Posts by Michele Covolan

In onore dell’anniversario che celebra i sessant’anni dell’AIDIAAssociazione Italiana Donne Ingegneri e Architetti, nasce l’idea della conferenza “Donne che costruiscono”. AIDIA che a Torino nel 1957 prende vita da un gruppo di donne laureate in ingegneria ed architettura con l’obiettivo di valorizzare il lavoro della donna nel campo della professione e della tecnica.

Il 19 maggio 2017, nel Salone d’Onore del Castello del Valentino, al Politecnico di Torino, “Donne che costruiscono” si celebrerà la storia, per rendere omaggio a questo importante anniversario facendo il punto rispetto all’evoluzione, sociale e culturale della nostra Nazione.

La giornata sarà anche occasione per presentare il volume “AIDIA 60 – I primi 60 anni di qualità al femminile” per preservare la memoria di quanto è stato fatto, ricordando che ieri e l’altro ieri era tutto più difficile e faticoso, senza i mezzi, ma soprattutto senza la libertà culturale e di azione di oggi.

Secondo le ultime indiscrezioni comparse su repubblica.it, Economia almeno per quest’anno non sarà a numero chiuso.

Il senato accademico dell’Università di Torino ieri pomeriggio ha stabilito che non ci sarà un test per iscriversi ai corsi di economia aziendale ed economia e commercio, come avevano invece chiesto i due dipartimenti, preoccupati dal numero limitato di docenti a disposizione e dalla mancanza di aule.

Lo sbarramento era stato eliminato poco più di un anno fa e aveva portato a un boom di iscritti, con un più 30 per cento di immatricolati: a febbraio i due dipartimenti, quello di Esomas e quello di Management, che hanno sostituito la vecchia facoltà di Economia e Commercio avevano proposto di prevedere un tetto di 350 posti per il corso omonimo e di 1100 per “economia aziendale”. Il rettore Gianmaria Ajani che però ha avviato un politica per l’eliminazione del numero programmato ha creato una cabina di regia per scongiurare questa ipotesi che è riuscita a trovare 16 docenti da destinare ai corsi dove mancavano: “Non è stato necessario nemmeno votare perché già il dipartimento ha stralciato la proposta – spiega la prorettore Elisabetta Barberis – Abbiamo fatto un lungo lavoro di analisi per arrivare a questa soluzione. Sul problema degli spazi ci sarà un intervento per costruire nuove aule nel medio periodo e se invece mancheranno già quest’autunno affitteremo delle sedi nelle vicinanze”.

L’ateneo ha infatti approvato un intervento da 4milioni di euro che dovrebbe portare entro la fine del 2018 alla realizzazione di 4mila metri quadri di nuove aule: “La nostra politica è quella di garantire servizi e didattica di qualità senza numeri programmati ovunque sia possibile”. Le previsioni approvate nelle linee guida votate oggi prevedono però meno nuovi immatricolati nel 2017 rispetto a quelli dell’anno passato: “I dipartimenti e la cabina di regia hanno lavorato molto per arrivare a questa soluzione, ma qualsiasi sia il numero di studenti che vorranno iscriversi a Economia garantiremo a tutti la possibilità di farlo” assicura il direttore del dipartimento di Management, Valter Cantino.

Soddisfatti anche gli universitari che dall’inizio si erano opposti alla reintroduzione del numero chiuso: “Era quello che chiedevamo fin dall’inizio – ribadisce Federico Salvatore, rappresentante in senato accademico di Studenti Indipendenti – Ora abbiamo chiesto che sia aperto un tavolo per evitare che il problema si riproponga l’anno prossimo”.

Come scritto da Stefano Parola nel suo articolo pubblicato sul sito repubblica.it., le ultime elezioni studentesche al Politecnico di Torino hanno registrato un’affluenza da record: ha votato il 15% degli aventi diritto. Può sembrare poco, ma alla scorsa tornata del 2015 era rimasta di poco sotto il 10%. Questa volta, invece, per il Senato accademico sono state scrutinate 4.325 Schede su 30.046 aventi diritto e una proporzione simile ha riguardato anche le votazioni per il consiglio d’amministrazione. La quota di votanti è più alta di quella registrata all’Università di Torino, dove un mese e mezzo fa andò alle urne circa l’8% degli iscritti.

In Senato la lista Alter.Polis (di sinistra e apartitica) ha preso 2.255 preferenze, contro i 1.366 voti ottenuti da Lavori in corso (di centro) e i 585 di Run-Dritti al Punto (di centrosinistra, vicina al Pd). La candidata più scelta è stata Chiara D’Adamo di Alter.Polis, con 795 schede che indicavano il suo nome.

Alter.Polis ha sbaragliato la concorrenza anche nella corsa alle poltrone in Consiglio d’amministrazione: in questo caso le preferenze sono state 2.225, mentre la lista Lavori in corso si è fermata a 1.333 e Run a 590. In questo caso il più votato è stato Marco Rondina, lo studente che è diventato assai celebre in tutta Italia grazie al discorso tenuto durante l’inaugurazione dell’anno

accademico diventato virale sui social network: ha ottenuto ben 1.203 voti.

Le proporzioni delle preferenze prese dalle tre liste in corsa sono simili anche per gli altri posti in palio: Alter.Polis ha preso circa il 50%, Lavori in corso il 30% e Run il 20%. E’ accaduto per le elezioni dei rappresentanti degli studenti nel Nucleo di valutazione, nel Comitato paritetico per la didattica, nell’assemblea regionale per il Diritto allo studio.

In attuazione della convenzione tra la Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura e l’Università degli Studi di Torino, al Salone Internazionale del Libro 2017 dal 18 al 22 maggio 2017 nel Padiglione 3 del Lingotto (Via Nizza 294, Torino) sarà presente uno spazio espositivo denominato “Open Science” dedicato ai temi della scienza e del suo ruolo nelle società contemporanee.

Lo spazio sarà articolato in un’area eventi, “Talking About: la scienza per capire il mondo”, e in un’area espositiva, “Science with and for Society”.

«La nostra presenza al Salone rimarca il ruolo dell’Università nella creazione e promozione della cultura nel territorio», afferma il Rettore Gianmaria Ajani. «Con il contributo dei docenti e con la collaborazione degli studenti presenteremo il valore della ricerca, e affronteremo, facendo chiarezza, le problematiche più critiche dell’attualità correggendo le “fake news” e promuovendo una corretta informazione sui temi che troppo spesso sono oggetto della diffusione di notizie fuorvianti”.

E aggiunge il Vice-Presidente Delegato della Fondazione, Mario Montalcini, che ha siglato la Convenzione lo scorso dicembre: «Siamo particolarmente orgogliosi di questa collaborazione che ha messo in moto esperienze e sperimentazioni che saranno la linfa vitale anche per le prossime edizioni del Salone. L’Università di Torino è un’istituzione di primissimo livello, che affiancherà la Fondazione in quegli ulteriori passi di crescita cui mira. L’Ateneo ha attivato molte professionalità e tanti giovani in diversi campi del sapere, con voglia di fare e di produrre risultati».

Durante il ricco programma Talking About: la scienza per capire il mondo” si alterneranno esperti dell’Università di Torino per affrontare alcuni tra i più rilevanti argomenti su cui troppo spesso vengono diffuse le cosiddette ‘fake news’, informazioni scorrette e fuorvianti diffuse per manipolare l’opinione pubblica

In particolare, ogni giorno da giovedì 18 maggio a domenica 21 maggio alle 12, sarà possibile assistere ad un evento che ha l’obiettivo di far comprendere le più frequenti manipolazioni delle informazioni e dei dati nei diversi campi della politica, della salute, dell’economia, del lavoro, ecc.

Singoli eventi distribuiti nelle diverse giornate consentiranno poi di fare chiarezza su temi fondamentali tra cui vaccinimigranti, etica e giornalismopopulismoEuropapost-verità.

Nello spazio espositivo “Science with and for Society”, dedicato alla Scienza Aperta, verranno presentate alcune dimostrazioni della ricerca che studia le grandi sfide della società per realizzare soluzioni di interesse per aziende, enti, pubbliche amministrazioni e cittadini.

Si potranno anche vedere oggetti di particolare valore della ricerca realizzata nel passato. Veri propri “pezzi da museo” che escono dall’Università per raccontarsi ai cittadini.

Non mancheranno narrazioni, racconti e documenti realizzati dagli studenti de Laboratorio Open Science dell’Incubatrice per l’Imprenditorialità Creativa e Culturale dell’Università utilizzando instant ebook che potranno essere scaricati direttamente al Salone.

Lo spazio “Open Science” sarà totalmente digitale e paperless.

Fra gli altri punti salienti della collaborazione fra Università e Salone attivati già a partire da questa 30a edizione, ricordiamo soltanto l’esperienza dei tirocinanti universitari inseriti a pieno titolo nella squadra che sta lavorando alla volata finale verso il Salone, e la collaborazione con il Master di Giornalismo che quest’anno realizzerà video e news multimediali in diretta dal Salone.

 

 

 

Mercoledì 10 maggio 2017, alle ore 12:30, nel Salone del Rettorato dell’Università di Torino (Via Verdi, 8 – Torino) verrà presentato alla stampa Le Vie dell’Amianto, una mostra organizzata su iniziativa del Centro Interdipartimentale “G. Scansetti” dell’Università di Torino, della RSA – Società per il Risanamento e lo Sviluppo Ambientale dell’ex miniera di amianto di Balangero e Corio, del Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, con il contributo del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, di Agorà Scienza, del Sistema museale e Archivio Storico di Ateneo.

La Giunta comunale ha approvato il finanziamento a due studi progettuali presentati dal Collegio Einaudi per il bando ex legge 338, finalizzati a interventi di ampliamento e riqualificazione di due delle cinque sezioni del Collegio: la sezione Mole Antonelliana e la sezione Crocetta.

Il Collegio Einaudi è un ente privato senza fini commerciali che dal 1935 svolge attività di pubblica utilità offrendo ospitalità a studentesse e studenti italiani e stranieri. Tra gli ex allievi si possono scorrere nomi illustri quali Umberto Eco, Claudio Magris, Massimo Salvadori, Gian Luigi Beccaria e tanti e tante altre. Il Collegio persegue, tra le proprie finalità, l’attuazione del diritto allo studio gestendo cinque strutture nel territorio cittadino, ospitando circa 790 studentesse e studenti universitari fuori sede ogni anno, iscritti regolari a corsi di laurea presso il Politecnico, l’Università, l’Accademia delle Belle Arti e il Conservatorio di Torino. L’accesso al Collegio avviene in base a graduatorie di merito, e la retta è diversificata a seconda della fascia di reddito di appartenenza, definita tramite l’indicatore ISEE. Il collegio è guidato dal Prof. Donato Firrao nel ruolo di Presidente, ordinario di Tecnologia dei materiali presso la I Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Torino, e nel consiglio di amministrazione siedono rappresentanti dell’Università, del Politecnico, di CRT, di Compagnia di San Paolo e del Consiglio Studentesco.

“Con questa decisione, l’amministrazione prosegue nella sua politica di forte sostegno alla residenzialità universitaria attraverso il supporto al sistema integrato del diritto allo studio, come per il conferimento dello stabile in via Lombroso 16 a Edisu – afferma l’assessore a Torino Città Universitaria, Marco Giusta -. L’accesso al Collegio avviene tramite merito e le rette sono stabilite in relazione all’ISEE: la politica della Città è quindi quella di sostenere studenti e studentesse meritevoli con redditi bassi in un progetto di vita e di studio a Torino”.

“Il Collegio Universitario Einaudi ringrazia la Città di Torino per l’importante contributo a sostegno dei progetti di riqualificazione della Sezione di via delle Rosine 3 e dei locali dell’ex mensa di corso Lione 24 – riferisce Andrea Fabbri, Direttore del Collegio Universitario Einaudi -. Tali contributi rappresentano un importante segnale di interesse e partecipazione attiva del Comune ai progetti di enti partner, non solo per ciò che concerne il Progetto Torino Città Universitaria, ma anche il Progetto Torino Smart City, e qualifica ulteriormente di fronte al MIUR gli interventi pianificati dal Collegio Einaudi. I quali, oltre a riqualificare i nostri due immobili e renderli energeticamente sostenibili, rinnoveranno 116 dei nostri attuali posti alloggio e porteranno a un aumento di ben 73 rispetto all’attuale capacità del Collegio Einaudi, attualmente pari a circa 790”.

Oggi giovedì 4 maggio 2017 presso il MAO Museo d’Arte Orientale prosegue il ciclo di appuntamenti organizzati in occasione della mostra Dall’antica alla nuova Via della Seta. Prendendo spunto dalla mostra e dalle collezioni permanenti del museo, che riflettono la storia artistica della Via della Seta, i relatori che parteciperanno alla rassegna offriranno l’occasione preziosa per riflettere sulle nuove sfide culturali poste dalla visione euroasiatica che la Nuova Via della Seta intende proporre. La collaborazione con Il MulinoToChina e Politecnico di Torino permetterà di affrontare il tema sotto punti di vista differenti, con un approccio interdisciplinare e con relatori di alto livello internazionale.

Occuparsi di Cina oggi, e non soltanto come architetti o urbanisti, significa molto spesso affrontare il processo di urbanizzazione senza precedenti attualmente in atto, per cui la percentuale di popolazione urbana è cresciuta dal 18% nel 1978 a oltre il 55% nel 2017, e dove ogni anno più di 16 milioni di residenti rurali si spostano nelle aree urbane.

La Nuova Via della Seta è il più recente tra i grandi progetti governativi che intende sostenere la centralità del Paese alla scala globale: posizione che gli spettò più volte nel passato, ad esempio dal punto di vista mercantile, e che ora viene riaffermata con decisione e attraverso un ruolo fondamentale attribuito all’urbanizzazione.

Spinti dal fiorente mercato immobiliare e dai profitti derivanti dai diritti di costruzione, diversi livelli di governo hanno definito nuove zone di sviluppo, parchi scientifici e aree industriali, all’interno di piani ambiziosi per nuovi insediamenti, nuove città o new towns propriamente dette. Queste ssono uno strumento strategico attraverso il quale i governi locali aumentano gli introiti locali, attraggono aziende e attività economiche e, più in generale, diffondono il “sogno urbano” cinese.

Un caso speciale, simbolico delle ambizioni della Nuova Via della Seta, è la città di nuova fondazione di Lanzhou, costruita direttamente dal Governo nella parte centro-nord della Cina come baricentro e snodo della nuova espansione verso Ovest. Lanzhou è stata oggetto di una visita recente da parte del Politecnico di Torino, prima università occidentale a svolgervi ricerca sul campo.

Ingresso libero alle conferenze fino esaurimento posti disponibili.

I tagliandi gratuiti verranno distribuiti a partire da mezz’ora prima dell’inizio dell’appuntamento

 

La nuova specie Galeamopus pabsti è stata descritta dai paleontologi del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino, e della Facoltà di Scienze e Tecnologie dell’Università Nova di Lisbona e del Museo di Lourinhã in Portogallo. Questo dinosauro Giurassico è stato ritrovato durante scavi coordinati da un gruppo di ricerca svizzero guidato da Hans-Jakob “Kirby” Siber e Ben Pabst, in Wyoming (USA) nel 1995. E’ il più recente di una serie di nuove scoperte dei due paleontologi Emanuel Tschopp (Università di Torino) Octávio Mateus (Università di Lisbona) iniziata nel 2012 con Kaatedocus siberi. Il nuovo articolo scientifico è stato pubblicato online nella rivista PeerJ ieri, martedì 2 Maggio.

Galeamopus pabsti è simile al famoso Diplodocus, ma ha gli arti più robusti e un collo particolarmente alto, e quasi triangolare verso la testa. E’ laseconda specie del genere Galeamopus, che è stato identificato come genere distinto da Diplodocus dagli stessi ricercatori nel 2015. La nuova specie è dedicata a Ben Pabst, che ha trovato lo scheletro e l’ha preparato per il montaggio nel Sauriermuseum Aathal in Svizzera, dove costituisce una delle principali attrazioni.

sauropodi diplodocidi sono tra i dinosauri più emblematici: con il loro collo e la coda così lunga, rappresentano la forma tipica di un sauropode. Specie di diplodocidi sono state ritrovate in Africa, Sudamerica e Europa, ma la diversità più alta si ha negli USA: più di 15 specie di questi giganti, tra cui anche il famoso Brontosaurus excelsus, sono esistiti in Nordamerica. I ricercatori sono ancora stupiti dall’alta diversità di questi enormi animali, e continuano i loro studi per comprendere come essa potesse essere sostenuta dell’ecosistema in cui vivevano.

 

Da oggi fino al 5 maggio, i laboratori del Politecnico di Torino ospiteranno la V edizione di ‘Bambine e Bambini un giorno all’Universita”
Duecento alunni delle scuole primarie di Torino per quattro giorni sperimenteranno la vita da universitari. Da oggi fino al 5 maggio, i laboratori del Politecnico di Torino ospiteranno la V edizione di ‘Bambine e Bambini un giorno all’Universita’‘, il percorso negli atenei cittadini che vuole far conoscere e scoprire ai più piccoli il mondo della ricerca scientifica e tecnologica. Domani gli universitari in erba saranno accolti dall’assessora Federica Patti e dal rettore Marco Gilli e potranno vedere in azione il modello di un rover che verra’ portato sulla Luna dal team Italia, fare esperimenti sulla forza magnetica, scoprire un velomobile o provare a fare gli architetti.

“Sono molto soddisfatta – sottolinea l’assessora Patti – della grande partecipazione a un’iniziativa che vuole offrire opportunita’ di crescita a supporto del percorso educativo e scolastico. L’obiettivo e’ ampliare lo sguardo attraverso metodologie interattive, in cui sperimentazione e gioco possono mettere in luce le loro attitudini e la loro creativita’ necessarie ad affrontare un mondo che richiede competenze sempre piu’ trasversali”. Trentanove le proposte messe in campo quest’anno da numerosi dipartimenti universitari, a cui hanno aderito oltre 4.300 studenti e 467 insegnanti, per un totale di 854 classi.

Giovedì 4 maggio 2017, dalle ore 9.30presso l’Aula Magna del Rettorato (Via Verdi, 8 – Torino), il CIRSDe (Centro Interdisciplinare di Ricerche e Studi delle Donne e di Genere) presenta la Settima Giornata di Donne per l’Europa dal titolo “Genere, diritto e solidarietà”,dedicata a Ursula Hirschmann, fondatrice dell’associazione “Femmes pour l’Europe”.

L’iniziativa vuole aprire la discussione incentrata sulle nuove diseguaglianze che hanno caratterizzato l’Europa negli ultimi anni richiedendo quindi un ripensamento degli strumenti più idonei al raggiungimento di quegli ideali di pace giustizia e solidarietà fondanti l’Associazione Femmes pour l’Europe.

Interverranno:

Elisabetta Barberis, Prorettrice dell’Università di Torino, Angela Calvo, Presidente del CIRSDe, Luisa Passerini dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole, Elena Paciotti, Presidente della Fondazione Basso, Rada Iveković del Collège International de Philosophie di Parigi eSimona Novaretti dell’Università degli Studi di Torino.

La Lectio magistralis sarà tenuta da Hanne Petersen dell’University of Copenhagen.

Negli anni scorsi, le Giornate organizzate dal CIRSDe hanno ospitato un percorso di ricerca e discussione su vari temi, che comprendono i contributi politici, filosofici, giuridici e letterari delle donne a costruire e immaginare un’Europa diversa da quella esistente, dalla fine del secolo XIX a oggi. Ricordiamo che tra questi temi sono stati presenti quello delle profughe, delle esuli, delle migranti, e la questione delle migrazioni è stata circostanziata con i riferimenti alla dimensione mediterranea e alla visualità, in particolare a quella artistica, nonché la questione di una cittadinanza europea in prospettiva di genere. Nel corso dell’itinerario è sempre stato presente il retaggio di Ursula Hirschmann, della sua vita e della sua attività, e soprattutto del gruppo Femmes pour l’Europe, da lei creato a Bruxelles nel 1975 nella convinzione che le donne hanno un forte interesse per un’Europa unita e possono contribuire a costruire una federazione ispirata agli ideali di libertà e giustizia sociale.

Prev1109110111112113171Next