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Pubblicata in queste ore la classifica delle università statali italiane redatta come ogni anno dal Sole 24 Ore.
Ad uscirne vittorioso il Politecnico di Torino, che balza in avanti di cinque posizioni rispetto all’anno passato e, così facendo, guadagna di diritto il 7° posto nel ranking generale, preceduto unicamente dalla sede milanese se si fa riferimento alle sole scuole politecniche.

La nuova edizione del ranking universitario a cura del quotidiano si avvale di 12 indicatori per valutare la qualità di didattica e ricerca delle Università italiane. Nel caso della didattica sono stati valutati indici come la qualità dei docenti, le condizioni che consentono agli studenti di laurearsi in corso, la possibilità offerta di esperienze lavorative e stage all’estero, oltre che i collegamenti con altri atenei, italiani e stranieri. Mentre per la ricerca sono state oggetto di valutazione la qualità della ricerca scientifica, la qualità dei dottorati, infine la capacità di ottenere finanziamenti dall’esterno.

In base a questi dodici indicatori spicca la notevole crescita del Politecnico (+ 5 posizioni in un anno) che si rivela inferiore soltanto all’aumento di 6 posizioni di cui protagonista è l’Università di Modena e Reggio Emilia.

All’interno dell’intera classifica sale anche l’Università di Torino seppur di un’unica posizione; un risultato comunque da non disdegnare poiché, specifica il Sole 24 Ore stesso, i Politecnici hanno caratteristiche proprie, e fanno una gara a sé sulla base delle caratteristiche proprie degli studenti di ingegneria e architettura, mediamente più puntuali e mobili dei loro colleghi delle facoltà umanistiche.

Per leggere l’analisi completa della classifica delle Università italiane clicca qui.

Sono uscite le pagelle compilate dall’Anvur, l’Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca che il ministero ha incaricato di giudicare la qualità dell’Università e della ricerca italiane.

L’Università di Torino si classifica al dodicesimo posto nelle valutazioni che si sono svolte su un arco di tempo di otto mesi e hanno coinvolto 118mila lavori realizzati tra 2011 e 2014 da 60mila tra docenti e ricercatori.

Il rettore Gianmaria Ajani si dice soddisfatto del risultato, dal momento che l’Università di Torino risulta “tra i pochissimi atenei del Nord che confermano le precedenti valutazioni”. Infatti – aggiunge – “ci confermiamo solo noi e Trieste, mentre c’è una grossa ripresa degli atenei del Centro e del Sud che nella vecchia valutazione erano stati penalizzati“. A chi chieda il segreto della tenuta di posizione da parte dell’Università, il Magnifico sa indicare con precisione che il merito va attribuito alle scelte fatte negli ultimi anni, dove si è lavorato sulla selezione dei prodotti della ricerca, chiedendo ai dipartimenti di concentrare le forze nelle proprie aree migliori.

Il Politecnico risulta invece in ventiduesima posizione, penalizzato poiché – tiene a precisare il rettore Gilli – “questo tipo di ranking premia soprattutto le università generaliste, attive su più ambiti di ricerca“. Non manca comunque una punta di orgoglio nell’affermare che, comunque “nella scorsa rilevazione eravamo al venticinquesimo posto, dunque abbiamo recuperato tre posizioni e se guardiamo ai soli Politecnici siamo passati davanti a quello di Milano, che ci era davanti e che ora invece è venticinquesimo“. Per questo sarà importante leggere le graduatorie stilate sulla base dei singoli dipartimenti, che verranno pubblicate dall’Anvur nei prossimi giorni.

Giovedì 15 dicembre 2016, dalle 15.00 alle 19.00, presso l’aula B3 del Campus Luigi Einaudi è in programma un Seminario per riflettere e sensibilizzare sul tema “Urban Food Policies: research and cooper-action between North and South“. L’evento è organizzato da Direzione Generale Cooperazione allo Sviluppo (MAECI) e Università degli Studi di Torino nell’ambito delle iniziative per la Giornata Mondiale dell’Alimentazione.

Le politiche urbane del cibo rappresentano un nuovo spazio di cooperazione allo sviluppo, di riflessione e azione politica anche nel contesto italiano, grazie alla spinta di esperienze e iniziative internazionali, nonché del lancio e diffusione del Milan Urban Food Policy Pact. Parlare di politiche urbane del cibo significa collegare e stimolare in una visione sistemica una pluralità di azioni e progettualità verso un orizzonte di maggiore sostenibilità. Il seminario è un’occasione per conoscere le iniziative sul tema da parte della cooperazione italiana e delle principali organizzazioni internazionali che si occupano dell’alimentazione, in un confronto con esperienze e iniziative a Torino e Milano, nella prospettiva di partenariati territoriali tra Nord e Sud del mondo.

Interverranno rappresentanti della DGCS, della FAO, del World Food Program, del CIHEAM di Bari, del Milan Urban Food Policy Pact oltre che dell’Università di Torino e di attori istituzionali e sociali del sistema del cibo torinese e della cooperazione decentrata allo sviluppo.

La comunità dell’Ateneo di Torino, sia studenti che personale, è invitata a partecipare a MobilitaUniTO, la prima ​indagine sugli spostamenti casa-università. L’indagine, che coinvolge gran parte delle realtà universitarie italiane, ha l’obiettivo di fornire un quadro delle modalità con cui i fruitori dell’Ateneo si spostano da casa al luogo di studio o lavoro.

La finalità dell’indagine sarà poi quella di incentivare e facilitare le scelte future in fatto di mobilità, con l’obiettivo di rendere l’università un luogo realmente sostenibile ma anche comodo e semplice da raggiungere con trasporto pubblico, bike sharing, car pooling, etc.

Il questionario è organizzato da UniToGO, il Green Office dell’Università di Torino, nuova struttura di coordinamento e di progetto sulle politiche di responsabilità ambientale in collaborazione con il Coordinamento Nazionale dei Mobility Manager delle Università Italiane.

È possibile partecipare alla compilazione del questionario fino al 27 gennaio 2017.

 

Ultimi giorni disponibili per partecipare al Bando per il Premio di Laurea per tesi magistrali aventi ad oggetto la città di Torino. In palio un totale di 3.000 euro: 1.500 per il primo classificato, 1.000 e 500 rispettivamente per il secondo ed il terzo.

La partecipazione al bando – indetto dall’Associazione Consiglieri Emeriti del Comune di Torino – è aperta a tutti coloro nati dopo il 1° gennaio 1986 che non abbiano mai partecipato ad edizioni precedenti del Premio.

La scadenza per la partecipazione è fissata per le ore 15:00 del 19 dicembre 2016.

Per conoscere meglio le modalità e i requisiti per partecipare e per maggiori informazioni consulta il BANDO.

L’Università di Torino intensifica gli sforzi per rivoluzionare il settore alimentare: lo fa in qualità di unico ente italiano tra i fondatori del consorzio europeo EIT Food, risultato vincitore del bando Food4Future.

L’ente promotore del bando, l’Istituto Europeo per l’Innovazione Tecnologica (EIT), ha infatti selezionato la migliore proposta per la creazione di una comunità scientifica e tecnologica di riferimento sull’alimentazione, che realizzerà catene sostenibili di approvvigionamento alimentare attraverso rivoluzionarie iniziative di innovazione imprenditoriale e di formazione universitaria e professionalizzante.

Ne è nato il consorzio EIT Food che consta di 50 membri dell’Unione Europea e di paesi associati, in un partenariato composito di aziende leader del settore, università ed istituzioni di ricerca che lavoreranno assieme per 7 anni con un investimento di 1.200 milioni di euro più 400 milioni di finanziamento provenienti da fondi messi a disposizione dalla Commissione Europea per l’iniziativa.

L’obiettivo del consorzio è quello di trasformare il modo in cui produciamo, distribuiamo e consumiamo, creando così un ecosistema sostenibile che tuteli il diritto dei consumatori ad un’alimentazione salutare e, al contempo, si preoccupi della sostenibilità ambientale; il tutto non senza ricadute positive sulla competitività dell’economia europea su scala globale.

Il progetto intercetta il mondo universitario e non solo nell’ambito della ricerca.
Tra gli obiettivi di EIT FOOD troviamo infatti:

  • la creazione di curricula per studenti e professionisti del settore manifatturiero alimentare
  • la realizzazione di programmi di scambio internazionale per gli studenti del settore
  • l’avvio di un Master of Science in Sistemi Alimentari (Food System)
  • l’attivazione di corsi interattivi, laboratori, oltre che online MOOCS e SPOCS
  • incentivi a nuove imprese (startup)

L’Università di Torino in quanto membro di EIT FOOD avrà un ruolo attivo nel disegnare il futuro dell’alimentazione, priorità nell’agenda della Commissione Europea. Genererà competenze di avanguardia a livello europeo per rimodellare in termini di benefici per la salute e di sostenibilità il settore alimentare in Europa, al fine di trasformare il sistema del “produci-usa-butta” in un nuovo modello di bio-economia circolare.

Secondo Peter van Bladeren, vicepresidente di Nestec, responsabile globale della sezione Affari Scientifici e Regolatori della Nestlè e presidente dell’Interim Supervisory Board di EIT Food: “L’impegno di EIT Food nel creare i futuri curricula per studenti e professionisti del settore alimentare genererà una forza trainante per la produzione di innovazione e imprenditorialità; questo  darà al settore manifatturiero alimentare, che conta 44 milioni di posti di lavoro in Europa, un vantaggio competitivo unico.”

 

 

Le startup dell’Incubatore dell’Università di Torino 2i3T escono vincitrici dalla XIV edizione Premio Nazionale per l’Innovazione PNI, la più grande business plan competition italiana, ospitata quest’anno dall’Università di Modena e Reggio Emilia, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

Panoxyvir, la startup che sviluppa il primo spray nasale antivirale per la prevenzione e la cura del raffreddore comune, si è aggiudicata il premio di settore LIFE SCIENCES, dal valore di 25.000 euro, oltre che il titolo assoluto Premio Nazionale per l’Innovazione 2016, selezionato tra quattro premi settoriali: Life Sciences, Cleantech& Energy, ICT e Industriale.

Panoxyvir si è aggiudicata anche il Premio Speciale UniCredit Start Lab, ottenendo la partecipazione alla Startup Academy, e il Premio Speciale “SEUA2016 – Startup Europe Awards 2016 – Italy Edition” attribuito da Startup Europe Alliance, assicurandosi l’accesso diretto alla finale #SEUA di Bruxelles del 2017, durante la quale verranno elette le 8 migliori startup d’Europa.

In contemporanea, la startup R3Cube, costituita quest’anno presso l’Incubatore 2i3T per lo sviluppo di un dispositivo IoT innovativo ed ecologico per la gestione dei rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo prodotti dalle piccole strutture sanitarie, si aggiudica il Premio IREN CLEANTECH & ENERGY per il miglioramento della sostenibilità ambientale e i relativi 25.000 euro del premio settoriale.

Tra i primi 4 classificati del settore Life Science anche un altro progetto proveniente da 2i3T, NIB BIOTEC, per l’individuazione dei biomarcatori per la diagnosi del tumore alla prostata.

L’impegno del nostro Incubatore sulla creazione d’impresa si estende a tutti i Dipartimenti dell’Università a 360° secondo un modello di incubazione diffusa che crea relazioni e sinergie per la nostra Città e per la nostra Regione – ha commentato Silvio Aime, Presidente di 2i3T e Vicerettore alla Ricerca dell’Ateneo -. In questi ultimi due anni in particolare abbiamo ampliato la nostra mission istituzionale della creazione di cultura e sviluppo imprenditoriale attraverso progetti di alta formazione, di alternanza scuola-lavoro e attraverso lo sviluppo di partnership finanziate per attrarre investimenti e creare posti di lavoro altamente qualificati sul territorio.”

Ai primi accenni dello scoppio di una malattia epidemiologi, operatori sanitari, decisori politici e scienziati si rivolgono a sofisticati modelli di previsione per determinare in che modo la malattia si sta diffondendo e che cosa dovrebbe esser fatto per minimizzare il rischio di contagio. Una ricerca in collaborazione tra il Politecnico di Torino e la New York University Tandon School of Engineering sta rivoluzionando il processo di modellazione tradizionale, ottenendo previsioni più semplici da calcolare e più efficaci all’interno di un mondo iperconnesso.

Tutti i modelli predittivi correlano il movimento di una malattia alla popolazione nel corso del tempo, ma le simulazioni odierne non sempre tengono conto in maniera efficace di un aspetto ovvio: la mobilità e l’attività variano tra le persone e queste variazioni hanno un impatto sulla probabilità di contrarre o diffondere la malattia.

Un nuovo paradigma è stato esposto in un paper pubblicato sulla prestigiosa rivista Physical Review Letters da Alessandro Rizzo, professore associato del Dipartimento di Automatica e Informatica del Politecnico e visiting professor alla New York University Tandon School of Engineering, Lorenzo Zino, dottorando del Politecnico in matematica pura e applicata, e Maurizio Porfiri, professore di Ingegneria meccanica e aerospaziale alla New York University Tandon School of Engineering.

Nel futuro, i ricercatori si aspettano che questo modello possa aiutare gli operatori del settore ad affrontare un’epidemia, incluse l’attuazione di strategie di vaccinazione, la valutazione di rischi e benefici indotti dai divieti di viaggio e la misurazione dell’efficacia delle campagne di prevenzione delle malattie.

 

L’Università di Torino, in collaborazione con AXA Research Fund e Collegio Carlo Alberto, organizzano il 6 dicembre 2016 l’evento di lancio della cattedra AXA sui rischi socio-economici dei mercati finanziari. L’evento si tiene nella Sala Principi d’Acaja del Rettorato (Via Verdi, 8 / Via Po, 17 – Torino), dalle 9.30 alle 12.00.

Apre i lavori il prof. Bernard DumasChair holder della cattedra, con un intervento dal titolo:Is Investment Capital Fast or Slow-moving? Segue tavola rotonda, moderata da Luca Fornovo (La Stampa, Editor in chief Tuttosoldi), durante la quale il prof. Dumas discute del tema conChristian Thimann (Group Head of Regulation, Sustainability and Insurance Foresight, AXA), Elisa Luciano (docente di Finanza dell’Università di Torino e fellow del Collegio Carlo Alberto), Dario Focarelli (Direttore Generale di ANIA) e Carla Patrizia Ferrari (Chief Financial Officer di Compagnia di San Paolo).

La AXA Chair è un prestigioso finanziamento alla ricerca scientifica promosso dall’AXA Research Fund, iniziativa filantropica del leader assicurativo internazionale AXA che sostiene le eccellenze nella ricerca di base per capire e prepararsi meglio contro i rischi legati all’ambiente, allo stile di vita e alla situazione socio-economica.

In partenza oggi la due giorni di convegnoIntorno al ritratto. Origini, sviluppi e trasformazioniorganizzato dall’Università di Torino.

Si parlerà del significato del ritratto pittorico nella società a fronte di numerosi studi e ricerche che spaziano temporalmente dall’antichità al giorno d’oggi.

L’iniziativa – organizzata dalla Scuola di Dottorato in Scienze Archeologiche, Storiche e Storico-Artistiche dell’Università di Torino – nasce da un ciclo di incontri seminariali in cui si è riflettuto sul saggio che al tema ha dedicato Enrico Castelnuovo, “Il significato del ritratto pittorico nella società”, 1973, recentemente riedito.
L’approccio metodologico di questo testo costituisce la trama sulla quale si intendono aggiungere nuovi contributi.

Il duplice appuntamento è fissato per giovedì 1 dicembre 2016, presso la Sala Conferenze della Biblioteca Arturo Graf del Rettorato (Via Po, 17 – Torino) e venerdì 2 dicembre 2016, presso Palazzo d’Azeglio, Fondazione Luigi Einaudi (Via Principe Amedeo, 34 – Torino).

Per informazioni scrivere a: ritratti@unito.it

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