All posts in News

Dal 6 all’8 marzo 2017 gli esperti di innovazione e di trasferimento tecnologico delle Università italiane si riuniranno all’Hotel des Geneys di Bardonecchia per la Netval winter school 2017”, organizzata da Netval (Network per la Valorizzazione della Ricerca Universitaria), con il sostegno dell’Università di Torino, del Politecnico di Torino e dell’Università del Piemonte orientale.

L’associazione universitaria Netval, nata nel 2002, raccoglie ad oggi 56 università italiane e 6 Enti di Ricerca e persegue la finalità di valorizzare la ricerca universitaria nei confronti del sistema economico ed imprenditoriale, costruendo un ponte tra la ricerca pubblica e le imprese interessate ad accrescere la propria competitività attraverso l’innovazione.

Le “School” di Netval, organizzate di volta in volta in diverse località italiane, sono una preziosa occasione per fare il punto della situazione sul rapporto tra innovazione universitaria e il mondo imprenditoriale. Vi partecipano docenti, ricercatori e dottori di ricerca, personale coinvolto nel trasferimento tecnologico, imprenditori e finanziatori, esponenti di incubatori e acceleratori d’impresa, esperti del settore e altri soggetti interessati (anche non soci di Netval).

Il tema della Winter School 2017 sarà la “student enterpreneurship” (o imprenditorialità studentesca). E’ un dato ormai consolidato che le Università e gli Enti di ricerca, attraverso i propri incubatori d’impresa, siano in grado di accompagnare docenti, ricercatori e dottori di ricerca nella creazione di start up e spin off. Emerge ora con forza, all’estero e in Italia, il fenomeno delle imprese costituite da giovani studenti non ancora laureati, che con frequenza sempre maggiore danno vita a realtà imprenditoriali di successo.

La domanda è in che modo gli Atenei italiani possano far emergere il potenziale innovativo dei propri studenti e aiutarlo a concretizzarsi in imprese vere e proprie.

I Vice Rettori per la ricerca scientifica e per il trasferimento tecnologico degli Atenei organizzatori, prof. Silvio Aime (Università di Torino), prof. Emilio Paolucci (Politecnico di Torino) e prof. Roberto Barbato (Università del Piemonte Orientale), esprimono soddisfazione per le ricadute positive che l’evento potrà avere per il territorio e sono particolarmente fieri che la scelta di Netval sia ricaduta sulla proposta avanzata dai tre Atenei piemontesi, a conferma del forte interesse per i temi dell’innovazione e della capacità di collaborare alla realizzazione di progetti comuni degli Atenei piemontesi.

Oggi venerdì 3 marzo, alle ore 16.30, presso l’Aula Magna del Campus Luigi Einaudi (Lungo Dora Siena, 100), si presentano le modalità di di partecipazione ad Amazon Innovation Award, il contest rivolto agli studenti degli atenei torinesi organizzato da Città di Torino, Università di Torino, Politecnico di Torino e Amazon.

Obiettivo del premio è stimolare gli studenti a coltivare la propria creatività e il proprio pensiero laterale elaborando idee e trovando soluzioni originali che siano realizzabili anche grazie all’uso di nuove tecnologie.

Cinque mosse per mettersi in gioco elaborando un progetto sul tema dell’ultimo miglio urbano:

  1. 1. Inviare il curriculum a amazonaward@comune.torino.it;
  2. 2. Formare un team;
  3. 3. Creare il progetto;
  4. 4. Confrontarsi con un tutor (i Professori dei due Atenei e il Team Innovazione della Città saranno a disposizione degli studenti per dare forma all’idea)
  5. I vincitori voleranno a Seattle per presentare ai vertici di Amazon il progetto e la propria idea di business.

 

Maggiori informazioni sul concorso

Inizia giovedì 2 marzo al Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino il corso di Social Media Analysis & Big Data, che insegnerà agli studenti delle lauree magistrali in Comunicazione ICT e Media e in Comunicazione Pubblica e Politica ad analizzare il contenuto di Web e Social Media e che si concentrerà sul tema dei disastri naturali.

I più recenti sviluppi nel mercato delle tecnologie per la comunicazione – spiega Giuseppe Tipaldo, titolare del corso e ricercatore post doc presso il Dipartimento di Culture Politica e Società – hanno incredibilmente aumentato la quantità di informazione potenzialmente a disposizione in ogni settore della società. Trasformare questa enorme quantità di materiale grezzo in dati attendibili è diventato un vantaggio competitivo determinante per il successo di un brand, per vincere un’elezione, per governare un territorio. Contribuire a svezzare persone che sappiano muoversi in questo mercato con competenza e passione, fondendo in un’unica figura professionale la creatività delle discipline umanistiche e il rigore metodologico della Data Science è la ragione per cui ho richiesto con forza l’attivazione di questo corso”.

Il forte orientamento del corso all’esercizio pratico è garantito dal supporto di Quaerys, startup innovativa e spin off dell’Università di Torino che opera nel settore dei Big Data, e dal coinvolgimento di due partner aziendali d’eccellenza: CELI, PMI innovativa che opera nel settore dell’Intelligenza Artificiale e del Natural Language Processing multilingue (per lo scritto e il parlato), che metterà a disposizione Sophia Analytics, la propria piattaforma di Text e Data Mining per formare gli studenti all’analisi automatica delle conversazioni in rete sul tema dei disastri naturali; Blogmeter, invece, introdurrà gli studenti alla Social Media Listening, in particolare all’analisi e all’interpretazione delle metriche utili a misurare le performance sui principali social network esistenti.

Gli studenti saranno coinvolti nel Laboratorio “Politica, media e scienza: fisica per cittadini”, che inizia al dipartimento di Culture, Politica e Società domani mercoledì 1 marzo e si propone di affrontare il tema della rilevanza sociale e politica di temi e contenuti scientifici utilizzando la fisica come esempio.

Gli studenti avranno un ruolo pratico – racconta il prof. Lorenzo Magnea, titolare dell’insegnamento – e si occuperanno di debunking di bufale pseudo-scientifiche diffuse sulle reti sociali, analisi della copertura mediatica di particolari notizie di natura scientifica, e costruzione di esempi di diffusione corretta di notizie ad alto contenuto tecnico-scientifico”.

 

È stato inaugurato ieri, lunedì 27 febbraio, il Centro Arnold-Regge per l’Algebra, la Geometria e la Fisica, un laboratorio all’avanguardia per gli studi scientifici avanzati alla frontiera tra Fisica Teorica e Matematica, e un centro di attrazione per giovani talenti.

Nato grazie alla convenzione siglata da Università di Torino e Università del Piemonte Orientale, il Centro ha sede presso il Dipartimento di Fisica dell’Università di Torino; coinvolge ricercatori dei due atenei e presenta un Advisory Panel composto da circa 30 noti scienziati di alto profilo scientifico, per la maggior parte italiani e russi.

Il Centro è dedicato alla memoria di Tullio Regge, celebre fisico e matematico attivo all’Università di Torino, e del matematico russo Vladimir Arnold: due personalità che diedero eccezionali e originali contributi ad Algebra, Geometria e Fisica Teorica e che hanno influenzato le generazioni successive di scienziati.

Lo studio di Fisica Teorica e Matematica costituisce la base per lo sviluppo anche di scienze applicate in ambito di chimica e biochimica, ingegneria civile, elettronica, informatica, astronomia e geologia.

Tullio Regge nasce nel 1931 e si forma all’Università di Torino, di cui divenne in seguito docente. Nel 1963 divenne membro della Princeton University, dove risiedette per circa un ventennio. Negli ultimi trent’anni della sua vita ritornò a Torino, prima all’Università, poi al Politecnico, e fu una notissima figura pubblica in Italia e in Europa, del cui Parlamento fu anche membro per un’intera legislatura. 

Vladimir Arnold è un matematico russo, la cui attività si trasferì, nell’ultimo ventennio della sua vita, principalmente in Francia. Insigniti entrambi di importantissimi riconoscimenti, Arnold e Regge condividono l’onore del prestigiosissimo Premio Heinemann per la Fisica Matematica, ricevuto da Regge nel 1964 e da Arnold nel 2001.

Il Centro Arnold-Regge è stato creato per fornire un nuovo ambiente di ricerca dove alti scienziati e giovani borsisti post-dottorato possano lavorare insieme su fisica e matematica e, al contempo, per favorire lo scambio tra scienziati italiani, russi e di altri paesi attivi nei settori dell’Algebra, della Geometria e delle Fisica Teorica, promuovere la collaborazione scientifica, organizzare workshop e conferenze congiunte, attrarre a Torino visiting professor internazionali e giovani scienziati di talento.

Il team di lavoro comprende una selezione di scienziati di alto livello, 5 ricercatori post-dottorato con borse di studio biennali, 12 specialisti sui temi affrontati provenienti da Università di Torino, Università del Piemonte Orientale, Politecnico di Torino e dall’INFN.

Le attività del Centro inizieranno a settembre-ottobre 2017 e sono finanziate da sponsor privati sensibili ai temi dello sviluppo scientifico, culturale ed economico: una particolarità per un centro che persegue studi teorici e non di scienze applicate.

L’influenza di Tullio Regge su Fisica e Matematica in Piemonte ha portato alla creazione, negli ultimi anni, di un gruppo scientifico molto forte, con un deciso impegno verso l’Algebra, la Geometria e la Fisica Teorica, che costituisce una Scuola di Studi Avanzati, riconosciuta internazionalmente, nella Supergravità e nelle Superstringhe, con applicazioni a Cosmologia, Buchi Neri, Teorie Unificate, corrispondenza Gauge/Gravità, Teorie Quantistiche Integrabili.

L’Università di Torino da anni collabora con la Russia nell’ambito della ricerca fin dagli anni ’70. Tullio Regge stesso era ben conosciuto in Russia e visitò il paese diverse volte.

Domani, martedì 28 febbraio, sarà dedicata a Tullio Regge l’Aula Magna del Dipartimento di Fisica dell’Università di Torino; il 1° marzo i lavori si sposteranno ad Alessandria, presso il Dipartimento di Scienze e Innovazione Tecnologica dell’Università del Piemonte Orientale; il workshop sui temi del Centro si concluderà il 2 marzo con una lezione aperta di Eugenio Coccia al Teatro Colosseo di Torino.

Oggi venerdì 24 febbraio 2017, dalle ore 16.00, presso la Sala Lauree Rossa del Campus Luigi Einaudi di Torino (Lungo Dora Siena 100 A), si svolge #hackUniTO for Ageing: percorsi per il matching tra ricerca, enti e imprese”, secondo appuntamento del network per la valorizzazione della ricerca sull’invecchiamento sano e attivo lanciato dall’Università di Torino e sostenuto dalla Compagnia di San Paolo.

Durante l’evento i partner dell’iniziativa presentano i risultati del lavoro di analisi per il matching tra le imprese e i 284 progetti caricati sulla piattaforma da 825 ricercatrici/ricercatori.

Intervengono per i partner: Fabrizio Conicella (BioPMed, Polo d’innovazione regionale dell’area biomedicale), Laura Morgagni (Cluster nazionale tecnologico Smart Communities Tech e Polo d’innovazione regionale ICT), Riccardo Rosi (Mesap, Polo d’innovazione regionale della meccatronica), Massimo Rusconi (Federmanager Torino) e Gian Paolo Zanetta (A.O.U. Città della salute e della scienza di Torino e FederSanità). Sono presenti Rettrici e Rettori e Delegate e Delegati del network di #hackUniTO for Ageing.

L’incontro è preceduto dal workshop “La regolamentazione della collaborazione tra ricercatrici/ricercatori e imprese” (dalle 14.00 alle 15.45) a cui partecipano i referenti per la valorizzazione della ricerca e del trasferimento tecnologico delle 29 università che da aprile 2016 hanno aderito alla missione e alla rete di #hackUniTO for Ageing. L’obiettivo è definire nuove politiche di azione e supporto legale condivisi tra mondo accademico, amministrazione pubblica, imprese e sostenitori della ricerca secondo il modello innovativo del Knowledge Interchange.

L’Università di Torino è partner del Festival del Giornalismo Alimentare, che da giovedì 23 a sabato 25 febbraio presenta all’Auditorium Vivaldi (Piazza Carlo Alberto, 3 Torino) incontri, dibattiti, tavole rotonde dedicati ai temi dell’informazione in ambito agroalimentare e nutrizionale.

Docenti e ricercatori dell’Università animeranno insieme agli altri relatori il fitto programma di incontri: un’occasione per ribadire la vocazione di ricerca multidisciplinare dell’Ateneo, i cui 27 Dipartimenti hanno tra i compiti primari la produzione di ricerca di qualità e il trasferimento di conoscenza per lo sviluppo del territorio. Forte della sua mission l’Università di Torino, nell’ultima valutazione della qualità ricerca degli Atenei Italiani (VQR 2011-2014), ha raggiunto ottimi risultati e si è piazzata al 1° posto in Italia per le sue attività di Public engagement.

Degli oltre 500 progetti di ricerca gestiti ogni anno, 134 riguardano le tematiche dell’ambito agroalimentare e della nutrizione, con approcci che spaziano dagli aspetti ambientali, all’economia, alle scienze della vita.

In particolare si contano 33 progetti relativi all’ambito food – dalla produzione primaria e secondaria, alla sicurezza alimentare, dai temi medici a quelli socio-economici – che hanno ottenuto finanziamenti europeierogati dal 7° Programma Quadro e Horizon2020, ma anche programmi specifici, dedicati alla protezione ambientale, alla creazione di reti per lo sviluppo di soluzioni innovative per la coltivazione, per la tutela e la gestione delle acque, o per la promozione di soluzioni alimentari salutari.

Inoltre l’Università di Torino è l’unica accademia italiana che partecipa al consorzio EIT Food, la comunità scientifica e tecnologica di riferimento sull’alimentazione creata dall’Istituto Europeo per l’Innovazione Tecnologica (EIT).

 

 

Il 24 febbraio 2017 torna M’illumino di Meno, tredicesima edizione, e anche quest’anno il Politecnico di Torino parteciperà all’iniziativa lanciata da Radio Rai “Caterpillar” per promuovere il risparmio energetico e i comportamenti virtuosi nell’ambito della sostenibilità ambientale, giunta ormai alla sua tredicesima edizione.

L’Ateneo da sempre  promuove attività volte a promuovere la sostenibilità e mette in campo azioni concrete per il risparmio energetico delle proprie strutture, e nell’ambito appunto dell’iniziativa “M’illumino di meno”, i due appuntamenti in programma quest’anno rientrano tra le azioni promosse dal Green Team del Politecnico di Torino, una struttura nata all’interno del Politecnico per promuovere attività di valorizzazione di comportamenti virtuosi dal punto di vista della sostenibilità e per condurre un percorso condiviso di accreditamento dell’Ateneo come campus sostenibile.

Il Politecnico parteciperà con le seguenti proposte per il risparmio energetico :

 Giovedì 23 febbraio, ore 19.00 “Switchmob” (flashmob) “M’illumino di meno” con un evento realizzato in collaborazione con Ingegneria Senza Frontiere – Torino: studenti e personale dell’Ateneo invaderanno aule e corridoi a caccia delle luci rimaste accese a fine giornata negli spazi comuni. L’obiettivo è quello di aumentare la consapevolezza del personale e degli studenti verso le tematiche del risparmio e dell’uso consapevole dell’energia.I risultati della campagna saranno monitorati in diretta attraverso la struttura del Living LAB, misurando le riduzioni del consumo energetico.Al termine, un rinfresco a lume di candela per tutti i partecipanti.

Altra iniziativa sarà “Aumentiamo l’efficienza energetica nell’illuminazione” il 24 febbraio 2017 ore 10.00 nella Sala Consiglio di Facoltà. L’evento sarà incentrato sul tema dell’efficienza energetica nell’illuminazione, argomento di attualità per la Pubblica Amministrazione in relazione alle possibilità offerte dagli attuali incentivi (Conto Termico).

Il Politecnico intende avviare una sperimentazione sull’utilizzo di apparecchi illuminanti a LED in sostituzione degli apparecchi esistenti, con l’eventuale aggiunta di sensori di presenza e luce, e per promuoverla presenterà nel corso dell’evento una richiesta di manifestazione di interesse per coinvolgere operatori disposti a fornire gratuitamente il materiale necessario alla sperimentazione. Saranno effettuate, presso il Living Lab dell’Ateneo, campagne di misura prima e dopo l’intervento di sostituzione, con l’obiettivo di testare in campo l’effettiva riduzione dei consumi di energia elettrica. La sperimentazione riguarderà alcuni locali campione della Sede Centrale (alcuni uffici, un corridoio, un passaggio tecnico).

I risultati della sperimentazione saranno pubblici e potranno fornire indicazioni per eventuali futuri appalti relativi a interventi di sostituzione su più vasta scala.

 

 

 

Nelle singole aree il Politecnico presenta  valutazioni medie tra le migliori a livello nazionale. Tra i dati resi pubblici oggi da ANVUR, che riguardano solo le aree classificate tra i primi 3 posti nel loro segmento dimensionale, sono presenti: Architettura al primo posto e Ingegneria Civile al secondo tra le strutture di grande dimensione,  Scienze Matematiche(al secondo posto tra gli atenei di media dimensione), le Scienze Giuridiche, rappresentate in Ateneo da pochi ricercatori con significativa produttività scientifica, si collocano al 1° posto tra gli Atenei di piccola dimensione e le Scienze Economico e statistiche al 3°.

Questi risultati hanno concorso alla definizione di indicatori di struttura che già a fine dicembre hanno consentito all’Ateneo di incrementare ulteriormente il Fondo di Finanziamento Ordinario del 2016, un risultato conseguito solo dal 20% delle Università statali.

Secondo elemento che ha concorso all’incremento dell’FFO è la produzione scientifica dei neoassunti; in questo ambito, il Politecnico si colloca ai primi posti in Italia, a dimostrazione delle oculate e meritocratiche  politiche di reclutamento che sono state condotte negli ultimi anni in tutte le fasce, dai giovani ricercatori ai professori ordinari. A livello di singola area scientifica, nell’area di Ingegneria Industriale e dell’Informazione l’Ateneo si colloca al primo posto come capacità di selezione del personale, tra le strutture di grande dimensione, e tra le prime tre posizioni nelle aree scientifiche di Scienze Matematiche, Architettura e Ingegneria Civile.

Infine, il Politecnico di Torino è stato citato questa mattina come best practice nel corso della presentazione di un report sugli indicatori relativi alla Terza Missione (cioè il Trasferimento Tecnologico e il Public Engagement), posizionandosi  al secondo posto per l’attività di brevettazione e valorizzazione della proprietà intellettuale.

“Il giudizio complessivo sulla ricerca di Ateneo è sicuramente pienamente positivo”, commenta il Rettore Marco Gilli, che prosegue: “Esistono ambiti di ricerca già consolidati, in termini di qualità e competitività, che è necessario ulteriormente rafforzare e altri che necessitano di azioni di indirizzo e supporto per accelerarne il giusto processo di maturazione. Le politiche di Ateneo, sia quelle già messe in atto nel recente passato, che quelle che saranno attivate nel prossimo futuro, sono intese a sostenere queste azioni strategiche e a migliorare ulteriormente i nostri risultati”.

L’Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR) ha presentato il 21 febbraio 2017 i risultati della VQR (Valutazione della Qualità della Ricerca) per il periodo 2011-2014 completa delle tabelle di valutazione di tutte le aree e dei risultati di Terza Missione.

L’Università di Torino conferma il trend positivo della valutazione complessiva degli Atenei già comunicato a dicembre (3° posto tra i grandi Atenei) con ottimi risultati negli indicatori generali di produzione e reclutamento docenti e ricercatori. In particolare UniTo si afferma come primo Ateneo in Italia per il Public engagement,migliora l’impatto della ricerca sul territorio e aumenta la produzione scientifica.

La sezione del rapporto dedicata alle attività di Terza Missione premia le politiche dell’Ateneo nei confronti del territorio per la sua attività di valorizzazione e condivisione dei percorsi di ricerca e di didattica. Mette in luce le attività che hanno permesso di valutare il grado di apertura dell’Università al contesto socio-economico e misura le moltissime interazioni che l’Ateneo ha con le imprese, le scuole e la società per generare sempre più opportunità di sviluppo sociale.

La VQR  2011-2014 ha confrontato circa 96.000 prodotti di ricerca, frutto del lavoro di circa 50.000 tra professori universitari e ricercatori, all’interno delle 16 aree scientifiche, per valutare 96 università, 12 enti di ricerca vigilati dal Ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca (MIUR) e 26 enti che volontariamente hanno deciso di sottoporsi alla valutazione.

“Il successo del nostro Ateneo – dichiara Gianmaria Ajani, Rettore dell’Università di Torino – è merito dell’eccellente lavoro dei nostri ricercatori nei Dipartimenti e della selezione dei prodotti avviato di pari passo con l’accreditamento Anvur. Siamo tra i pochi Atenei del Nord che migliorano la propria performance. La valutazione è estremamente positiva anche per l’attribuzione della quota premiale del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) superiore al passato dell’8%. Il primo posto di UniTo per Public engagement premia molti anni di lavoro di tutta la comunità universitaria, ma soprattutto è un segnale di apertura e un riconoscimento del ruolo fondamentale che oggi può e deve rivestire l’università per il territorio e per il Paese”.

 

 

L’Università scommette sui corsi di laurea interamente in inglese. Attualmente sono sei lauree in lingua inglese, ma con il prossimo anno si arriverà a toccare quota dieci.

La novità più grossa è che si potrà diventare «doctor» con la laurea in inglese in Medicina al San Luigi di Orbassano. L’offerta dell’ateneo viene presentata agli studenti di quarta e quinta superiore al Campus Luigi Einaudi fino a venerdì 24, durante le «Giornate di orientamento». Quest’anno alle presentazioni dei corsi ci sono i professionisti, notai, avvocati e assistenti sociali a parlare delle prospettive occupazionali.

Quella dell’inglese è una possibilità in più. Altra grossa novità è la tipologia dei corsi: interamente in inglese finora erano solo le lauree specialistiche biennali. A settembre partiranno il primo corso triennale, Business and Management, e a ciclo unico di cinque anni, ovvero Medicina. Le due magistrali che partiranno sono, una laurea sul diritto europeo, European Legal Studies, e un’altra economica, Business Administration. Partirà anche un curriculum in inglese di Filosofia. Solo l’anno scorso era partito «Stochastics and data Science», sui big data: ha avuto 35 adesioni, non poche per una specialistica.

Prev1140141142143144194Next