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E’ stato presentato venerdì 28 gennaio il Rapporto tematico AlmaLaurea “Laureate e laureati: scelte, esperienze e realizzazioni professionali”.

Il primo dato è che il Italia sono donne il 60% delle laureate. Le donne, ancora, prendono parte più degli uomini alle esperienze di tirocinio curriculare (61,4% rispetto al 52,1%), ma anche alle esperienze di lavoro durante gli studi (66,0% rispetto al 64,0%) e a quelle di studio all’estero (11,6%, rispetto al 10,9% degli uomini), anche se per queste ultime le differenze con gli uomini risultano molto contenute e poco rilevanti. Le performance universitarie, in termini sia di regolarità negli studi sia di voto di laurea, sono migliori per le donne (concludono gli studi in corso il 60,2% delle donne, rispetto al 55,7% degli uomini; il voto medio di laurea è, rispettivamente, pari a 103,9 e 102,1/110).

Quanto agli esiti occupazionali sono confermate le note differenze di genere, nel breve e nel medio periodo, per le diverse possibilità di inserimento nel mercato del lavoro e di valorizzazione professionale. Il tasso di occupazione registra percentuali a vantaggio degli uomini: tra i laureati di primo livello a cinque anni dal titolo pari all’86,0% per le donne e al 92,4% per gli uomini; tra quelli di secondo livello rispettivamente pari a 85,2% e 91,2%. La pandemia da Covid-19 ha poi tendenzialmente ampliato i differenziali di genere, soprattutto in termini di tasso di occupazione. Inoltre, a cinque anni dal titolo, in presenza di figli il divario di genere si amplifica ulteriormente.

Gli uomini risultano avvantaggiati anche rispetto ad alcune caratteristiche del lavoro svolto: per loro maggiore lavoro autonomo (a cinque anni dal titolo 7,5% per le donne e 11,6% per gli uomini tra i laureati di primo livello; 20,2% e 21,8%, rispettivamente, tra quelli di secondo livello) o alle dipendenze con un contratto a tempo indeterminato (64,5% per le donne e 67,4% per gli uomini tra i laureati di primo livello; 52,2% e 59,1% tra quelli di secondo livello); per le donne, invece, più contratti non standard, ossia principalmente alle dipendenze a tempo determinato.

In termini retributivi si conferma il vantaggio a favore degli uomini. In particolare, a cinque anni dalla laurea, gli uomini percepiscono, in media, circa il 20% in più:

Nel nostro Paese si laureano più le donne e raggiungono migliori risultati, eppure solo il 23% di donne arriva a ricoprire la carica di professoressa ordinaria, contro il 77% della quota maschile: oggi parliamo di gender gap.

In Italia le carriere femminili in ambito accademico sono estremamente penalizzate, questo riflette un antico pregiudizio molto duro da scalfire che vorrebbe le donne costrette al solo lavoro di cura o impiegate in ambiti prettamente educativi. Alcuni dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’ONU, sottolineano chiaramente l’importanza dell’uguaglianza di genere.

Grazie al focus MIUR “Le carriere femminili in ambito accademico” del marzo 2019, ci è possibile analizzare alcuni dati. Le donne rappresentano ben oltre il 50% della popolazione studentesca universitaria italiana, più nel dettaglio siamo parlando del 55,5% delle iscrizioni ai corsi di laurea, del 57,6% della laureate rispetto ai colleghi uomini, del 50,0% delle iscrizioni ai dottorati e, infine, del 51,8% del totale delle dottoresse e dei dottori di ricerca. 

La distribuzione per genere e area di studio non è affatto omogenea, nel 2017 le studentesse laureate nelle aree umanistiche spiccano del 79,5%, la situazione è invece di chiara segregazione orizzontale rispetto le carriere universitarie, dove la presenza femminile è sinonimo di un divario di genere ancora troppo presente: 23% di donne nelle cattedre ordinarie, contro il 77% della quota maschile. 

Nell’ambito delle università STEM la parità di genere è ben lontana, ma si nota come nel tempo stia aumentando la percentuale delle donne, sia nei livelli più alti delle professioni, sia nelle aree STEM. Il focus riportante i dati della Gestione patrimonio informativo e statistica, sottolinea un dato interessante: in tutti gli ambiti, in percentuale, il numero di laureate rispetto agli uomini risulta superiore a quello delle iscritte, “ad indicare un probabile maggiore successo delle donne rispetto agli uomini nel completamento degli studi”. Infatti la percentuale maschile tra i laureati risulta essere 42%, contro il 58% delle donne. In Italia è presente una larga fetta di donne che hanno conseguito il dottorato di ricerca in area STEM, superiore alla media europea, ma la quota delle docenti e delle ricercatrici in questa area è bassa in tutti i gradi (grade a, grande b, grede c e gread b), rappresentando solo il 36% del totale. Nel 2019 la presenza femminile nel Corso di Laurea in Ingegneria a Torino ha visto un aumento del + 2% rispetto alla media maschile, arrivando a toccare quota 26% del totale. Il quadro è chiaro, le donne ad Ingegneria sono meno degli uomini e la situazione dell’Ateneo piemontese è la più florida d’Italia. 

Perché si parla di Glass Ceiling Index? È una misura largamente usata per monitorare la situazione delle donne rispetto agli uomini di raggiungere la qualifica più alta nella carriera accademica. È un indice definito ed approvato a livello internazionale che rivela un valore italiano pari a 1,63, anche se la situazione risulta più favorevole per le docenti e le ricercatrici italiane rispetto alle europee: ci vorrà ancora molto tempo, la parità in materia è ancora lontana dall’essere raggiunta.

La storia delle donne nella scienza e nella tecnologia parla chiaro: sono esistite, ed esistono tutt’ora, professioniste nella scienza. È giunto il momento di smettere di pensare che possano esistere corsi di laurea, dottorati o lavori meno adatti alle donne: la loro presenza non deve più essere un’eccezione, bensì la regola.

Dati riferiti all’anno 2017.

 

Ylenia Covalea

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WeAreHERe e.vent è l’evento per sfatare i falsi miti, gli stereotipi e i paradigmi legati alle donne e la scienza.

Sei una studentessa o uno studente e frequenti le scuole superiori? Unisciti a migliaia di tuoi coetanei, in un unico spazio virtuale interattivo: le studentesse del Politecnico di Torino intervistate da Sofia Viscardi racconteranno la loro storia e risponderanno alle vostre domande.

Iscriviti sul sito per ricevere il link ed accedere alla live di giorno 29 Aprile alle 17:00

Tutte le informazioni anche su Instagram @weareherepolito

Violenza di genere
Università degli Studi di Torino e Politecnico di Torino contro la Violenza di Genere
I due Atenei partecipano attivamente al processo di sensibilizzazione dell’opinione pubblica per eliminare la violenza contro le donne e, in una prospettiva più ampia, contro ogni forma di violenza di genere.
Nel mese di novembre sono due le ricorrenze internazionali che portano, in particolare, l’attenzione su queste tematiche:
  • 20 novembre, Transgender Day of Remembrance
  • 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Convegno “Ri-conoscere per cambiare”

In occasione del Transgender Day of Remembrance e della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, i Comitati Unici di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni (CUG) degli Atenei, in collaborazione con il CIRSDe, invitano la popolazione studentesca, il personale e la cittadinanza al convegno Ri-conoscere per cambiare

L’iniziativa è in programma venerdì 23 novembre 2018 presso il Campus Luigi Einaudi (Lungo Dora Siena 100, Torino).

Il convegno è aperto a studenti studentessepersonale cittadinanza.

La giornata è suddivisa in due momenti:

  • dalle 9 alle 13 presso l’Aula Magna
    Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (in collaborazione con il Telefono Rosa Torino)
  • dalle 14.30 alle 17.30 presso l’Aula D3
    Transgender Day of Remembrance

Per partecipare occorre registrarsi compilando il seguente modulo.

Lezioni universitarie dell’Università degli Studi
Nelle settimane dal 19 al 30 novembre 2018, oltre 50 componenti del personale docente e ricercatore dell’Università di Torino dedicano una lezione o anche soltanto pochi minuti al tema “L’Università degli Studi di Torino contro la Violenza di Genere”, analizzato secondo la propria prospettiva disciplinare.
Consulta il calendario delle lezioni che chiunque può frequentare, nelle varie sedi universitarie, a seconda dei propri interessi.

 

 

#justthewomaniam
Aperte le iscrizioni per #JustTheWomanIAm!

Domenica 3 marzo 2019 tornerà in Piazza San Carlo JUST THE WOMAN I AM, evento di sport, cultura, benessere e socialità a sostegno della ricerca universitaria sul cancro organizzato dal Sistema Universitario torinese.

Giunto alla sua sesta edizione, la manifestazione ha riscosso una grande successo e grande risonanza su tutto il territorio nazionale. Formazione e ricerca universitaria, attività fisica e alimentazione sono le parole chiave di Just the Woman I Am.

La parità di genere è uno dei temi portanti di questa manifestazione, ma non è l’unico!

Lo sport universitario è ancora una volta in prima linea con lo scopo di comunicare i propri valori formativi, di strumento di prevenzione e salvaguardia della salute dell’individuo e soprattutto, grazie alla propria componente aggregativa, di sensibilizzare l’opinione pubblica diventando veicolo di cultura a sostegno dell’eliminazione della violenza di genere.

Per sostenere concretamente la ricerca universitaria ci si potrà iscrivere alla corsa/camminata di 6 km; l’importante non sarà il risultato ma esserci. Ma il 3 marzo non sarà solo corsa, un fitto programma di eventi, non esclusivamente sportivi, è previsto in Piazza.

Le iscrizioni sono aperte da lunedì 12 novembre; puoi trovare tutte le informazioni su www.torinodonna.it.
Inoltre, come ogni anno, si potrà personalizzare la propria pettorina entro il 10 febbraio 2019.

Info e iscrizioni www.torinodonna.it/iscrizioni


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Il CIRSDe (Centro Interdisciplinare di Ricerche e Studi sulle Donne) dell’Università di Torino organizza un momento di riflessione collettiva sullo stato dell’arte dei Gender and Women’s Studies.

Con “CIRSDe. Un progetto che continua. Riflessioni e prospettive dopo 25 anni di studi di genere” il centro intende celebrare il proprio venticinquesimo compleanno e sceglie di farlo in chiave multidisciplinare e dialogica.

L’incontro si terrà presso il Campus Luigi Einaudi nelle giornate del 1 e 2 dicembre.

In chiusura della prima verrà proiettato “Rebel Menopause“, il docufilm che la regista Adele Tulli, presente in sala, ha voluto dedicare all’attivista femminista parigina Thérèse Clerc.
La seconda giornata prevederà invece, tra le tante voci, l’intervento della Presidente della Camera dei Deputati On. Laura Boldrini.

L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

Domani mercoledì 30 novembre 2016dalle ore 14 alle ore 18, nell’Aula Magna del Rettoratodell’Università di Torino (via Verdi 8), si svolge il convegno formativo “Università a supporto delle vittime di violenza sessuale. Un percorso di formazione per servizi sostenibili nel tempo”, organizzato dal CIRSDe (Centro Interdisciplinare di Ricerche e Studi delle Donne e di Genere dell’Università degli Studi di Torino), nell’ambito del progetto finanziato dalla Commissione Europea DG Justice, Rights, Equality and Citizenship Programme (DAPHNE-III strand) “USVReact: Università a supporto delle vittime di violenza sessuale”, che prevede la realizzazione di un percorso formativo interno all’Università e al Politecnico, un lavoro di ricerca rivolto agli/lle studenti/sse ed eventi aperti alla cittadinanza.

 

Partecipano, oltre ai rappresentanti dell’Università e del Politecnico di Torino, anche l’Assessore alle Politiche Giovanili e alle Pari Opportunità della Città di Torino, e sono previsti due interventi: la dott.ssa Linda Laura Sabbadini parla del tema “La violenza di genere contro le donne, situazione e prospettive per le politiche” e l’Avv. Elena Bigotti presenta una riflessione su “La violenza maschile sulle donne; il punto di vista legale: esperienze e riflessioni”. L’ingresso è libero sino a esaurimento dei posti.

 

Come emerso dall’indagine ISTAT (2014) Sicurezza delle donne, il 31% delle donne tra i 16 e i 79 anni ha subito atti di violenza nel corso della propria vita, tra cui il 20% ha subito atti di violenza fisica, il 21% violenza sessuale e la maggior parte (il 74%) ha subito forme svariate di molestie sessuali. Un confronto dei risultati con la precedente ricerca condotta nel 2006 mostra che: le forme meno gravi di violenza sono in declino; le donne mostrano una maggiore capacità di uscire da relazioni violente a causa di una maggiore consapevolezza della violenza; le donne esprimono maggiormente la violenza subita e ne parlano di più; più vittime riconoscono la violenza sessuale come reato (dal 14% al 30%).

 

La violenza sessuale in Italia era considerato un «crimine contro la pubblica decenza e la moralità» fino a due decenni fa. La Legge n. 66 del 1996, che stabilisce “Disposizioni contro la violenza sessuale”, ha trasformato il reato di abuso sessuale in un reato contro la persona, introducendo i reati di violenza sessuale, di atti sessuali con bambini, di corruzione di minorenne e di stupro di gruppo. Da allora, una serie di modifiche e nuove leggi per contrastare il fenomeno della violenza è stato emanato sotto la pressione delle organizzazioni della società civile. Per esempio, la Legge n. 38 del 2009 ha esacerbato la punizione per atti sessuali e ha introdotto lostalking come un tipo di reato punibile con la reclusione, mentre la Legge n. 93 del 2013 ha aggravato ulteriormente le pene e migliorato gli strumenti per la protezione delle vittime. Inoltre, misure legislative interessanti sono state recentemente adottate a livello regionale. Il Piemonte, dopo l’approvazione della Legge Regionale n.11 del 2008, ha appena approvato (16 febbraio 2016) la Legge Regionale n.142, “Misure per la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere e di sostegno alle vittime e ai loro figli”, che, tra le altre importanti novità, si propone di attuare le direttive nazionali in materia di introduzione del cosiddetto “Codice rosa” per le donne vittime della violenza, al fine di offrire loro assistenza e protezione, grazie all’azione coordinata di professionisti del settore sanitario, delle forze dell’ordine e di avvocati esperti.

 

A Torino, l’Ufficio Pari Opportunità del Comune raccorda il Coordinamento Cittadino e Provinciale Contro la Violenza sulle Donne (CCPCVD), una rete che coinvolge e integra l’azione dei vari servizi territoriali e associazioni che contrastano la violenza sessuale. Gli attori che la compongono mettono a disposizione professionalità e servizi in campo sanitario, psicologico, legale, giudiziario e di ordine pubblico, culturale, socio-assistenziale ed educativo, al fine di tutelare i diritti fondamentali delle donne e offrire loro sostegno, contrastando la violenza e promuovendo una cultura del rispetto, della reciprocità e della parità tra donne e uomini.

Le università italiane, dal canto loro, anche grazie ad alcuni progetti europei, stanno sviluppando interventi volti a contrastare la violenza di genere, in tutte le varie forme che essa può assumere: dalla violenza sessuale in senso stretto, alle molestie, sino all’omofobia.

Programma: http://www.unitonews.it/application/files/2514/7930/8151/Locandina_30_Novembre_USVReact.pdf

Il 25 novembre è la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, in occasione della ricorrenza si terrà presso l’Aula Magna del Campus Luigi Einaudi un’incontro tra Dipartimento di PsicologiaCUG-Comitato Unico di Garanzia dell’Università degli Studi di Torino e Telefono Rosa Piemonte si propone di divulgare e di commentare i dati di una prima rilevazione sulla percezione giovanile delle condotte violente, partendo da quei comportamenti spesso ritenuti manifestazioni di amore, di attenzione, di protezione e che invece si configurano come prevaricazione, controllo e privazione dei fondamentali diritti di libertà di ogni giovane donna.

Sono stati analizzati più di 5.000 questionari compilati da allieve ed allievi delle classi quinte di alcuni Istituti scolastici di Torino e Provincia e, attraverso la piattaforma UniQuest, da studentesse e studenti iscritti all’Università degli Studi di Torino: nessuna pretesa statistica o ricerca metodologicamente impostata, ma un osservatorio libero che intende aprire la strada a successive indagini su aspetti specifici della violenza di genere fra i più giovani e le più giovani.

In una società sempre più segnata dalla violenza contro le donne, urge conoscere le percezioni, le idee e le convinzioni dei giovani e delle giovani al riguardo, ed è soprattutto necessario comprendere i loro linguaggi: soltanto in questo modo sarà possibile proporre interventi efficaci nel mondo scolastico e nella società, anche attraverso l’uso dei principali mezzi tecnologici, in particolare i social network.

Il programma della giornata prevede numerosi interventi che offriranno molteplici visioni di lettura del fenomeno della violenza, analizzata sotto la lente psicologicalegalescolastica e senza tralasciare uno sguardo puntuale sui mezzi di comunicazione.

In fondo, che cosa sappiamo davvero della violenza maschile contro le donne fra le giovani generazioni? Il convegno intende fornire una prima, pur parziale, risposta.

Nella settimana compresa fra il 21 e il 26 novembre, le/i docenti dell’Università di Torino dedicano alcune ore di lezione al tema “La violenza di genere: un approccio multidisciplinare nelle scienze, nella storia, nelle arti”. Il calendario delle lezioni è consultabile alla pagina web del portale unito.it.