Posts by Michele Covolan

| Graduatoria provvisoria del 30 ottobre.
📍 Consulta la graduatoria sul tuo sportello online.
⚠️ Gli studenti e le studentesse dell’Accademia Albertina di Belle Arti non ne faranno momentaneamente parte perché l’Accademia non ha potuto comunicare ad Edisu l’immatricolazione. Edisu ti chiede di non presentare reclamo; nelle prossime settimane l’Accademia comunicherà i dati richiesti. ⚠️
👩‍🏫 Reclami: dal 30 ottobre al 20 novembre 2020 ore 12.
• Graduatoria definitiva: 15 dicembre 2020 ore 12.
ℹ️ Qualche reminder importante:
Per ottenere la seconda rata di borsa, lo studente devi conseguire i crediti indicati sul Bando entro il 10 agosto 2021. È imporrante che questi crediti siano regolarmente registrati dal proprio Ateneo con data uguale o anteriore al 10 agosto 2021.
• 20 crediti per le iscritte e gli iscritti a tempo pieno a corso di laurea, laurea magistrale, laurea magistrale a ciclo unico;
• 11 crediti per le iscrizioni a tempo parziale.
Qui per tutte le info

Contest fotografico: vuoi vincere un buono da 150 euro?

In occasione di #SharperTorino, l’Università degli Studi di Torino e il Centro Interdipartimentale per lo Studio delle Biotecnologie Molecolari, lanciano il concorso fotografico “La scienza attraverso il mio obiettivo”.
Ti basta scattare una foto e inviarla al link che trovi qui.
La partecipazione al concorso è aperta a tutti i fotografi non professionisti che abbiano compiuto almeno 18 anni di età.

Divario di genere in matematica in Piemonte
In Piemonte, come in tutta Italia, pare che esita un forte gap di genere nelle materie matematiche, come mai questo accade? Come si può intervenire nella didattica per ridurre questa differenza?
📌 Vi diamo l’appuntamento il 29 ottobre, ore 17:30, per la presentazione online dei risultati finali del progetto “Affrontare il divario di genere in matematica in Piemonte” finanziato da Fondazione Compagnia di San Paolo, Università di Torino e Fondazione Collegio Carlo Alberto e diretto da Maria Laura Di Tommaso, professoressa ordinaria del Dipartimento di Economia e Statistica Cognetti de Martiis dell’Università di Torino.
Registrati qui
Per ulteriori informazioni clicca qui
Dal 26 ottobre, parte la linea 76N per studentesse e studenti: collegherà la fermata della metro Paradiso all’ingresso dei dipartimenti di Agraria e Veterinaria.Il bus sarà attivo solo nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì, dalle 7,30 alle 10,30 e dalle 17 alle 19,30 con intervalli di transito di 15 minuti e sarà dedicato in particolare agli studenti e alle studentesse che devono raggiungere l’Università della metropolitana ma sarà utilizzabile da tutti i cittadini e le cittadine.
Questo è il mese del pinktober per la prevenzione e la ricerca del cancro al seno, indetto come ogni anno da Hard Rock Cafe. È importante, in questo periodo dominato dal Covid 19, portare l’attenzione su quelle malattie che ogni anno affliggono migliaia di donne in tutta Italia, stiamo parlando di 53.500 casi solo nel 2019.
La prevenzione è fondamentale, perché ad oggi è il modo migliore per scovare il cancro al seno e quindi prevenirlo prima che sia troppo tardi: dieta sana, screening e autopalpazione per evidenziare eventuali zone di gonfiore. Questo cancro è il più frequente nella popolazione femminile, l’incidenza è alta: prenditi cura del tuo seno, è importante.
Le cause del cancro al seno non sono ancora ben conosciute, ma alcuni fattori di rischio che conosciamo sono:
• l’età;
• la prima gravidanza dopo i 30 anni;
• menarca prima dei 12 anni;
• menopausa dopo i 50 anni;
• non aver avuto figli;
• familiarità con la malattia.
I sintomi:
• l’aumento di consistenza alla palpazione;
• piccole rientranze della cute.
Cosa fare:
• effettua uno screening anche prima dei 50 anni;
• pianifica insieme al tuo medico di fiducia un programma di controlli che dai 30 anni in sù dovrebbero diventare annuali.
Per ulteriori info www.fondazioneveronesi.it
 

 

Connessi e soli, come nella New York di Olivia Laing

 

Viviamo in un’era dedita alla digitalizzazione del tutto; dal sapere alle relazioni, ora anche gli incontri sono online. Infinite e noiosissime riunioni su zoom, video-lezioni dall’audio intermittente, feste di compleanno senza tramezzini in videochiamata; la cosiddetta generazione z è cresciuta bombardata da informazioni e immagini che l’hanno resa sempre più ansiosa e dipendente dallo schermo illuminato del computer o dello smartphone.

Siamo ormai abituati a convivere con la costante idea di “esserci persi qualcosa” in quei pochi istanti di cessata connessione, quando abbiamo deciso per necessità di “abbassare la guardia”. Qual è la prima cosa che fai appena ti svegli la mattina? Molto probabilmente, ancora assonnato, afferri il cellulare per controllare le notifiche, i like sui social, i messaggi degli amici e le mail dei colleghi, una volta svolto questo rituale mattutino inizia davvero la tua giornata. Ci confrontiamo giornalmente con il timore di rimanere indietro perché ci viene richiesta un’attenzione costante, il tanto decantato multitasking è stressante e non sempre riesce ad appagarci. Ma la continua connessione digitale ci aiuta a sentirci meno soli? No, spesso è il contrario. Ci capita di passare intere giornate al pc svolgendo smartworking e chattando con gli amici, ma arriviamo a fine giornata con una specie di mancanza, un vuoto, una sensazione di frustrazione e affanno, come se avessimo corso per intero la maratona di New York senza esserci allenati. Sono un po’ le emozioni che Olivia Laing descrive nel suo Città sola (Il Saggiatore); la grande New York è “fatta di buio e silenzio: un’onirica capitale della solitudine” che vede transitare ogni giorno milioni di passeggeri soli, tristi e deprivati. Perché si, a New York, una delle metropoli più grandi e vive del mondo, ci si sente alienati, si è invisibili.

 

 

La connessione digitale non sempre riesce ad avvicinarci, non basta a placare la mancanza del contatto, del dialogo faccia a faccia e dello scambio di opinioni ed esperienze. Capiamoci, sono tempi difficili per tutti, è meglio mantenere le distanze e parlare da casa perché non è più sicuro conoscere qualcuno al di fuori dello spazio protetto della nostra dimora, la piccola safe-zone che in questi mesi di reclusione ci siamo creati, l’unica che può preservarci in questi tempi di pandemia globale.

Mettiamo la modalità aereo telefono, spegniamo il pc e respiriamo. Torniamo a connetterci con noi stessi, con le nostre passioni e con cosa riteniamo davvero più importante, che sia un gesto semplice come prepararci una tazza di tè e berla alla finestra, oppure leggere finalmente libro che abbiamo sul comodino da settimane. Dedichiamo del tempo alla self care e disconnettiamoci.

Passiamo ad analizzare qualche dato significativo: negli ultimi 25 anni, il numero degli adolescenti affetti da depressione è salito del 70%, sintomo di una correzione evidente tra sviluppo tecnologico ed incidenza di disturbi d’ansia e depressione tra i più giovani. Prendi un gruppo di ragazzi e ragazze di 24 anni e osservali per per 15 minuti: “sessanta ragazzi – Roberto Truzoli del Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche Luigi Sacco e Michela Romano, psicologa e psicoterapeuta che in Galles ha portato avanti svariati progetti sulla dipendenza da internet – sono stati inizialmente sottoposti a una batteria di test per misurare i livelli di dipendenza dal web, l’umore, l’ansia, la depressione, la schizotipia e i tratti di autismo”. Al gruppo è stato poi chiesto di navigare su internet, al termine è stato testato il loro umore; il l risultato è stato duplice, vediamo perché: “nei ragazzi dipendenti da Internet si è vista una marcata riduzione del tono dell’umore subito dopo la navigazione rispetto al gruppo di giovani non dipendenti, che si è tradotta nel desiderio di recuperare un umore accettabile utilizzando nuovamente il mezzo che è stato causa del loro malessere”.

 

 

Se vi sentiti spesso sopraffatti dopo aver trascorso in internet troppe ore, non è semplicemente un caso, infatti la scienza ha fatto emergere che “la dipendenza da internet può rivelare un disagio psicologico di fondo, anche pregresso”. Quante volti accedi ad Instagram, Facebook e TikTok per pura noia, e ti ritrovi due ore dopo a guardare l’ennesimo video di un simpatico gattino che usa le zampatte per aprire una scatola di pelati? Troppe, se ti senti ansioso o nervoso, impiega quel tempo per altro, non deve necessariamente essere un’attività produttiva, ma datti anche la possibilità di annoiarti senza sentirti in colpa. Prova, ti sentirai meglio. Oggi, più che mai, stiamo capendo quanto sia importante prendersi cura della propria salute mentale; la dipendenza da internet è reale, infatti nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM 5) viene inserita nelle patologie di dipendenza da “non sostanze“. Se ti servisse aiuto non esitare a chiederlo, consulta un esperto oppure contatta uno dei tanti numeri verdi: 

800 274 274Progetto Itaca

800 833 833 — Sportello d’ascolto per il Covid 19

800 91 3880Sportello ISIDAP — Istituto Specialistico Italiano Disturbi da Attacchi di Panico

366.9358518 — Servizio dell’ASL TO4 per l’ascolto psicologico telefonico rivolto ai cittadini adulti

 

Ylenia Covalea

Cultura e turismo nell’era digitale: parte la sfida delle studentesse e degli studenti di UniTo e Polito
Per “Cultura e Turismo nell’era digitale” lanciata dal Contamination Lab di Torino, in collaborazione con il Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”, i 30 studenti e studentesse partecipanti, cercheranno di riflettere rispetto a domande molto attuali. “Come il digitale cambierà i meccanismi di valorizzazione delle identità e dei patrimoni artistici? Come cambierà il modo di fruire delle opere d’arte e della loro storia? Quali sono i cambiamenti degli attori del settore?”.
Lo scopo è di arrivare a conclusioni interessanti che coniughino la cultura con la tecnologia, ormai due cambi interconnessi che sanno dialogare e carpire l’uno i punti forti dell’altro. Studenti e studentesse progetteranno soluzioni per innovare la fruizione dell’arte e del restauro per valorizzare i beni culturali della nostra città. Partiranno dalla comprensione dei fattori relativi ad uno specifico ecosistema, avendo sempre a mente questa “nuova normalità” che stiamo vivendo e che si riflette anche nella fruizione dei beni culturali.
L’obiettivo è dunque quello sviluppare idee per rispondere alla digitalizzazione della cultura e i suoi effetti.

Venerdì 23 ottobre2020, dalle 9 alle 18.30, presso Palazzo Badini (via Verdi, 10) e in diretta streaming su Unito media (www.unito.it/media), si svolge il workshop “Promuovere felicità e benessere: contesti e strumenti”, organizzato dal Dipartimento di Psicologia e dal Movimento Mezzopieno, rivolto a studenti e studentesse di Unito e alla cittadinanza.

 

Il workshop intende affrontare il tema del benessere e della felicità partendo da una concezione scientifica dei costrutti e presentando i risultati che le scienze, in particolare psicologichehanno prodotto su questo tema.

Il workshop è rivolto a 60 studenti/studentesse afferenti ai corsi di laurea triennali e magistrali di Unito (Dipartimenti di Psicologia e di CPS, Economia e Statistica, Neuroscienze, Studi Umanistici, Scienze Mediche, Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche).
I partecipanti devono registrarsi online (iscrizione obbligatoria) scegliendo se seguire in modalità “in presenza”, oppure “da remoto“, gli interventi in plenaria della mattinata vengono trasmessi in diretta streaming su Unito media (www.unito.it/media) e sono dunque aperti anche alla cittadinanza.

 

Dpcm e università: la difficile situazione delle università italiane

 

Abbiamo già visto come la pandemia non sia riuscita a frenare l’alto numero di immatricolazioni all’università, gli atenei si sono quindi adoperati ad accogliere studenti e studentesse in sicurezza: lezioni in presenza, didattica a distanza e ingressi contingentati. Per contrastare la diffusione del contagio, le autorità regionali, locali o sanitarie, potranno valutare le situazioni particolarmente rischiose e per questo adottare forme differenti per continuare a garantire la sicurezza nello svolgimento dell’attività didattica per corpo docente, personale A.T.A. e studenti.

 

 

Ci dobbiamo quindi aspettare forme differenti di didattica in base all’andamento del quadro epidemiologico e alle esigenze formative. L’Accademia Albertina di Torino, per esempio, ha predisposto alcune lezioni in presenza che necessitano di uno scambio tra docenti e studenti. Proprio per le AFAM e le università si è fatta particolare attenzione riguardo ad allievi e allieve con disabilità, che potranno svolgere, se la situazione lo dovesse richiedere, le attività formative anche da casa. Il Nuovo Dpcm chiarisce anche lo svolgimento di tirocini delle professioni sanitarie e dei corsi di formazione specialistica, essi potranno proseguire, dove necessario, in modalità non in presenza.

C’è anche da contare la difficile organizzazione del trasporto pubblico verso scuole e università, come già evidenziato dall’Indagine nazionale sulla mobilità casa-università al tempo del Covid-19 realizzata dalla Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile, il trasporto sarà il settore che più pagherà le conseguenze di questa pandemia, gli studenti e le studentesse che si recheranno a lezione preferiranno forme alternative di spostamento: l’automobile, il monopattino o la bici.

 

 

La situazione è in continuo capovolgimento, non ci resta che attendere le risposte delle università, specie in materia di tirocini e laboratori che necessitano di essere svolti in presenza, dove spesso nelle aule non è possibile mantenere una stanza adeguata per evitare il contagio. Ancora una volte le università devono far fronte ad una situazione difficile e precaria, generata da anni di continui tagli ad infrastrutture e fondi dedicati alla formazione. 

Ylenia Covalea

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✨ È uscita la nuova guida del CIRSDe alla prospettiva di genere nei programmi dell’Università degli Studi di Torino. È uno strumento interessante e necessario che ogni studente e studentessa dell’ Università degli Studi di Torino può consultare per avvicinarsi e approfondire lo studio delle tematiche di genere. Offre indicazioni rispetto ai corsi attivi all’interno dei Dipartimenti di Torino che hanno adottato una prospettiva di genere.
🏳️‍🌈 Le cattedre di Gender Studies nelle università italiane sono pochissime, vi rimandiamo quindi al sito del CIRSDe per saperne di più rispetto a dottorati, master o corsi di perfezionamento in quest’ambito. Negli ultimi anni in Italia è nata l’esigenza di affrontare anche le questioni legate alla comunità LGBTQ+, oltre che a quelle che riguardato le differenze tra uomo e donna. Noi ci auguriamo che la guida del prossimo anno possa essere ancora più nutrita e piena di corsi che facciano riferimento ai Gender Studies, rendendo così il mondo accademico torinese più inclusivo.
Qui trovate l’elenco dei dei corsi che hanno adottato una prospettiva di genere.
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