Posts by Michele Covolan

Ultimi giorni disponibili per partecipare al Bando per il Premio di Laurea per tesi magistrali aventi ad oggetto la città di Torino. In palio un totale di 3.000 euro: 1.500 per il primo classificato, 1.000 e 500 rispettivamente per il secondo ed il terzo.

La partecipazione al bando – indetto dall’Associazione Consiglieri Emeriti del Comune di Torino – è aperta a tutti coloro nati dopo il 1° gennaio 1986 che non abbiano mai partecipato ad edizioni precedenti del Premio.

La scadenza per la partecipazione è fissata per le ore 15:00 del 19 dicembre 2016.

Per conoscere meglio le modalità e i requisiti per partecipare e per maggiori informazioni consulta il BANDO.

La scorsa settimana abbiamo fatto le presentazioni…
sbrigati i convenevoli, ora bando alle ciance!
Vogliamo portarvi con noi, nel vivo delle nostre giornate a StudyinTorino.

Dovete sapere che di tanto in tanto facciamo scoperte che ci lasciano a bocca aperta.

Per esempio il mio collega ed io – che amiamo autorappresentarci in veste di Fabio e Mingo locali, segugi sempre all’erta per fiutare le più strampalate notizie dal mondo universitario torinese – qualche giorno fa abbiamo avuto la fortunata occasione di parlare con la responsabile delle comunicazioni esterne dell’Università di Torino.
L’abbiamo incontrata all’interno del suo ufficio, una stanzetta che in modesti spazi nasconde chicche quali la prima bozza della pergamena di Laurea Honoris Causa che l’Ateneo conferì niente meno che a Umberto Eco.

Tra un’informazione e l’altra, la carismatica comunicatrice ci ha omaggiati di un bell’opuscolo fresco di stampa:
il RAPPORTO DI SOSTENIBILITÀche il rettore Ajani aveva da pochissimo presentato alla cerimonia d’inaugurazione del nuovo anno accademico.
Sfogliandone le pagine siamo incappati nella sezione dedicata ai
dati occupazionali dei laureati a tre anni dal titolo.

E qui è arrivata la SORPRESA!articolo 12 dicembretris - lettereSecondo i dati riportati, i re e le reginette dell’occupazione che ricevono lo scettro da UniTo sarebbero i laureati in materie letterarie.

Sì, avete letto bene!
Vi dirò di più: 100%
pare essere il tasso di chi tra loro ha trovato lavoro a tempo record.

Siccome la situazione mi riguarda personalmente non ho potuto fare a meno di pormi qualche domanda.

Che questo popolo “di santi e navigatori” abbia cominciato a riscoprire anche il valore dei “poeti”?

Che all’annuncio “Mamma, papà, ho deciso: mi iscrivo a Lettere!” finalmente non saremo più costretti a pacche sulle spalle e frasi di rassicurazione per rispondere agli sguardi colmi di terrore dei nostri cari?

Ancora: che sia questo il definitivo addio ai, pur fedelissimi, Mc Donald e Call Center che tanto a lungo hanno dato forma al nostro immaginario post-universitario (e per questo comunque li ringraziamo, che non siamo mica gente ingrata)?

Insomma: Lettere is the new Ingegneria?

Malgrado tutto, questo turbine di domande non è riuscito a farsi strada troppo a lungo nella mia mente.
Un asterisco è quanto è bastato a frenare i miei entusiasmi:
segnala che la percentuale di impiego si riferisce ad un bacino d’indagine limitato; precisamente ai laureati del cosiddetto ciclo unico; e per quanto riguarda Lettere, questo ha cessato d’esistere più di un decennio fa.
Così, il cento per cento dei laureati ha trovato lavoro, certo; ma il cento per cento di loro ha, altrettanto certamente, più di 35 anni.
Sfogliando l’opuscolo scopro poi che il tasso di laureati-letterati triennali occupati scende a quote, queste sì, sostenibili, del 79%.

Allora torno a rivedere gli sguardi preoccupati di mamma e papà
e, in affanno, cerco di ricordare a memoria il prezzo del Mc Bacon Menù.

Questo 100% di letterati occupati rimane ahimè ancora un bel sogno.
Non mi resta che chiudere l’opuscolo:

MAGARI DOMANI MI SVEGLIO IN UN MONDO SENZA *ASTERISCHI*.

L’Università di Torino intensifica gli sforzi per rivoluzionare il settore alimentare: lo fa in qualità di unico ente italiano tra i fondatori del consorzio europeo EIT Food, risultato vincitore del bando Food4Future.

L’ente promotore del bando, l’Istituto Europeo per l’Innovazione Tecnologica (EIT), ha infatti selezionato la migliore proposta per la creazione di una comunità scientifica e tecnologica di riferimento sull’alimentazione, che realizzerà catene sostenibili di approvvigionamento alimentare attraverso rivoluzionarie iniziative di innovazione imprenditoriale e di formazione universitaria e professionalizzante.

Ne è nato il consorzio EIT Food che consta di 50 membri dell’Unione Europea e di paesi associati, in un partenariato composito di aziende leader del settore, università ed istituzioni di ricerca che lavoreranno assieme per 7 anni con un investimento di 1.200 milioni di euro più 400 milioni di finanziamento provenienti da fondi messi a disposizione dalla Commissione Europea per l’iniziativa.

L’obiettivo del consorzio è quello di trasformare il modo in cui produciamo, distribuiamo e consumiamo, creando così un ecosistema sostenibile che tuteli il diritto dei consumatori ad un’alimentazione salutare e, al contempo, si preoccupi della sostenibilità ambientale; il tutto non senza ricadute positive sulla competitività dell’economia europea su scala globale.

Il progetto intercetta il mondo universitario e non solo nell’ambito della ricerca.
Tra gli obiettivi di EIT FOOD troviamo infatti:

  • la creazione di curricula per studenti e professionisti del settore manifatturiero alimentare
  • la realizzazione di programmi di scambio internazionale per gli studenti del settore
  • l’avvio di un Master of Science in Sistemi Alimentari (Food System)
  • l’attivazione di corsi interattivi, laboratori, oltre che online MOOCS e SPOCS
  • incentivi a nuove imprese (startup)

L’Università di Torino in quanto membro di EIT FOOD avrà un ruolo attivo nel disegnare il futuro dell’alimentazione, priorità nell’agenda della Commissione Europea. Genererà competenze di avanguardia a livello europeo per rimodellare in termini di benefici per la salute e di sostenibilità il settore alimentare in Europa, al fine di trasformare il sistema del “produci-usa-butta” in un nuovo modello di bio-economia circolare.

Secondo Peter van Bladeren, vicepresidente di Nestec, responsabile globale della sezione Affari Scientifici e Regolatori della Nestlè e presidente dell’Interim Supervisory Board di EIT Food: “L’impegno di EIT Food nel creare i futuri curricula per studenti e professionisti del settore alimentare genererà una forza trainante per la produzione di innovazione e imprenditorialità; questo  darà al settore manifatturiero alimentare, che conta 44 milioni di posti di lavoro in Europa, un vantaggio competitivo unico.”

 

 

Mercoledì 14 Dicembre, alle ore 16.30, presso la GAM verrà data l’occasione di conoscere più da vicino il giovane artista Giacomo Balla, mettendo in luce la sue opere prima del periodo Futurista e le iniziali ricerche che lo portarono a sviluppare un nuovo linguaggio artistico.

All’interno del Dipartimento Educazione, attraverso “conversazione-workshop”, che verrà supportata, da immagini e testi, si cercherà di analizzare l’avventura artistica influenzata dal contesto storico, cultura e sociale.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI:
Dipartimento Educazione GAM
Dal lunedì a venerdì, orario 9-13 e 14-16
Tel. 011 4436999 fax 011 4429503

didaddica@fondazionetorinomusei.it

http://www.gamtorino.it/it/adulti

 

Le startup dell’Incubatore dell’Università di Torino 2i3T escono vincitrici dalla XIV edizione Premio Nazionale per l’Innovazione PNI, la più grande business plan competition italiana, ospitata quest’anno dall’Università di Modena e Reggio Emilia, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

Panoxyvir, la startup che sviluppa il primo spray nasale antivirale per la prevenzione e la cura del raffreddore comune, si è aggiudicata il premio di settore LIFE SCIENCES, dal valore di 25.000 euro, oltre che il titolo assoluto Premio Nazionale per l’Innovazione 2016, selezionato tra quattro premi settoriali: Life Sciences, Cleantech& Energy, ICT e Industriale.

Panoxyvir si è aggiudicata anche il Premio Speciale UniCredit Start Lab, ottenendo la partecipazione alla Startup Academy, e il Premio Speciale “SEUA2016 – Startup Europe Awards 2016 – Italy Edition” attribuito da Startup Europe Alliance, assicurandosi l’accesso diretto alla finale #SEUA di Bruxelles del 2017, durante la quale verranno elette le 8 migliori startup d’Europa.

In contemporanea, la startup R3Cube, costituita quest’anno presso l’Incubatore 2i3T per lo sviluppo di un dispositivo IoT innovativo ed ecologico per la gestione dei rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo prodotti dalle piccole strutture sanitarie, si aggiudica il Premio IREN CLEANTECH & ENERGY per il miglioramento della sostenibilità ambientale e i relativi 25.000 euro del premio settoriale.

Tra i primi 4 classificati del settore Life Science anche un altro progetto proveniente da 2i3T, NIB BIOTEC, per l’individuazione dei biomarcatori per la diagnosi del tumore alla prostata.

L’impegno del nostro Incubatore sulla creazione d’impresa si estende a tutti i Dipartimenti dell’Università a 360° secondo un modello di incubazione diffusa che crea relazioni e sinergie per la nostra Città e per la nostra Regione – ha commentato Silvio Aime, Presidente di 2i3T e Vicerettore alla Ricerca dell’Ateneo -. In questi ultimi due anni in particolare abbiamo ampliato la nostra mission istituzionale della creazione di cultura e sviluppo imprenditoriale attraverso progetti di alta formazione, di alternanza scuola-lavoro e attraverso lo sviluppo di partnership finanziate per attrarre investimenti e creare posti di lavoro altamente qualificati sul territorio.”

Ai primi accenni dello scoppio di una malattia epidemiologi, operatori sanitari, decisori politici e scienziati si rivolgono a sofisticati modelli di previsione per determinare in che modo la malattia si sta diffondendo e che cosa dovrebbe esser fatto per minimizzare il rischio di contagio. Una ricerca in collaborazione tra il Politecnico di Torino e la New York University Tandon School of Engineering sta rivoluzionando il processo di modellazione tradizionale, ottenendo previsioni più semplici da calcolare e più efficaci all’interno di un mondo iperconnesso.

Tutti i modelli predittivi correlano il movimento di una malattia alla popolazione nel corso del tempo, ma le simulazioni odierne non sempre tengono conto in maniera efficace di un aspetto ovvio: la mobilità e l’attività variano tra le persone e queste variazioni hanno un impatto sulla probabilità di contrarre o diffondere la malattia.

Un nuovo paradigma è stato esposto in un paper pubblicato sulla prestigiosa rivista Physical Review Letters da Alessandro Rizzo, professore associato del Dipartimento di Automatica e Informatica del Politecnico e visiting professor alla New York University Tandon School of Engineering, Lorenzo Zino, dottorando del Politecnico in matematica pura e applicata, e Maurizio Porfiri, professore di Ingegneria meccanica e aerospaziale alla New York University Tandon School of Engineering.

Nel futuro, i ricercatori si aspettano che questo modello possa aiutare gli operatori del settore ad affrontare un’epidemia, incluse l’attuazione di strategie di vaccinazione, la valutazione di rischi e benefici indotti dai divieti di viaggio e la misurazione dell’efficacia delle campagne di prevenzione delle malattie.

 

L’Università di Torino, in collaborazione con AXA Research Fund e Collegio Carlo Alberto, organizzano il 6 dicembre 2016 l’evento di lancio della cattedra AXA sui rischi socio-economici dei mercati finanziari. L’evento si tiene nella Sala Principi d’Acaja del Rettorato (Via Verdi, 8 / Via Po, 17 – Torino), dalle 9.30 alle 12.00.

Apre i lavori il prof. Bernard DumasChair holder della cattedra, con un intervento dal titolo:Is Investment Capital Fast or Slow-moving? Segue tavola rotonda, moderata da Luca Fornovo (La Stampa, Editor in chief Tuttosoldi), durante la quale il prof. Dumas discute del tema conChristian Thimann (Group Head of Regulation, Sustainability and Insurance Foresight, AXA), Elisa Luciano (docente di Finanza dell’Università di Torino e fellow del Collegio Carlo Alberto), Dario Focarelli (Direttore Generale di ANIA) e Carla Patrizia Ferrari (Chief Financial Officer di Compagnia di San Paolo).

La AXA Chair è un prestigioso finanziamento alla ricerca scientifica promosso dall’AXA Research Fund, iniziativa filantropica del leader assicurativo internazionale AXA che sostiene le eccellenze nella ricerca di base per capire e prepararsi meglio contro i rischi legati all’ambiente, allo stile di vita e alla situazione socio-economica.

Scrivi un blog per gli studenti di Torino!

 

Non ho fatto in tempo ad arredare la mia nuova scrivania che già mi avevano incastrata con questo compito ingrato.

Sì, avete letto bene: ingrato!

Perché uno studente, già per definizione sommerso da cose da leggere, dovrebbe riemergere dal mare di libri e appunti in cui si trova tutti i giorni ad annaspare, per fermarsi proprio, fosse solo per 2 minuti, sul nostro blog?
Per scongiurare il panico, StudyinTorino mi ha spedita a lezione da uno dei migliori, che guarda caso era in visita all’Università di Torino. Si tratta di

SREE SREENIVALAN

espertissimo di Social Media & Blogging e vera rockstar della comunicazione 2.0.

Se il suo nome non dovesse dirvi nulla, vi basti sapere che è colui che ha saputo applicare la strategia di business di un’azienda come Coca Cola al mondo apparentemente conservatore dei musei.
Come al successo della bibita gassata più popolare al mondo corrisponde l’intuizione che la concorrenza da battere non fosse quella di aziende del settore ma piuttosto di una risorsa largamente disponibile e volgarmente nota come acqua, l’astuzia di Sree è stata quella di comprendere che il vero nemico da battere per popolare il MET Museum non fosse la compagine degli altri musei di New York ma l’inerzia del cittadino medio.

 

Sreenivalan era quindi al Campus Einaudi in risposta alla chiamata di Musei, Archivi e Biblioteche dell’Università di Torino che, per inaugurare i loro Seminari, si sono fatti svelare qualche trucco per allargare il proprio pubblico attraverso un’efficace comunicazione digitale.

Non sono stati gli unici ad approfittare dell’occasione e il travolgente carisma di Sree ha fatto di me una giovane apprendista che ora, sì, sa dirvi perché dovreste seguire noi e proprio noi. Sono pronta a svelarvi

 

3 semplici motivi che NON faranno di noiIL BLOG CHE NON LEGGERAI MAI

Perché le nostre info saranno DAVVERO utili

Non sto parlando dei soliti appuntamenti istituzionali ma di occasioni informali che possano animare le vostre giornate e serate: dagli eventi presenti in città alle note di costume che fanno di Torino, Torino. E di uno studente, uno studente!

Perché saremo ORIGINALI

Non sarà il solito blog frutto di copia-incolla compulsivo, ma ci spremeremo settimanalmente le meningi per voi: quello che leggerete e vedrete qui non lo troverete altrove!

Perché vi faremo RIDERE

Non saremo Spinoza o Lercio.it ma – lo prometto – vi strapperemo un sorriso.

 

Questo il manifesto d’intenti del nostro blog che inaugura oggi a cadenza settimanale e che vi terrà compagnia ogni giovedì.

 

 

E voi avete un blog? Ci farebbe piacere saperlo!
Segnalatecelo e avrete la possibilità di vedere condiviso il vostro sguardo sulla vita studentesca a Torino.

Sono stati inaugurati il 30 novembre 2016 due nuovi laboratori altamente innovativi per la messa a punto di nanomateriali molto promettenti per la cura di gravi patologie come l’osteoporosi e i tumori.

Le due nuove strutture del Politecnico di Torino sono state entrambe finanziate dai fondi ottenuti da due ricercatrici dell’Ateneo che si sono aggiudicate il prestigioso riconoscimento ERC Grant. Chiara Vitale Brovarone e Valentina Cauda sono infatti rispettivamente risultate vincitrici di un ERC Consolidator Grant (BOOST – 2 milioni di euro) e di un ERC Starting Grant (TrojaNanoHorse – 1.5 milioni di euro).

Le nuove strutture finanziate permetteranno di condurre ricerche su due progetti di frontiera, che propongono cure per malattie con una grave incidenza sociale tramite un approccio altamente innovativo: non farmaci, ma materiali nanometrici che condizionano il comportamento delle cellule malate, potenzialmente senza effetti collaterali.

Il progetto BOOST (Biomimetic trick to re-balance Osteoblast-Osteoclast loop in osteoporoSis treatment: a Topological and materials driven approach) si propone di sviluppare uno scaffold intelligente (cioè una sorta di “impalcatura” realizzata con nanomateriali e biomolecole), in grado di “ingannare” le cellule ossee in caso di fratture provocate da osteoporosi e spingerle a riattivare il comportamento che hanno le cellule sane, ricreando così il microambiente fisiologico. Per svolgere ricerche di questo tipo occorre una strumentazione molto avanzata; il laboratorio BOOST è dotato, tra gli altri strumenti, di un microscopio elettronico a scansione da banco con possibilità di mappature composizionali e analisi topografiche e una nanotomografia computerizzata con risoluzione fino a 350 nanometri per l’analisi del tessuto osseo e degli scaffold prodotti.

Il progetto TrojaNanoHorse (TNH), invece, studia lo sviluppo di una nanoparticella che agisca come una sorta di Cavallo di Troia, conducendo un nanomateriale letale per le cellule tumorali direttamente all’obiettivo, senza effetti tossici sui tessuti sani. Il laboratorio TNH è dotato di un microscopio rovesciato in fluorescenza che permette di fare misure su cellule viventi in real-time e seguirle nel tempo e uno spettrometro EPR (a risonanza paramagnetica elettronica), che permetterà l’analisi dei radicali liberi, ovvero le armi usate dal nanomateriale per uccidere le cellule tumorali.

I due progetti hanno portato anche alla creazione di gruppi di ricerca dedicati: ad oggi sono già state reclutate una quindicina di persone tra studenti di dottorato e assegnisti di ricerca e sono previste tre posizioni da ricercatore a tempo determinato, di cui una già bandita.

In partenza oggi la due giorni di convegnoIntorno al ritratto. Origini, sviluppi e trasformazioniorganizzato dall’Università di Torino.

Si parlerà del significato del ritratto pittorico nella società a fronte di numerosi studi e ricerche che spaziano temporalmente dall’antichità al giorno d’oggi.

L’iniziativa – organizzata dalla Scuola di Dottorato in Scienze Archeologiche, Storiche e Storico-Artistiche dell’Università di Torino – nasce da un ciclo di incontri seminariali in cui si è riflettuto sul saggio che al tema ha dedicato Enrico Castelnuovo, “Il significato del ritratto pittorico nella società”, 1973, recentemente riedito.
L’approccio metodologico di questo testo costituisce la trama sulla quale si intendono aggiungere nuovi contributi.

Il duplice appuntamento è fissato per giovedì 1 dicembre 2016, presso la Sala Conferenze della Biblioteca Arturo Graf del Rettorato (Via Po, 17 – Torino) e venerdì 2 dicembre 2016, presso Palazzo d’Azeglio, Fondazione Luigi Einaudi (Via Principe Amedeo, 34 – Torino).

Per informazioni scrivere a: ritratti@unito.it

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