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Partecipa ad uno degli Open day programmati per l’anno 2017, potrai conoscere l’offerta formativa per l’Anno Accademico 2017-2018. Un’opportunità di orientamento alla scelta universitaria e professionale.

L’Open Day prevede una parte introduttiva sull’offerta accademica IUSTO e il mondo universitario a cui fa seguito la presentazione dettagliata dei singoli corsi di laurea. Interverranno il Preside, i Responsabile dei Corsi di Laurea e i Coordinatori didattici. Porteranno la propria esperienza studenti e laureati. Al desk accoglienza potrai trovare lo staff dello sportello informativo disponibile per colloqui conoscitivi.

Corso di Laurea triennale in SCIENZE DELL’EDUCAZIONE – Classe L 19

  • giovedì 30 marzo: 14.30 – 17.30
  • venerdì 19 maggio: 14.30 – 17.00
  • venerdì 7 luglio: 10.30 – 13.00
  • venerdì 8 settembre

Corso di Laurea TRIENNALE IN PSICOLOGIA – Classe L 24

  • giovedì 30 marzo: 14.30 – 17.30
  • venerdì 7 luglio: 14.00 – 17.00
  • venerdì 8 settembre: 10.00 – 13.00

Corsi di Laurea MAGISTRALE IN PSICOLOGIA (riservato a laureati o laureandi in Psicologia) – Classe LM 51

  • venerdì 31 marzo: 14.00 – 17.30
  • venerdì 19 maggio: 14.00 – 17.30
  • venerdì 8 settembre: 14.30 – 17.30

L’appuntamento è allo IUSTO – Istituto Universitario Salesiano Torino, aggregato alla Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Università Pontificia Salesiana di Roma in Piazza Conti di Rebaudengo, 22 a Torino.

La conferma partecipazione on line è obbligatoria, gli accompagnatori dovranno essere indicati nella sezione apposita del modulo.

Ingresso libero sino ad esaurimento posti.

Per maggiori informazioni chiamaci dal Lun al Ven 9.00 – 13.00 / 14.00 – 17.30 al 011 2340083.

Biciclette e auto assieme sulla stessa strada, come se fosse una pista ciclabile. Ma con il limite, per tutti, dei 30 chilometri all’ora. Verrà ultimato per la Settimana della mobilità sostenibile, in programma dal 16 al 22 settembre, il nuovo percorso ciclabile che collegherà i campus universitari.

Il tracciato è stato pensato dall’assessorato alla Mobilità “per favorire gli spostamenti in bicicletta fra le sedi universitarie del centro cittadino in tutta sicurezza”. Il progetto prevede il miglioramento del collegamento tra corso Marconi e lungo Dora Siena, agevolando la connessione tra alcune residenze universitarie e le facoltà lungo corso Massimo D’Azeglio, Palazzo Nuovo e il campus Luigi Einaudi.

Le direttrici lungo le quali sta facendo la sua comparsa sull’asfalto la nuova segnaletica con il 30 cerchiato di rosso e la bicicletta (ieri è spuntata in via Ormea) vanno da San Salvario a Vanchiglia e sono, per la direzione nord, le vie Ormea, San Massimo, Montebello e, per la direzione sud, le vie Sant’Ottavio, delle Rosine, Giolitti, San Francesco da

 Paola e Principe Tommaso.

“L’intervento – chiarisce l’amministrazione in una nota – è un importante tassello per favorire la percorrenza ciclabile in un’ampia area della città e sarà seguito nei prossimi mesi dalla realizzazione della pista ciclabile lungo via Nizza, tra Porta Nuova e piazza Carducci, e da altri provvedimenti per il miglioramento della sicurezza stradale e della mobilità dolce”.

Costa meno da quest’anno fa studiare i figli alle università statali. Per le matricole, infatti, in caso di reddito Isee fino a 13.000 euro l’iscrizione sarà gratis (esclusi imposta regionale e bollo). Niente tasse anche per gli anni successivi per gli studenti in corso e in regola con gli esami. Maxi taglio dei costi anche per chi ha un Isee più elevato ma entro il tetto dei 30.000. Inoltre non ci saranno tasse per i dottorandi che non hanno una borsa di studio. Le novità grazie alla Legge di bilancio, che ha imposto le nuove regole a tutti gli atenei pubblici.

Le agevolazioni per le matricole. In base alle nuove norme, le matricole che appartengono a nuclei familiari con un Isee entro la soglia prevista dovranno versare solo la tassa per il diritto allo studio di 140 euro e il bollo di 16 euro. Rispetto al passato, per gli studenti nella stessa fascia Isee il risparmio annuo medio è tra i 300 e i 500 euro. La platea complessivamente interessata dal cambiamento dovrebbe essere di circa 600mila famiglie. In ogni caso per legge le università statali non possono istituire ulteriori tasse o contributi a carico degli studenti fino al rilascio del titolo finale di studio, fatti salvi i contributi per i servizi prestati su richiesta. Possono invece prevedere ulteriori eventuali agevolazioni economiche.

L’iscrizione gratis per chi è in pari con gli esami. Solo le matricole, però, hanno diritto a non pagare le tasse semplicemente in base al’Isee. Per avere diritto alla stessa agevolazione per gli per gli anni successivi, invece, occorre anche il merito. Potranno risparmiare, infatti solo gli studenti in corso, oppure iscritti al primo anno fuori corso, che hanno maturato uno specifico numero di crediti, e quindi sono sostanzialmente in regola con gli esami. In particolare nel caso di iscrizione al secondo anno accademico, l’iscrizione gratis è prevista per gli studenti che hanno ottenuto, entro il 10 agosto del primo anno, almeno 10 crediti formativi . Per gli anni successivi è invece necessario aver raggiunto almeno 25 crediti nei dodici mesi antecedenti la data del 10 agosto precedente all’iscrizione al nuovo anno accademico.

Gli sconti per i redditi più elevati. Per gli studenti in regola sono previsti sconti più sostanziosi rispetto al passato anche per chi ha un Isee superiore a 13.000 euro ma inferiore ai 30. 000. In questo caso, infatti, l’importo massimo da pagare è pari al 7% della quota di Isee eccedente i 13.000 euro. Nel caso di iscritti fuori corso da più di un anno, invece, l’importo sale e può arrivare fino al 50% della differenza Isee, con un minimo dovuto per legge, però, di 200 euro.
Niente tasse per i dottorandi

senza borsa. Novità infine per tutti gli iscritti i corsi di dottorato di ricerca che non sono beneficiari di borsa di studio. In questo caso, infatti, a prescindere dai redditi, sono esonerati dal pagamento delle tasse e dei contributi a favore dell’università.

lastampa.it – Il desiderio che accomuna la maggior parte degli studenti che si stanno preparando ai test di ingresso per l’Università di Torino è entrare a Medicina: quest’anno sono 3171 i candidati che il 5 settembre, data fissata dal Miur, affrontano la prova in città. Un numero mai visto, in crescita del 10,18% sul 2016. Vanno contati i 688 aspiranti dottori che provano a essere ammessi al corso in inglese in Medicine&Surgery, che l’ateneo attiva per la prima volta. «Nel complesso abbiamo quasi mille iscritti in più alle prove. In realtà qualcuno affronterà entrambi i test, dunque la cifra va rivista al ribasso, ma è comunque importante e inaspettata, dato che Medicina è un percorso lungo e faticoso», dice la vicerettrice alla didattica, Lorenza Operti.

DOMANDE IN AUMENTO

La crescita è generalizzata: nel 2017 le domande per sostenere il test di ingresso a un corso triennale dell’Università sono state 11.613, il 3,54% in più e per i corsi a ciclo unico 6652 pari a un +25,51%. «Anche noi, a oggi, abbiamo superato i numeri del 2016», aggiunge Anita Tabacco, vicerettrice alla didattica del Politecnico. Insomma, Torino è sempre più gettonata dagli universitari.

POSTI CONTATI

Certo, farcela è complicato. Medicina ha 350 posti più 40 per Odontoiatria. A Medicine&Surgery sono 100. Sarà ammesso quasi uno studente su sette. E che dire di Scienze della Formazione Primaria? 250 posti che si contenderanno in 857 (+ 22,96%). «Chi fa questa scelta sa che lavorerà», spiega la professoressa Operti. «Le scuole richiedono studenti per le supplenze ancora prima della laurea». Lo stesso vale per chi entra a Tecnologie Alimentari, per cui affronteranno il test 302 candidati (+30%). Quasi sempre in crescita sono le domande per le professioni sanitarie: Tecniche audiometriche che segna un +41,67%, Infermieristica +29,47%, Dietistica +11,59%, Veterinaria +16,88% e Farmacia +10,98%. Altro boom riguarda il corso di laurea in Conservazione e restauro di 5 anni, per cui ci sono 83 richieste che rappresentano un +48%. Cresce anche Psicologia, che passa da 1980 a 2316 candidati, mentre resta ad accesso libero Economia, per cui nei mesi scorsi era stato ipotizzato il numero programmato. «Vedremo quante saranno le matricole, poi valuteremo».

ACCESSO A INGEGNERIA

Torino città di economisti, di insegnanti, di medici e pure di architetti. Se in Italia gli iscritti diminuiscono dell’8%, da noi i numeri sono stabili. «Le domande per il test, che è nazionale e si svolge il 7 settembre, sono più di 700 per 500 posti», rivela Anita Tabacco. E gli ingegneri? Tantissimi anche loro. Già in 8000 hanno affrontato i test organizzati dal Poli durante l’anno e ora devono solo completare l’immatricolazione. Come Giovanni Sinigaglia, da Grugliasco, ex studente dell’istituto Majorana. «Il Poli e la scuola hanno una convenzione, così ne ho approfittato. Adesso mi resta da capire se, in base al punteggio, potrò iscrivermi a Ingegneria Informatica, se no farò Gestionale».

ULTIME PROVE

Le ultime due giornate di prove si svolgono il 30 e il 31 agosto e i termini per iscriversi sono ancora aperti. E allora si ripassa, come sta facendo Beatrice Bizzotto, da Chivasso, che proverà il test di Medicina. «Ho fatto un tirocinio in ospedale e mi sono innamorata di questo lavoro. Ci spero». Come lei, il fidanzato, Filippo Grimaldi: «Ho iniziato a studiare subito dopo la maturità. Se non dovessi passare, farò Biotecnologie e riproverò nel 2018». Alpha Test, la casa editrice degli omonimi libri, organizza il 2 settembre una simulazione gratuita, all’hotel Holiday Inn di piazza Massaua, per chi ha farà il test di Medicina. Basta registrarsi sul sito. Sul portale Orient@mente a disposizione fac-simile di esame. Lo stesso fa il Politecnico.

 

repubblica.it – Consapevoli dell’opportunità dell’esperienza all’estero e senza nessuna voglia di farsi scoraggiare dai terroristi. Sono questi gli studenti universitari torinesi che si preparano a partire per l’Erasmus, alcuni sono già nei Paesi dove trascorreranno il semestre di studi lontano dall’Italia, la maggior parte partirà però tra settembre e gennaio.Paolo Bevolo, iscritto al Politecnico di Torino, non era lontano dalle Ramblas quando c’è stato l’attentato: “Ero a cento metri di distanza quando il furgone ha travolto la folla” racconta. “Questo episodio però non mi ha fatto cambiare idea. Sono arrivato qui una settimana fa e ci rimarrò per sei mesi – assicura – Non tornerò indietro”.
Tra l’Università di Torino e il Politecnico saranno quasi 2mila gli studenti che da qui partiranno per l’Erasmus. Molti hanno fatto richiesta proprio per le grandi città europee, da Barcellona a Londra passando per Parigi: “Partecipo al programma Erasmus Mundus che mi permetterà di ottenere una doppia laurea – spiega Grazia Sveva Ascione, iscritta al corso di Economia e Statistica di Unito – Mi trasferisco in Francia a settembre”. Parigi è finita più volte nel mirino del terrorismo: “C’è tanta suggestione attorno a queste tematiche ed anche strumentalizzazione – dice lei – Se devo morire voglio morire facendo le cose su cui ho fondato la mia vita, cioè conoscere nuove culture ed allargare i miei orizzonti di studio”. Niente paura quindi: “In generale non temo gli attentati perché ho già vissuto all’estero – continua – La probabilità di morire per attentato è molto più bassa che quella di morire di cancro oggi”.”Non ho mai pensato di rinunciare. L’Erasmus è un’esperienza che voglio fare anche se ora un po’ di paura c’è”.Francesca Boi, 22 anni, studentessa di Ingegneria gestionale al Politecnico di Torino, l’11 settembre sarà a Barcellona per il suo semestre all’estero: “Le immagini del furgone sulle Ramblas mi hanno impressionato, ma avrei paura anche se fossi in una delle grandi città italiane” racconta. L’Erasmus a Barcellona è qualcosa che sognava da tempo, e quando ha saputo di essere stata presa si è subito organizzata: “A maggio sono andata a cercare casa e l’ho già affittata — spiega Francesca — Un attentato a pochi giorni dalla partenza non ci voleva, ma non posso certo tirarmi indietro”. La sua famiglia è preoccupata: “Mi hanno chiesto di evitare i luoghi affollati — confida — Dopo quello che è successo in piazza San Carlo a Torino, dove c’erano alcuni miei amici, già stavo più attenta, ma non cambierò abitudini per colpa dei terroristi”.
Giada Zoni, studentessa di Urbanistica al Poli, paura ne ha, ma comunque non rinuncia all’Erasmus a Madrid: “Sono stata coinvolta nel ‘finto attentato’, o come chiamarlo non so, in piazza San Carlo a Torino, e da allora sono abbastanza terrorizzata – confessa – Starò via fino a fine gennaio. È un’opportunità per studiare in un luogo differente dall’Italia, per imparare una nuova lingua e interfacciarsi con realtà differenti. Ed è innegabile che faccia anche curriculum”. Anche Stefania Di Corato, sempre del Poli, sarà nella capitale spagnola tra pochi giorni: “Sono più preoccupata dall’esperienza Erasmus in sé, ma non temo per gli attentati. Tanto non si è più sicuri da nessuna parte” conclude amara.
Eugenio Sturniolo, studente di Chimica all’università, andrà a Barcellona: “Sono un po’ preoccupato, ma partirò lo stesso – assicura – Queste cose purtroppo stanno accadendo in tutta Europa in questo periodo, ma secondo me non possiamo farci condizionare troppo. Non dobbiamo permettergli di terrorizzarci a tal punto da non poter fare più nulla, secondo me bisogna andare avanti”.

Martina Arabella, iscritta al dipartimento di Biologia, sarà a Parigi: “Non voglio precludermi delle possibilità per gli attentati. Anche se ho un po’ paura, cerco di pensare che anche qui mi potrebbe succedere qualcosa – ragiona – Ci sono molte meno probabilità qui che a Parigi sicuramente, ma non si può manco dire che non ce n’è nessuna”.

Con un punteggio che raggiunge l’eccellenza, 110 su 110, il Politecnico di Torino si prende d’autorità la vetta della classifica Censis per larea di Scienze 2017, detronizzando l’Università di Trieste. Quest’ultima si vede costretta rinunciare al primato della graduatoria dedicata ai corsi di laurea triennale delle classi di Scienze e Tecnologie della Navigazione (L-28), Scienze e Tecnologie Fisiche (L-30), Scienze e Tecnologie Informatiche (L-31) e Scienze Matematiche (L-35), dovendosi accontentare del secondo posto che le è toccato per via di una media scesa di 4 punti rispetto al 2016 e attestatasi a 104. Sul terzo gradino del podio si conferma, invece, Camerino, a cui il Censis ha attribuito un punteggio di 103.

Stabile in quarta posizione, esattamente come dodici mesi fa, Torino questa volta peggiora la propria performance di mezzo punto, ottenendone 96,5. Compie, invece, una rimonta notevole l’Università di Modena e Reggio Emilia, che l’anno passato finì a metà della graduatoria e adesso si merita il quinto posto con 95 punti. In sesta posizione della classifica Censis per l’area di Scienze 2017 troviamo Trento (94), che precede le università di Perugia (93,5) e Udine (91,5), la Sapienza (91) e il trio composto da Insubria, Paviae Ca’ Foscari di Venezia (tutte con 90,5), con il quale si chiude la top ten della graduatoria.

Nella pancia della classifica Censis per l’area di Scienze 2017 finiscono, nell’ordine, il duo Bologna–Padova(90), Genova (89,5), la coppia formata dagli atenei de L’Aquila e di Verona (entrambi con 88,5 punti), quella composta da Ferrara e dall’Università del Piemonte Orientale (87,5), Pisa (87), Roma “Tor Vergata”(86), la Bicocca di Milano (85,5), Roma Tre (85), Parma (84,5) e Cagliari (84). Si posizionano, invece, nellaparte medio-bassa della graduatoria Urbino (83,5), la Statale di Milano – che perde numerose posizioni – a pari merito con Siena (82,5), Salerno (81,5), l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” (80), quella del Molise (79,5), Firenze (79).

Scorrendo ulteriormente la classifica Censis per l’area di Scienze 2017 si incontrano poi l’Università del Salento (77,5), quella di Catania appaiata a quella della Basilicata e quella di Palermo (tutte e tre con 76 punti), l’Università di Bari (74,5) e quella della Calabria (73,5). Infine, nelle posizioni di coda della graduatoria ci sono, nell’ordine, Messina, che si piazza terzultima con 73 su 110, la “Federico II” di Napoli, penultima con un punteggio di 69 e l’Università di Napoli “Parthenope”, che si conferma ultima del gruppo mantenendo anche il medesimo punteggio del 2016, cioè 66 su 110 (il minimo possibile).

 Realizzare il sogno di Icaro e progettare prototipi in grado di volare: è questo l’obiettivo del Team ICARUS (Innovation Center for Amateur Rocketry and Unmanned Ships) del Politecnico di Torino, un gruppo di  31 studenti fondato nel 2015 e coordinato dal professor Paolo Maggiore, che si propone di permettere ai ragazzi un primo approccio pratico al mondo della progettazione aeronautica e spaziale.

Dal 7 all’11 agosto il Team è stato impegnato a Zagabria, in Croazia, nella sua prima competizione, partecipando all’Air Cargo Challange. Si tratta di una competizione a cadenza biennale, che ha come obiettivo quello di coinvolgere studenti universitari di tutto il mondo nella realizzazione di un aeromodello da competizione.

La competizione prevede la progettazione e la successiva realizzazione di un aeromodello ad alte prestazioni, seguendo le specifiche imposte dal bando di gara, in grado di trasportare il maggior peso possibile in una piccola stiva di carico, o Cargo Bay.

Nel corso dei giorni di gara i team si sono sfidati dapprima in una presentazione tecnica del progetto, a cui è stato assegnato un punteggio in base ai metodi e alla filosofia di realizzazione del modello da gara; è seguita, poi, la vera e propria prova di volo: i prototipi hanno eseguito un volo con a bordo il carico da trasportare su un percorso definito, eseguendo 10 passaggi su una distanza di cento metri nel minor tempo possibile.

Il team ICARUS ha partecipato con il modello Anubi, un aeromodello con una apertura alare di 4 m, che ha ottenuto risultati estremamente lusinghieri per una prima partecipazione alla competizione: il Team si è classificato 9° nella classifica generale su 36 gruppi iscritti, ma Anubi è anche risultato il secondo modello più veloce in assoluto. Il Team è inoltre molto soddisfatto di aver ottenuto il massimo punteggio nella presentazione del progetto, risultato ottenuto solo da un altro dei gruppi presenti.

Molto apprezzati dal pubblico e dalla giuria anche il design, la manovrabilità e la stabilità del modello e le soluzioni tecniche inusuali portate in gara, come fowler flap e strakes.

“La partecipazione al lavoro del Team è un’esperienza unica”, commentano gli studenti. “Mettere alla prova le nostre conoscenze, applicandole ad un problema concreto, significa avere a disposizione una “palestra” che ci permetterà di entrare più preparati nel mondo del lavoro. Per essere più competitivi possibile abbiamo spinto al massimo le nostre conoscenze, utilizzando tecniche di progettazione di alto livello, come analisi strutturali e aerodinamiche al calcolatore, e tecniche di produzione innovative facendo largo uso di materiali compositi e stampa 3D”.

 Oltre al modello STORK, il Team sta realizzando un altro prototipo: il razzo a propellente solido DART. Anche in questo caso si tratta di un modello interamente progettato e realizzato dagli studenti, che si sono cimentati nelle tecniche più avanzate di progettazione, ma anche nella realizzazione effettiva del razzo, dalla realizzazione delle saldature, al montaggio di componenti, alle stampe 3D, fino alla preparazione di composti chimici per il propellente e ai test. Nei prossimi mesi il Team procederà al lancio del razzo, che dovrebbe arrivare a circa 2 mila metri di altitudine.

 

 

mole24.it – La Thales Alenia Space e Università di Torino hanno deciso di lavorare insieme per uno dei loro numerosi ambiziosi progetti.La Thales Alenia Space e l’Università degli Studi di Torino hanno firmato un protocollo di collaborazione che durerà tre anni.

Il progetto prevede lo studio delle reazioni fisiche e psicologiche di uomini costretti a vivere per mesi in moduli abitativi spediti nella profondità dello spazio, diretti verso altri pianeti. La sperimentazione di metodi per costruire nello spazio e alla ricerca di modelli di industrie che possano lavorare su Martee di sonde che siano in grado di ricercare nuove materie prime sugli asteroidi.

L’Università di Torino e Alenia prevedono che il progetto si potrà realizzare tra il 2020 e il 2030.

Come ha affermato il rettore Gianmaria Ajani, l’Università degli Studi di Torino e Thales Alenia Space lavorano insieme già da tempo su numerosi progetti.

Sono più di 280 le piccole e medie imprese sul territorio torinese che ruotano intorno alla Thales Alenia Space. L’indotto spaziale piemontese rappresenta una delle realtà più importanti d’Italia nel settore.

Secondo Walter Cugno, dirigente del gruppo Alenia, stiamo assistendo alla trasformazione dello spazio, che sta inevitabilmente cambiando il modello di business.

Infatti, da tempo, le grandi compagnie si interrogano sulla possibilità di produrre su altri pianeti, di costruire moduli abitativi capaci di ospitare persone per lunghi periodi e di andare a ricercare nuove materie prime direttamente sugli asteroidi.

Per questo le grandi compagnie fanno investimenti finanziando la ricerca e lo sviluppo.

L’Università di Torino si occuperà dello studio delle colture nello spazio e delle reazioni fisiche e psicologiche degli astronauti in condizioni di gravità molto diverse rispetto a quelle terrestri.

Il Dipartimento di Psicologia, come afferma la docente Raffaella Ricci, è stato chiamato a migliorare i moduli abitativi per renderlo adatti ai cambiamenti di condizioni esterne a cui sono sottoposti gli astronauti.

Inoltre si approfondirà l’argomento dei modelli terrestri in cui vengono ricostruite le fonti di stress spaziali.

L’amministratore delegato di AleniaDonato Amoroso, ha sottolineato l’importanza del trovarsi preparati ai cambiamenti del futuro investendo sulla dimensione esplorativa del settore spaziale, piuttosto che quella commerciale.

Insomma, anche questo progetto di Thales Alenia Space e Università di Torino è molto ambizioso, ma grazie a coloro che lavoreranno al progetto si rivelerà sicuramente un successo.

Torna vincente dalla prima gara della stagione 2017 il team Squadra Corse del Politecnico di Torino: la nuova vettura SCDiciassette si è classificata al terzo posto a Varano de’ Melegari, nella prima competizione della stagione.

Come ormai da 12 anni a questa parte, il team studentesco che progetta e realizza prototipi da competizione gareggia nel campionato universitario Formula SAE, competizione internazionale fra team universitari che si svolge su circuiti del calibro di Silverstone, Hockenheim o, appunto, Varano de’ Melegari: un vero e proprio campionato mondiale per studenti che ha come obiettivo la simulazione del mondo del motorsport, dalla progettazione di una monoposto alle gare, passando per il business plan.

Scade venerdì 6 ottobre 2017 il bando per iscriversi al corso biennale della Fondazione ITS Agroalimentare per il Piemonte: Mastro Birraio e Gastronomo sono corsi tenuti nelle sedi di Torino mentre quello di Trasformazione ortofrutticola presso la sede di Cuneo. Se interessati, non fatevi scappare l’Open day che avrà luogo oggi mercoledì 26 luglio presso Cnos-Fap Valdocco in via M. Ausiliatrice 36 a Torino.

Coltiviamo antichi saperi, produciamo innovazione

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