutti i campi di attività relativi alla realizzazione dell’opera.

L’intesa è stata sottoscritta venerdì 15 dicembre dal rettore del Politecnico, Marco Gilli, e dal direttore generale di TELT, Mario Virano. Sono intervenuti il referente del progetto, il vice rettore Bernardino Chiaia, il direttore del Master in Tunnelling e Tunnel Boring Machine, Daniele Peila e il direttore ingegneria di TELT, Lorenzo Brino.

L’obiettivo è quello sfruttare le opportunità di studio e innovazione di una delle più grandi opere che si stanno realizzando in Europa. Il tunnel di base del Moncenisio, ultima in ordine di tempo, è in grado di capitalizzare tutte le buone pratiche dell’esperienza internazionale e può essere, dunque, un formidabile laboratorio formativo e applicativo per tutti i settori dell’ingegneria: strutturale, geotecnica, ambientale, energetica, di cantiere, urbanistica e gestionale.

Oltre a collaborazioni su specifici progetti di ricerca, alla creazione di bandi e programmi, sono già state avviate le prime visite ai cantieri. Per i 12 studenti del Master in Tunnelling and Tunnel Boring Machine, (provenienti  da Colombia, Corea del Sud, Grecia, India, Italia, Malesia e Romania),  è infatti prevista una lezione sul campo al cantiere francese della Torino-Lione.  In quella giornata il cantiere diventerà anche il set per la registrazione di una video-lezione che resterà nel patrimonio di conoscenze del Politecnico e potrà essere riproposta in altri corsi.

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