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Premio ha la scopo di rafforzare i legami tra il Canada e l’Italia per quanto riguardo l’innovazione, è rivolto a esperti, ricercatori, scienziati, startupper, creativi e innovatori italiani interessati a sviluppare progetti con partner canadesi in diversi settori quali:

Diversità e Inclusione
Un Mondo interconnesso
Uso delle nuove tecnologie
Crescita demografica globale
Nuovi metodi di apprendimento

Per tutte le informazioni visita il sito 

 

Visionary Days 2018

Sono stati oltre 600 i giovani “visionari” per il primo esperimento nazionale di confronto collettivo sul futuro guidato da un’intelligenza artificiale.

Quest’anno, la seconda edizione dei Visionary Days è ospitata alle OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino, Sala delle Fucine (Corso Castelfidardo 22,Torino)  il 1 dicembre 2018, dalle 9 alle 19.

Grazie a un software, che integra un sistema di Intelligenza artificiale, le informazioni di Visionary Days diventeranno un “live book” stampato in tempo reale.

Ma cos’è Visionary Days? Un format innovativo basato sulla partecipazione attiva, sulla contaminazione e sulla suggestione che si interroga ogni anno su un quesito diverso. Il primo esperimento nazionale, con queste proporzioni, di confronto collettivo sul futuro guidato da un’intelligenza artificiale, grazie al quale 600 giovani si ritroveranno a Torino, nel luogo simbolo della città che si reinventa e propone, per rispondere alla domanda 2018: tutto sarà solo umano?

Visionary Days prevede 4 sessioni di confronto legate ognuna a un tema differente e introdotte e moderate da speaker d’eccezione: da
Simone Ungaro, già presidente dell’istituto Italiano di tecnologia, ideatore e fondatore del Rehab Technologies Lab e oggi Ceo di Movendo technology, a Anna Cereseto, biologa, ricercatrice e dirigente del laboratorio di virologia molecolare del Centro di biologia integrata dell’Università di Trento che attualmente sta lavorando sul genoma editing e sul CRISPR (ripetizioni palindromiche di gruppi di Dna estraneo disposti a intervalli regolari) o Alessandro Vespignani, fisico, professore emerito a Sternberg e direttore del laboratorio per la modellistica dei sistemi biologici e socio-tecnici presso la Northeastern University di Boston.

 

Può un’intelligenza artificiale scrivere un libro? Evidentemente sì: in Cina l’anno scorso è stata pubblicata con successo una silloge di poesie di Xiaoice che non è un poeta in carne ed ossa ma un chatbot (software progettato per simulare conversazioni) e, in Giappone, il premio letterario di narrativa fantascientifica Hoshi Shinichi è aperto anche a opere realizzate da intelligenze artificiali.

 

E, proprio sulla base di questo presupposti, i lavori della giornata culmineranno con la redazione di un live book: un volume (l’anno scorso di 72 pagine), redatto in tempo reale anche grazie un software che integra un sistema di Intelligenza artificiale realizzato da Visionary che, permetterà di selezionare e raggruppare le informazioni provenienti dai tavoli di confronto, traducendole in un vero e proprio libro.

Il futuro è in costante divenire, rapido, imprevedibile: è “live” e per questo, il live book, è la sua rappresentazione più immediata e quindi più fedele. Visionary Days, che prevede nei prossimi anni più edizioni su tutto il territorio nazionale, è organizzato dall’associazione Visionary, fondata da un gruppo di studenti del Politecnico di Torino, con il sostegno di Compagnia di San Paolo, Reply, Fondazione CRT e del Politecnico di Torino e con il patrocinio della Regione Piemonte, della Città Metropolitana e del Comune di Torino.

 

L’ingresso è GRATUITO con pre-registrazione on line obbligatoria.

Programma completo, info e registrazione su visionarydays.it

Challenge Conservazione del cibo e sostenibilità
Cara studentessa/laureata, caro studente/laureato di ogni area disciplinare, pensi di sapere come ridurre lo spreco alimentare proveniente dalle abitazioni? Vuoi contribuire alla progettazione di un nuovo scenario domestico flessibile e sostenibile, legato alla preparazione e alla conservazione degli alimenti? QUESTA È LA CHALLENGE CHE FA PER TE!

Il food waste definito anche “spreco alimentare” derivante dalla grande disponibilità di cibo nelle abitazioni, non è un problema solo di risorse economiche che si sperperano, ma incide notevolmente anche su risorse naturali e risorse energetiche utilizzate in tutti i processi della catena alimentare. Il food waste sta diventando un fenomeno sempre più emergente e le soluzioni in campo sono pressochè inesistenti.

Questa challenge intende indagare nuove e più efficienti modalità di conservazione dei cibi pensate ad hoc per ogni alimento e valutarne l’impatto sulle abitudini domestiche.

Il frigorifero è parte integrante di un paradigma fondato sulla velocità di preparazione e sul consumo dei pasti che favorisce la diffusione di alimenti precotti facendo emergere il relativo problema dello smaltimento dei packaging. Quali scenari potrebbe aprire l’introduzione di nuovi metodi di conservazione degli alimenti?


Conservazione del cibo e sostenibilità.
Dinamiche sociali e comportamenti digitali relativi alla conservazione e all’utilizzo del cibo. Una giornata con il frigorifero. In collaborazione con Fablab e Kynerion.
La call è aperta a tutti i laureati, studenti magistrali e dottorandi del Politecnico e dell’Università di Torino.
Il termine delle iscrizioni è prorogato a Lunedì 29 ottobre 2018 ore 12:00.

La candidatura dovrà pervenire tramite Apply (http://apply.polito.it).
Per sottoporre la tua candidatura clicca su “Registrazione” e compila una breve anagrafica per creare un account, tieni a portata il codice fiscale e la carta d’identità.

Una volta ricevute le credenziali di accesso segui questa procedura:
– Clicca su Scegli percorso, Aggiungi iscrizione, LABORATORI, CLab Workshop
– Continua la procedura sulla voce “Laboratori” nella barra laterale, fino a selezionare la challenge CLab corrente.
– Gli allegati richiesti sono CV, lettera di motivazione e un allegato a scelta per presentarsi al meglio.

Gli studenti selezionati accederanno al colloquio con modalità che verranno comunicate il 29.

La challenge si svolgerà , dal 5 al 8 novembre 2018 presso il CLab, Cortile del Rettorato dell’Università di Torino in via Verdi n°8, il 9 novembre in sede da definire e presso il FabLab sito in via Egeo n°16, dal 12 al 16 novembre.

I pitch finali verranno presentati il 19 novembre nuovamente presso l’aula Clab.(Via Verdi 8)
Per informazioni visita il sito.

Per ulteriori chiarimenti scrivi a: clabtorino@gmail.com
O contattaci al: 0116702028-2029-2063


Ma cos’è il “C.Lab – Torino” – Contamination Lab?
C.Lab è il primo Contamination Lab Interateneo Italiano


Uno spazio dedicato a studenti e dottorandi del Politecnico e dell’Università di Torino per sperimentare nuovi modelli di apprendimento e sviluppare progetti innovativi.  C.Lab TORINO – Contamination Lab Torino, promosso e finanziato dal MIUR: il primo e unico in Italia ad essere frutto della collaborazione di due Atenei.

Un luogo di incontro tra studenti universitari e dottorandi di discipline diverse, in cui la contaminazione e l’incrocio di conoscenze e punti di vista diversi permette di sperimentare nuovi modelli di apprendimento e di sviluppare progetti di innovazione a vocazione imprenditoriale e sociale, in stretto raccordo con il territorio. È questa l’idea che si ispira i Contamination Lab, spazi realizzati all’interno delle università per offrire agli studenti “un ambiente stimolante per lo sviluppo di progetti di innovazione a vocazione imprenditoriale”, come spiegano le linee guida del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca che promuove questa iniziativa.

C.Lab TORINO offrirà a studenti di Università e Politecnico un ambiente informale e creativo dove seguire un percorso formativo extracurriculare innovativo, per creare nuove competenze e proporre soluzioni innovative alle sfide emergenti dal territorio e dai mercati.

C.Lab TORINO è progettato per realizzare soluzioni alle sfide che la società, le imprese e gli enti lanceranno ai 100.000 studenti della “Torino Città Universitaria”. Attraverso la contaminazione tra le diverse competenze, gli studenti e i dottorandi destinatari del progetto acquisiranno strumenti utili per affrontare il mercato del lavoro in un’ottica imprenditoriale, realizzando soluzioni innovative, con la possibilità di avviare nuove start-up.

Dal punto di vista formativo, il C.Lab TORINO propone Laboratori attivati da “sfide” tematiche basate su tre principali linee di azione: proposte di studenti e dottorandi, in una logica bottom-up; proposte degli Atenei, orientate a temi rilevanti per lo sviluppo dei territori; proposte di imprese, enti pubblici e privati, per affrontare temi di particolare criticità.

Il progetto C.Lab TORINO rientra nella prospettiva dell’Enterpreneurship Education, con l’obiettivo di creare valore sociale e promuovere la cultura imprenditoriale, l’innovazione e la sostenibilità.

Il C.Lab TORINO intende apportare un importante contributo allo sviluppo della città e del territorio, potenziando l’azione degli Atenei torinesi a favore dei cittadini e della realtà locale.

Le premesse di questa collaborazione tra i due Atenei sono l’incentivo ad avviare efficaci relazioni tra i principali attori del territorio, per la condivisione di conoscenze e competenze finalizzate a raggiungere una maggiore competitività sul mercato nazionale ed internazionale.

Con un finanziamento complessivo di circa 900.000 euro (di cui 300.000 euro – pari all’intero importo richiesto- ottenuti dal MIUR, e quasi 600.000 cofinanziati da Politecnico e Università), C.Lab TORINO si colloca tra i 16 progetti vincitori selezionati fra 68 candidature provenienti dagli Atenei di tutta Italia. 

European Innovation Academy 3

Per il terzo anno consecutivo, il Politecnico di Torino ospiterà un laboratorio unico di idee che cambieranno il futuro: l’European Innovation Academy (EIA). In tre settimane (dall’ 8 al 27 luglio), più di 500 studenti universitari e aspiranti imprenditori, provenienti da oltre 60 nazioni, arriveranno a Torino per proporre e sviluppare la loro idea di impresa. Un team di imprenditori, investitori e mentori di alto livello provenienti da tutto il mondo li aiuteranno a fare in modo che la loro idea abbia successo.

E, in più, da quest’anno ci sarà una novità: il team di EIA verrà accompagnato da AIBO – il primo cucciolo di robot basato su tecnologia machine learning al mondo prodotto da Sony.

 

Calendario degli appuntamenti

Executive Innovation 4.0 Masterclass – 12 luglio

Ospiti d’eccezione da UC Berkeley (Rick Rasmussen), Transferwise (Lars Trunin), Google (Martin Omander) e altre società della Silicon Valley terranno un corso di una giornata per aziende italiane ambiziose di piccole e medie dimensioni per offrire una panoramica completa del processo di innovazione nelle aziende. Grazie alla Camera di commercio di Torino, partner di EIA fin dalla sua prima edizione, l’accesso alla Masterclass è gratuito per 50 imprenditori e manager torinesi impegnati nella crescita digitale dell’azienda.


Startup Expo day – 17 luglio 2018

EIA Startup Expo Day è un evento esclusivo progettato e organizzato per mostrare le idee innovative degli imprenditori partecipanti, ottenere un feedback immediato da parte dei clienti, condurre ricerche di mercato e scambiare idee con il pubblico esperto di EIA, orientato alla tecnologia e di tendenza.


Gran Pitching Gala – 27 luglio 2018

Idee che cambiano il mondo presentate al pubblico esperto di tecnologia. I primi 10 team riceveranno premi e l’attenzione degli investitori.

 

Candiolo: sintetizzata una nuova proteina antitumorale

Un nuovo risultato è stato raggiunto dall’Istituto di Candiolo, storico centro specializzato nel trattamento delle patologie oncologiche, con sede nella città metropolitana. Il team di ricercatori dell’Università di Torino e dell’istituto ha sintetizzato una versione mutata della Semaforina, una proteina umana che svolge il ruolo di molecola segnale (da qui il nome) e che è impiegata nella differenziazione neuronale a livello embrionale.

La Semaforina ha un ruolo attivo nelle strategie di cura contro il cancro grazie alla sua capacità di normalizzare i vasi tumorali. Nella sua versione naturale, tuttavia,  questa proteina non è un candidato terapeutico ottimale a causa dei suoi effetti collaterali. È nata da qui l’esigenza di sintetizzarne una mutazione priva di controindicazioni. La sintesi, Semaforina 3A A106K, è stata presentata e descritta dai ricercatori in un articolo pubblicato su Science Translation Medicine, importante rivista internazionale del settore.

Guido Serini, Enrico Giraudo e Luca Tamagnone, docenti dell’Università di Torino e direttori di tre laboratori di ricerca dell’Istituto di Candiolo, FPO – IRCCS, hanno inoltre dimostrato l’abilità della SEMA3A mutante di inibire il progredire delle metastasi, potenziando gli effetti chemioterapici in modelli murini di carcinoma del pancreas.

BREAK/CUPS: I bicchierini da caffè Bibo reinventati dagli studenti del Politecnico

Break/Cups è stato un progetto di Open Innovation organizzato dall’Innovation Design Lab (IDLab) per Bibo, azienda leader nella produzione di prodotti monouso di plastica nel mercato alimentare.

Il workshop ha coinvolto 28 studenti del II e III anno della laurea triennale in Design e Comunicazione Visiva e della laurea magistrale in Design Sistemico del Politecnico di Torino con l’obiettivo di sviluppare un nuovo concept moderno di bicchierini da caffè monouso, cercando di innovare il prodotto, la sua comunicazione ed i servizi per la distribuzione e l’utilizzo.

Partendo dalle esigenze, i problemi e i limiti produttivi, il lab ha accompagnato i team nella definizione di un’analisi di scenario e delle linee guida congruenti fino alla progettazione dei concept finali.

I team di progetto hanno sviluppato 7 concept sul tema della ricerca. Quest’ultimi hanno portato allo sviluppo prototipale di 3 bicchieri monouso per vending machine, oggi in fase di ingegnerizzazione per l’avvio della produzione, in cui si è riusciti a valorizzare e innovare differenti aspetti che vanno dalla gestualità alla veicolazione di contenuti, alla valorizzazione della bevanda consumata.

I risultati del workshop saranno esposti in mostraaperta dal 10 al 12 maggio, presso la Sala delle Colonne del Castello del Valentino.

 

PRESENTAZIONE

10 maggio 2018, ore 11.00

Sala della Caccia, Castello del Valentino, Viale Mattioli 39, Torino

 

Interverranno:
Paolo Tamborrini, Coordinatore del Corso di Studi in Design
Paola Villa, Responsabile Marketing Bibo Italia S.p.A.
Roberto Dal Zotto, Responsabile Vendite Vending e Dairy
Paolo Di Santo, Amministratore delegato Bibo Italia S.p.A.

Saranno presenti gli studenti del Corso di Studi in Design

 

 

Mercoledì di Nexa: Il futuro dell'istruzione e della formazione professionale (IFP): sfide e opportunità introdotte dalla trasformazione digitale

In un mondo globalizzato e in rapida evoluzione, le tecnologie digitali si sono diffuse rapidamente e l’economia, il mercato del lavoro e in generale le nostre società stanno cambiando a un ritmo senza precedenti.

Per l’economia, le tecnologie digitali sono un importante motore di crescita, produttività, competitività e capacità innovativa. Per il mercato del lavoro, le tecnologie digitali rappresentano una sfida per i posti di lavoro esistenti, specialmente per quelli che includono attività di routine e un’opportunità per crearne di nuovi, principalmente legati alla cosiddetta economia digitale.
In questo contesto, i requisiti delle competenze stanno cambiando e il fornire competenze digitali diventa sempre più importante per i sistemi di istruzione e formazione.

“Il futuro dell’istruzione ne della formazione professionale (IFP): sfide e opportunità introdotte dalla trasformazione digitale”

Appuntamento stasera, mercoledì 11 aprile, ore 18 al Centro Nexa su Internet e Società presso il Politecnico di Torino, in via Boggio 65/a, Torino (1° piano) per discutere delle sfide e delle opportunità dell’IFP risultanti dalla trasformazione digitale e introdurre le recenti iniziative della Commissione europea per migliorare la preparazione digitale delle istituzioni educative negli Stati membri.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

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L’Università di Torino intensifica gli sforzi per rivoluzionare il settore alimentare: lo fa in qualità di unico ente italiano tra i fondatori del consorzio europeo EIT Food, risultato vincitore del bando Food4Future.

L’ente promotore del bando, l’Istituto Europeo per l’Innovazione Tecnologica (EIT), ha infatti selezionato la migliore proposta per la creazione di una comunità scientifica e tecnologica di riferimento sull’alimentazione, che realizzerà catene sostenibili di approvvigionamento alimentare attraverso rivoluzionarie iniziative di innovazione imprenditoriale e di formazione universitaria e professionalizzante.

Ne è nato il consorzio EIT Food che consta di 50 membri dell’Unione Europea e di paesi associati, in un partenariato composito di aziende leader del settore, università ed istituzioni di ricerca che lavoreranno assieme per 7 anni con un investimento di 1.200 milioni di euro più 400 milioni di finanziamento provenienti da fondi messi a disposizione dalla Commissione Europea per l’iniziativa.

L’obiettivo del consorzio è quello di trasformare il modo in cui produciamo, distribuiamo e consumiamo, creando così un ecosistema sostenibile che tuteli il diritto dei consumatori ad un’alimentazione salutare e, al contempo, si preoccupi della sostenibilità ambientale; il tutto non senza ricadute positive sulla competitività dell’economia europea su scala globale.

Il progetto intercetta il mondo universitario e non solo nell’ambito della ricerca.
Tra gli obiettivi di EIT FOOD troviamo infatti:

  • la creazione di curricula per studenti e professionisti del settore manifatturiero alimentare
  • la realizzazione di programmi di scambio internazionale per gli studenti del settore
  • l’avvio di un Master of Science in Sistemi Alimentari (Food System)
  • l’attivazione di corsi interattivi, laboratori, oltre che online MOOCS e SPOCS
  • incentivi a nuove imprese (startup)

L’Università di Torino in quanto membro di EIT FOOD avrà un ruolo attivo nel disegnare il futuro dell’alimentazione, priorità nell’agenda della Commissione Europea. Genererà competenze di avanguardia a livello europeo per rimodellare in termini di benefici per la salute e di sostenibilità il settore alimentare in Europa, al fine di trasformare il sistema del “produci-usa-butta” in un nuovo modello di bio-economia circolare.

Secondo Peter van Bladeren, vicepresidente di Nestec, responsabile globale della sezione Affari Scientifici e Regolatori della Nestlè e presidente dell’Interim Supervisory Board di EIT Food: “L’impegno di EIT Food nel creare i futuri curricula per studenti e professionisti del settore alimentare genererà una forza trainante per la produzione di innovazione e imprenditorialità; questo  darà al settore manifatturiero alimentare, che conta 44 milioni di posti di lavoro in Europa, un vantaggio competitivo unico.”

 

 

Le startup dell’Incubatore dell’Università di Torino 2i3T escono vincitrici dalla XIV edizione Premio Nazionale per l’Innovazione PNI, la più grande business plan competition italiana, ospitata quest’anno dall’Università di Modena e Reggio Emilia, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

Panoxyvir, la startup che sviluppa il primo spray nasale antivirale per la prevenzione e la cura del raffreddore comune, si è aggiudicata il premio di settore LIFE SCIENCES, dal valore di 25.000 euro, oltre che il titolo assoluto Premio Nazionale per l’Innovazione 2016, selezionato tra quattro premi settoriali: Life Sciences, Cleantech& Energy, ICT e Industriale.

Panoxyvir si è aggiudicata anche il Premio Speciale UniCredit Start Lab, ottenendo la partecipazione alla Startup Academy, e il Premio Speciale “SEUA2016 – Startup Europe Awards 2016 – Italy Edition” attribuito da Startup Europe Alliance, assicurandosi l’accesso diretto alla finale #SEUA di Bruxelles del 2017, durante la quale verranno elette le 8 migliori startup d’Europa.

In contemporanea, la startup R3Cube, costituita quest’anno presso l’Incubatore 2i3T per lo sviluppo di un dispositivo IoT innovativo ed ecologico per la gestione dei rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo prodotti dalle piccole strutture sanitarie, si aggiudica il Premio IREN CLEANTECH & ENERGY per il miglioramento della sostenibilità ambientale e i relativi 25.000 euro del premio settoriale.

Tra i primi 4 classificati del settore Life Science anche un altro progetto proveniente da 2i3T, NIB BIOTEC, per l’individuazione dei biomarcatori per la diagnosi del tumore alla prostata.

L’impegno del nostro Incubatore sulla creazione d’impresa si estende a tutti i Dipartimenti dell’Università a 360° secondo un modello di incubazione diffusa che crea relazioni e sinergie per la nostra Città e per la nostra Regione – ha commentato Silvio Aime, Presidente di 2i3T e Vicerettore alla Ricerca dell’Ateneo -. In questi ultimi due anni in particolare abbiamo ampliato la nostra mission istituzionale della creazione di cultura e sviluppo imprenditoriale attraverso progetti di alta formazione, di alternanza scuola-lavoro e attraverso lo sviluppo di partnership finanziate per attrarre investimenti e creare posti di lavoro altamente qualificati sul territorio.”

Sono stati inaugurati il 30 novembre 2016 due nuovi laboratori altamente innovativi per la messa a punto di nanomateriali molto promettenti per la cura di gravi patologie come l’osteoporosi e i tumori.

Le due nuove strutture del Politecnico di Torino sono state entrambe finanziate dai fondi ottenuti da due ricercatrici dell’Ateneo che si sono aggiudicate il prestigioso riconoscimento ERC Grant. Chiara Vitale Brovarone e Valentina Cauda sono infatti rispettivamente risultate vincitrici di un ERC Consolidator Grant (BOOST – 2 milioni di euro) e di un ERC Starting Grant (TrojaNanoHorse – 1.5 milioni di euro).

Le nuove strutture finanziate permetteranno di condurre ricerche su due progetti di frontiera, che propongono cure per malattie con una grave incidenza sociale tramite un approccio altamente innovativo: non farmaci, ma materiali nanometrici che condizionano il comportamento delle cellule malate, potenzialmente senza effetti collaterali.

Il progetto BOOST (Biomimetic trick to re-balance Osteoblast-Osteoclast loop in osteoporoSis treatment: a Topological and materials driven approach) si propone di sviluppare uno scaffold intelligente (cioè una sorta di “impalcatura” realizzata con nanomateriali e biomolecole), in grado di “ingannare” le cellule ossee in caso di fratture provocate da osteoporosi e spingerle a riattivare il comportamento che hanno le cellule sane, ricreando così il microambiente fisiologico. Per svolgere ricerche di questo tipo occorre una strumentazione molto avanzata; il laboratorio BOOST è dotato, tra gli altri strumenti, di un microscopio elettronico a scansione da banco con possibilità di mappature composizionali e analisi topografiche e una nanotomografia computerizzata con risoluzione fino a 350 nanometri per l’analisi del tessuto osseo e degli scaffold prodotti.

Il progetto TrojaNanoHorse (TNH), invece, studia lo sviluppo di una nanoparticella che agisca come una sorta di Cavallo di Troia, conducendo un nanomateriale letale per le cellule tumorali direttamente all’obiettivo, senza effetti tossici sui tessuti sani. Il laboratorio TNH è dotato di un microscopio rovesciato in fluorescenza che permette di fare misure su cellule viventi in real-time e seguirle nel tempo e uno spettrometro EPR (a risonanza paramagnetica elettronica), che permetterà l’analisi dei radicali liberi, ovvero le armi usate dal nanomateriale per uccidere le cellule tumorali.

I due progetti hanno portato anche alla creazione di gruppi di ricerca dedicati: ad oggi sono già state reclutate una quindicina di persone tra studenti di dottorato e assegnisti di ricerca e sono previste tre posizioni da ricercatore a tempo determinato, di cui una già bandita.