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È online il nuovo bando Out of Left Field per la Sezione Fotografia di Autofocus 9, il Concorso internazionale di Vanni Occhiali dedicato ai giovani artisti e alla libera creatività.

Dopo la conclusione, nel mese di novembre 2017, delle selezioni per le Sezioni Mostra, Video e Performance, prende avvio il bando per presentare le candidature e concorrere al Premio Fotografia.

Quali sono le nuove possibilità, gli immaginari, le dialettiche, i percorsi che si aprono nell’ambito della riflessione spontanea e urgente che la fotografia sta compiendo su sé stessa, a livello sia consapevole sia no?
Out of left field, proviene da una nuova espressione del linguaggio urban internazionale, e significa: unexpectedly, suddenly and surprisingly.
L’espressione arriva da una terminologia tecnica del baseball.
È un titolo che vuole indicare l’attenzione a tutto ciò che sta accadendo al di là dei territori convenzionali e conosciuti della pratica fotografica.

Sono ammessi al concorso i progetti di artisti (singoli o gruppi) compresi tra i 18 e i 35 anni che risiedano in Italia o in un paese europeo.

Il progetto selezionato verrà presentato con una mostra personale presso il project space Autofocus all’interno dello showroom Vanni a Torino in concomitanza con il Salone del Libro, a maggio 2018, corredato da un catalogo e usufruirà di contributo alla produzione di 500 Euro.

Il bando è scaricabile sulla pagina dedicata del sito di Vanni Occhiali.

L’immagine è parte di Meandro Rosso, di Paolo Bandinu, vincitore della sezione video di Autofocus 8.

In occasione dello spettacolo “Sei personaggi in cerca d’autore” per la regia di Luca De Fusco, in scena al Teatro Astra dal 24 al 28 gennaio 2018, viene proposta l’edizione televisiva del dramma di Luigi Pirandello. Selezionata dall’Archivio Rai e interpretata dalla Compagnia dei Giovani di Giorgio De Lullo, è andata in onda nel 1965.

La registrazione è preceduta da una testimonianza di Romolo Valli intervistato da Mario Raimondo su quanto sia stata fondamentale la realizzazione televisiva per ricreare il rapporto palcoscenico/platea deserta presente nel testo di Pirandello.

La proiezione si terrà lunedì 22 gennaio, alle ore 17, presso la Mediateca Rai, in via Verdi 31, Torino.
Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria: 011 8104858 – mediateca.torino@rai.it

Qui la locandina dell’evento.

Chiudono il 28 febbraio le iscrizioni a N.I.C.E. – New Independent Curatorial Experience, il corso dedicato agli aspiranti curatori di mostre di arte contemporanea. N.I.C.E è un’esperienza immersiva nel settore delle pratiche curatoriali ed allestive, un percorso concreto, finalizzato alla realizzazione di una vera e propria mostra, completa di catalogo, all’interno di Paratissima 2018, manifestazione off della fiera torinese Artissima.

L’offerta didattica propone ai giovani curatori lezioni teoriche e applicazioni pratiche. L’impostazione è orientata al lavoro sul campo, al learning by doing e alla capacità di collaborazione. Partendo dall’ideazione e costruzione del progetto curatoriale, si affronteranno argomenti di fondamentale importanza come fundraising, comunicazione e allestimento delle mostre.

L’obiettivo, attraverso la condivisione di competenze ed esperienze,” si legge nella pagina web dedicataè quello di offrire ai giovani aspiranti curatori gli strumenti per potersi costruire una professionalità autonoma, capace di operare anche attraverso canali alternativi“.

Al termine della parte teorica del corso, chi si sarà contraddistinto nelle tre doti avrà la possibilità di entrare nello staff di Paratissima come assistente alla Direzione Artistica dell’evento, da settembre a metà novembre, a fronte di un rimborso spese di 1500 euro (consulta il bando per ulteriori dettagli).

Il corso per curatori d’Arte Contemporanea si terrà a Torino e prevede 3 settimane di lezione (1 settimana al mese a marzo, aprile e maggio) e degli incontri intensivi nei mesi di luglio, settembre e ottobre, per un totale di 132 ore.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare l’organizzazione all’indirizzo: nice.paratissima@gmail.com

o al numero di telefono: +39 3479941125

Torino non è solo Piazza Vittorio, via Po e Piazza Castello. Non è solo Museo Egizio e Museo del Cinema. Nelle periferie della città esistono dei luoghi d’arte, dei piccoli centri fuori dal centro. Insieme raccontano storie poco ascoltate e poco narrate, al di fuori dai circuiti di visita tradizionale. Se sei uno studente torinese, o un fuori sede, ma sei affamato d’arte e cultura, questa guida fa per te.

 

1. B.ART

Barriera di Milano è il quartiere di Torino Nord che abbraccia Regio Parco e Aurora, arriva alle sponde del fiume Stura e, se non ci sei mai stato, è quel luogo mitico da cui parte il 18. Barriera di Milano nasconde dei tesori nel suo arredo urbano: sono i murales realizzati da Millo, artista pugliese vincitore del bando B.ART – Arte in Barriera, progetto internazionale di arte pubblica finalizzato ad aumentare la qualità urbana e l’attrattività ambientale attraverso la realizzazione di interventi artistici diffusi.

“Habitat”, ideato da Millo, è l’opera d’arte diffusa su tredici facciate del quartiere. “Tredici immagini in bianco e nero, di forte impatto, legate da un unico filo conduttore basato sul rapporto tra l’uomo e il tessuto urbano: in ciascuna delle opere un personaggio perennemente fuori scala rispetto al contesto in cui si trova, compie azioni diverse interagendo con palazzi, oggetti, animali e persone”.

L’associazione B.ART organizza tour guidati alla scoperta di questi grandi affreschi urbani e delle altre opere disseminate sul territorio. Per prenotarsi, o chiedere informazioni, è necessario scrivere a all’indirizzo info@arteinbarriera.com. Sul sito è possibile inoltre scaricare la mappa con l’indicazione delle opere.

2. FONDAZIONE 107

La traversata sarà lunga, ma non disperare: giungere alla Fondazione 107 è una degna ricompensa. La fondazione, in via Sansovino 234, è ai margini di Torino, questa volta lungo i confini Nord Ovest.  Qui, a Borgo Vittoria, si è acceso un faro di cultura, nato dall’opera di riqualificazione di un ex capannone industriale risalente agli anni Cinquanta del Novecento. L’intento della fondazione è quello di “portare alla periferia un po’ di quella vitalità culturale che sembra oggi caratteristica esclusiva del centro cittadino”.

Al momento non vi sono esposizioni, visita la pagina facebook per ricevere aggiornamenti sulle nuove mostre in programma.

3. FRANCO NOERO

Al confine tra Barriera e Aurora c’è Franco Noero, una grande galleria-officina dalle ampie sale bianche. La troverai all’incrocio tra corso Novara e corso Bologna, in una piccola via, Mottalciata, al numero 10/B.  Nata nel 1999, la galleria si è affermata rapidamente come una delle realtà più interessanti e innovative della scena artistica torinese. Ti sorprenderà scoprire un luogo del genere  in mezzo ad alti palazzoni e tozzi magazzini. Eppure proprio in questo luogo pulsa un piccolo cuore d’arte,  ricco di nuove proposte ed esposizioni, volto alla sperimentazione e all’internazionalità.

Sono attualmente esposte le mostre “When Time Lost Its Patience”, personale dell’artista messicano Mario García Torres, e “Shade” del canadese Andrew Dadson. L’entrata è gratuita.

4. MEF

MEF è l’acronimo di Museo Ettore Fico. Siamo in Aurora, precisamente in via Cigna 114, nella Spina 4, una zona cittadina al centro di numerose opere di riqualificazione. Lo stesso immobile che ospita il Museo Ettore Fico è parte di un ex complesso industriale che ha subìto negli anni significative trasformazioni. Qui si sta facendo strada una nuova Torino, in un panorama suburbano e quasi metafisico. Molte sono le realtà culturali che hanno sede in questa zona:  la galleria Gagliardi e Domke a due passi dal MEF; The Others, fiera d’arte contemporanea che ha i suoi uffici nei Docks Dora; l’associazione culturale  Superbudda e ancora i festival di musica TOdays e Varvara che hanno animato il Parco Aurelio Peccei e i locali dell’Ex Incet.

Il museo ospita attualmente la mostra Tarocchi, dal Rinascimento a oggi, visitabile fino al 14 gennaio 2018. Il biglietto è ridotto a 5 €  per i giovani fino ai 26 anni, entrata gratuita con la Tessera Musei che è acquistabile presso il museo stesso.

5. MAU

Il Museo di Arte Urbana è un museo diffuso negli spazi urbani del quartiere Campidoglio di Torino, precisamente nel Borgo Vecchio, un piccolo paese nella metropoli, con le sue case basse, i verdi cortili interni, le vie strette, le attività artigianali e sociali.  Qui nasce un’idea semplice che conquista tutti: riqualificare il quartiere attraverso l’arte. Arrivano così le prime opere, prima sulle pareti di case private,  poi su quelle dei negozi, infine sulle panchine e su grandi facciate murali.

Sul sito è possibile scaricare la mappa con l’ubicazione delle opere. Basta un passeggiata nelle vie del borgo per scoprire tutta l’arte urbana che decora questo Campidoglio torinese.

6. PAV

Alla fine di San Salvario e all’inizio del Lingotto, in via Giordano Bruno 31, c’è il Parco d’Arte Vivente. Si tratta di uno spazio sperimentale dedicato all’arte contemporanea, immerso in un’area verde in continua evoluzione, con installazioni ambientali e altri interventi  paesaggistici. Anche qui, l’arte nasce dalla riqualificazione: il Pav  occupa un’area ex-industriale di circa 23.000 mq, in un quartiere, quello del Lingotto, che a partire dai primi del Novecento, ha ospitato gli stabilimenti produttivi della FIAT, diventando luogo simbolo dell’industria torinese. Lingotto Fiere è oggi la sede di numerosi festival e fiere di fama internazionale, da Artissima a Operae, da ClubtoClub al Salone del Libro.

È attualmente in mostra “Prima che le piante avessero un nome”, personale di Uriel Orlow.  L’esposizione è visitabile fino a marzo 2018. Il biglietto presenta riduzione a 3 €  per i giovani fino ai 25 anni.

7. FONDAZIONE MERZ

Questo percorso dedicato all’arte periferica ha unito tra loro luoghi diversi e al contempo simili. Una caratteristica rimane sottesa a tutti: la riqualificazione di spazi provenienti da storie ed epoche diverse, spesso legate alla vocazione industriale di Torino. Anche la Fondazione Merz, nata nel 2005 come centro d’arte contemporanea, nasce da un cuore industriale della città: il Rione Lancia, in Borgo San Paolo. L’edificio che ospita la Fondazione è un’ ex centrale termica Officine Lancia. Mario e Marisa Merz sono naturalmente gli artisti di riferimento, ma non solo: negli spazi della Fondazione si alternano artisti internazionali affermati e artisti di nuova generazione.

Attualmente è esposta El Palacio de las Tres Historias, mostra personale dell’artista cubano Carlos Garaicoa. Visitabile fino al 4 febbraio 2018.  Il biglietto ridotto è di 3,50 € (fino ai 26 anni).

A cento anni dalla Rivoluzione d’Ottobre, il convegno intende ripercorrere e approfondire lo stretto rapporto intercorso negli anni della Rivoluzione e poi nei decenni successivi fra gli avvenimenti politici e le vicende delle arti dello spettacolo, con particolare riferimento a cinema, teatro e musica. Il convegno sarà suddiviso in due sessioni. Una prima dedicata ad alcuni momenti significativi o snodi specifici degli anni della Rivoluzione d’Ottobre, ripercorsi attraverso interventi di studiosi di cinema, teatro e musica. Una seconda più concentrata sulle eredità e gli influssi determinati dagli avvenimenti artistici degli anni della Rivoluzione sulle arti del Novecento. Concluderà le giornate di studi una tavola rotonda in cui verranno discussi e approfonditi gli spunti emersi nel corso delle relazioni.

Il programma é consultabile a questo link

https://cineconsulta.files.wordpress.com/2011/07/ottobre-delle-arti-locandina-convegno.pdf

L’idea  l’aveva lanciata tre giorni fa sulle pagine di Repubblica Torino, il gallerista Franco Noero. Oggi sempre su Repubblica il presidente dell’Accademia Albertina Fiorenzo Alfieri ha rilanciato offrendo la disponibilità di allievi e docenti a trasformare le barriere antiterrorismo  con un progetto artistico che abbia un senso con il motivo per cui le protezioni sono state sistemate nel cuore della città. E adesso arriva il via libera del Comune: “I jersey e le fioriere che sono stati collocati in alcuni spazi cittadini hanno come scopo principale la sicurezza ma diventeranno anche veicolo di messaggi artistici- spiegano da Palazzo di città -.  L’assessorato alla Cultura, infatti, sarà promotore di un progetto realizzato in collaborazione con l’Accademia Albertina di Belle Arti  e il progetto Murarte. L’obiettivo è coinvolgere writers e allievi dell’accademia per trasformare le barriere di cemento in spazi d’arte. L’Assessora Francesca Leon incontrerà a settembre il presidente  dell’Accademia Albertina,  Fiorenzo Alfieri e il direttore Salvo Bitonti, con le associazioni che seguono il progetto Murarte per sviluppare insieme a loro le modalità di intervento”.

Sono aperte le iscrizioni al Master in Design for Arts and Cultural Innovation proposto per la prima volta in Italia dal Politecnico di Torino.

L’approccio politecnico al design incontra l’arte in un master che intende offrire un percorso formativo completo e articolato, capace di affrontare in modo interdisciplinare gli aspetti strategici e progettuali della creatività: la figura professionale che viene a delinearsi è quella di un “mediatore” culturale tra il mondo dell’architettura, il sistema arte (artisti, installatori, curatori di musei, mercanti d’arte, giornalisti…) e il grande pubblico.

Il corso, nato in collaborazione con Fondazione Torino Musei e in partenariato con Fondazione Spinola Banna per l’Arte, Compagnia di San Paolo e Fondazione per l’Arte CRT, avrà la durata di un anno e sarà diretto da Pier Paolo Peruccio, professore associato presso il Politecnico, con Gail Cochrane, Visual Art Supervisor. La collaborazione con importanti istituzioni del mondo dell’arte e il favore con cui questo nuovo percorso formativo è stato accolto dal mondo del design e della cultura piemontese permetteranno a 12 studenti di beneficiare di borse di studio a copertura totale dei costi di iscrizione; in particolare, una borsa di studio è stata dedicata alla memoria di Sergio Pininfarina.

Lo sviluppo di nuove professionalità legate alla capacità di progettare cultura mediante l’uso etico e consapevole dell’Information Technology e dei New Media, oltre alla conoscenza dei meccanismi e dei dispositivi che regolano il mercato del lavoro più avanzato, risponde a una richiesta specifica del mercato del lavoro in campo artistico.
Non a caso un master di questo tipo nasce a Torino. La vocazione della città quale laboratorio di sperimentazione e innovazione a livello europeo rende possibile la messa a sistema di Istituzioni che hanno competenze specifiche e diversificate quali il DAD – Dipartimento Architettura e Design del Politecnico di Torino e la Fondazione Torino Musei, ottimizzando così anche il patrimonio culturale materiale e immateriale (architettura, design, arte visiva…) di grande interesse per il territorio cittadino e piemontese, che diventerà occasione di studio, approfondimento e formazione.

Il Master in Design for Arts and Cultural Innovation nasce quindi dall’analisi delle caratteristiche culturali e imprenditoriali del territorio e dall’esigenza di formare figure professionali multidisciplinari che, accanto a una solida preparazione umanistica, abbiano anche la capacità, mediante l’uso delle nuove tecnologie, di sviluppare progettualità per nuovi modelli di imprenditoria e produzione culturale, nei campi del design per l’arte e della cultural innovation.

Laboratori progettuali, workshop e seminari tenuti da visiting professors (artisti, designers e architetti) di fama internazionale completano il percorso formativo di questo corso rivolto ad artisti e laureati in architettura e design (possessori di Laurea Magistrale del Nuovo Ordinamento, quinquennale e quadriennale del Vecchio Ordinamento, o titolo estero equipollente, che abbiano conseguito il titolo prima dell’inizio dell’attività didattica).

I principali musei torinesi – tra i quali Castello di Rivoli, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Gam, Museo Egizio e Museo dell’Automobile – come aziende internazionalmente riconosciute quali Pininfarina e Juventus, hanno manifestato la loro disponibilità a ospitare gli studenti del master per lo svolgimento dei tirocini previsti.

Per maggiori informazioni visita il sito web del Master.

In partenza oggi la due giorni di convegnoIntorno al ritratto. Origini, sviluppi e trasformazioniorganizzato dall’Università di Torino.

Si parlerà del significato del ritratto pittorico nella società a fronte di numerosi studi e ricerche che spaziano temporalmente dall’antichità al giorno d’oggi.

L’iniziativa – organizzata dalla Scuola di Dottorato in Scienze Archeologiche, Storiche e Storico-Artistiche dell’Università di Torino – nasce da un ciclo di incontri seminariali in cui si è riflettuto sul saggio che al tema ha dedicato Enrico Castelnuovo, “Il significato del ritratto pittorico nella società”, 1973, recentemente riedito.
L’approccio metodologico di questo testo costituisce la trama sulla quale si intendono aggiungere nuovi contributi.

Il duplice appuntamento è fissato per giovedì 1 dicembre 2016, presso la Sala Conferenze della Biblioteca Arturo Graf del Rettorato (Via Po, 17 – Torino) e venerdì 2 dicembre 2016, presso Palazzo d’Azeglio, Fondazione Luigi Einaudi (Via Principe Amedeo, 34 – Torino).

Per informazioni scrivere a: ritratti@unito.it

Il Politecnico di Torino offre agli studenti dei Corsi di studio di Ingegneria (Cinema e Informatica) e Design una serie di incontri e workshop tenuti da Steve Della Casa, con l’obbiettivo di selezionare le idee migliori per quello che diventerà il FORMAT Festival di Maggio 2017.

FORMAT è un festival dedicato alla promozione di progetti Cross/Transmediali (animazioni, gaming, cortometraggi e documentari, installazioni audio-visive), realizzate nell’ambito del percorso di studio degli allievi del Politecnico.

Il primo appuntamento è Mercoledì 16 Novembre 2016, dalle ore 11,30 alle 14,30 nell’ aula 2T in Corso Castelfidardo 30, A.

Gli incontri successivi in programma sono fissati il 21 – 23 – 28 – 30 Novembre e in data 5 – 7 Dicembre 2016. Lunedì 21, 28 e 5 gli incontri saranno in aula 5T dalle ore 8.30 alle 11,30.

Per maggiori informazioni visita il sito.

Copri il lutto con il colore, per non dimenticare, questa l’iniziativa promossa dalla Città di Torino in collaborazione con l’artista Street Art Fabio79 per ricordare le 13 studentesse Erasmus che hanno perso la vita nell’incidente di Tarragona del 20 marzo scorso.

Una tela lunga 14 metri esposta in piazza Castello sabato dalle ore 10, come sinonimo della monocromaticità che pervade l’animo di fronte ad un lutto. Una tela sui cui però chiunque può lasciare l’impronta del pollice scegliendo tra sette colori – che saranno disponibili – per manifestare la vicinanza ai genitori delle studentesse e colorare le trame dell’esistenza.

Nella stessa giornata, alle ore 9.30, il Presidente del Consiglio Comunale della Città di Torino Fabio Versaci incontra nella Sala dell’Orologio di Palazzo Civico alcuni dei genitori delle sette ragazze italiane vittime, tra cui i genitori di Serena Saracino, studentessa torinese del Dipartimento di Scienza e Tecnologia del Farmaco.

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