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Il Politecnico di Torino ospiterà dal 25 al 29 settembre la “Open Education Training Week”, la settimana di formazione proposta nell’ambito del progetto internazionale Erasmus + “OpenMed – Opening up Education in South-Mediterranean countries” coordinato dall’Unione delle Università del Mediterraneo – UNIMED. Cinque partner europei e nove istituti universitari provenienti da quattro paesi del Mediterraneo meridionale sono impegnati nel progetto, finalizzato a incentivare e diffondere le cosiddette Open Educational Resources (OER) e Open Educational Practices (OEP), cioè risorse e pratiche educative aperte, materiali didattici in formato digitale resi disponibili con licenze che ne permettono il riutilizzo, la modifica e la distribuzione. L’obiettivo è quello di offrire un’opportunità di crescita per il settore dell’istruzione superiore grazie proprio alla condivisione della conoscenza e degli strumenti didattici nei paesi partner: Marocco, Palestina, Egitto e Giordania.

Destinata a educatori, ricercatori, insegnanti e studenti in formazione o semplicemente a persone interessate alla materia, la settimana di incontri al Politecnico di Torino – partner del progetto – sarà focalizzata sui fondamenti e sugli approcci dell’educazione “open”. Lezioni introduttive, illustrazione dei principi fondamentali,  lavori di gruppo forniranno le prime informazioni e anticiperanno la seconda parte del percorso formativo, che si completerà online nei prossimi mesi. Oltre agli istituti partner del progetto, alla settimana parteciperanno altre otto università provenienti da Egitto, Giordania, Marocco e Libano per un totale di 80 persone da 8 paesi (3 paesi EU e 5 paesi della sponda sud).

L’Open Education Training Week rappresenta la prima fase del corso “Open Education: fundamentals and approaches. A learning journey opening up Teaching in Higher Education”. Al termine della settimana, inizierà la fase online del corso durante la quale i partecipanti potranno accedere ai moduli didattici online e sviluppare la propria idea progettuale di Open Education.

 

Obiettivo del progetto OpenMed è quello di analizzare le buone pratiche già attuate nella regione del Mediterraneo in materia di istruzione aperta e di ampliare poi l’adozione di questi modelli nella formazione superiore, anche attraverso corsi e seminari rivolti proprio ai formatori, come quello che si terrà a Torino. Lo scopo finale del progetto è di difendere l’educazione come un bene pubblico e diritto umano fondamentale e promuove il ruolo delle università come centri irradiatori di conoscenze non solo verso gli studenti del campus ma anche oltre i limiti istituzionali, in particolare verso le fasce più deboli e svantaggiate della società, come nuclei a  basso reddito, studenti disabili, abitanti delle zone rurali e rifugiati.

 

Il progetto ACED-IoT (Safe cities through Cloud and the Internet of Things) dell’Alta Scuola Politecnica, percorso di eccellenza creato dai Politecnici di Milano e Torino, promette di potenziare lo scambio di informazioni tra i coordinatori delle emergenze, gli operatori sul campo e semplici cittadini in caso di inondazioni in ambito urbano. Il problema delle inondazioni urbane è molto sentito in Italia a causa della peculiare morfologia del territorio. Nello svolgimento del progetto è emerso che le principali criticità risiedono nella comunicazione con il Centro di Coordinamento Soccorsi, nell’integrazione delle informazioni — eterogenee e spesso ridondanti — in possesso delle diverse organizzazioni, e nella possibilità di ricevere contenuti geolocalizzati dai soccorritori sul campo.

La soluzione proposta da ACED-IoT consiste in una piattaforma web basata su tecnologie cloud che consente di raccogliere e integrare i dati provenienti da varie fonti come database “open data”, sistemi informativi geografici, informazioni semi-strutturate in possesso delle varie organizzazioni, unendoli con dati di monitoraggio provenienti da sensori “Internet of Things” installati nei punti a rischio.

La piattaforma è pensata come uno strumento di supporto per i decision-makers nella comprensione dell’evoluzione generale degli avvenimenti. Oltre all’apporto in fase di emergenza, ACED-IoT permette la raccolta di una grande mole di dati analizzabili nel post-evento e preziosi per la pianificazione futura.

La capacità di garantire ai propri laureati una collocazione diretta nel mondo del lavoro è da sempre uno deiplus offerti dal Politecnico di Torino: oggi la classifica internazionale Graduate Employability Rankings 2018, proposta dal prestigioso istituto britannico QS, certifica che l’Ateneo è la prima università al mondo nel garantire prospettive occupazionali ai propri laureati.

L’Ateneo, infatti, si colloca al 1° posto al mondo per l’indicatore Graduate Employment Rate, uno dei cinque valutati dal ranking sull’occupabilità dei laureati,che quest’anno ha analizzato 600 università in tutto il mondo.

I criteri utilizzati sono la reputazione delle università presso i datori di lavoro, le partnership realizzate con le imprese, il successo dei laureati nelle proprie carriere, la presenza delle aziende nel campus e il tasso di occupazione dei laureati a un anno dal titolo.

In quest’ultimo indicatore, calcolato come rapporto tra la percentuale di occupazione dei Laureati dell’Ateneo (pari al 94%) e la media degli Atenei italiani esaminati (pari al 76.2%) il Politecnico di Torino ottiene il miglior risultato al mondo, a pari merito con il Moscow State Institute of International Relations (MGIMO University).

 Molto buone le prestazioni del Politecnico anche su altri due indicatori, rispetto ai quali l’Ateneo si colloca al 2° posto in Italia: Employer reputation e Employer-Student connection, che valutano rispettivamente la reputazione dell’Università presso i datori di lavoro e le opportunità offerte dalle Aziende alle Università per agevolare l’ingresso nel mondo del lavoro. Complessivamente, tenendo conto dei cinque indicatori utilizzati e del peso loro attribuito dal ranking,  l’Ateneo si colloca tra la 121 e la 130 posizione e rientra pertanto nell’ambito del 25% delle migliori Università al mondo.

“Il Politecnico di Torino ha investito molto in questi anni nella qualità della formazione, offrendo percorsi di studio impegnativi, che sanno contemperare solidi fondamenti disciplinari con un approccio trasversale e multidisciplinare. Vi sono due plus importantissimi, che valorizzano il nostro sistema formativo: da un lato  partnership forti con il nostro Territorio e con grandi imprese leader nei principali ambiti industriali e dei servizi avanzati, dall’altro una politica di internazionalizzazione che consente ad un elevato numero di studenti di trascorrere significativi periodi presso prestigiose università estere ed in molti casi di conseguire titoli congiunti.

Eravamo consapevoli che la formazione dei nostri laureati fosse apprezzata dal mercato del lavoro, ma questo posizionamento ci gratifica in modo particolare perché rappresenta un grandissimo riconoscimento per il formidabile lavoro che la nostra comunità universitaria ha svolto in questi sei anni”,  dichiara il Rettore Marco Gilli, che dalla Silicon Valley, dove si trova in missione, conclude: “Diventiamo sempre di più un polo di riferimento internazionale e siamo orgogliosi di contribuire, anche con questo significativo risultato, alla crescita e allo sviluppo del nostro Territorio e del nostro Paese”

 

www.automazione-plus.it – I moderni computer sono macchine estremamente veloci e precise, in grado di effettuare un numero elevatissimo di operazioni logico-matematiche in una frazione di secondo. Grazie a questa caratteristica, sono diventati strumenti insostituibili in moltissime applicazioni della vita comune, dai videogiochi fino alla diagnostica medica. Anche nell’ambito della ricerca scientifica e ingegneristica, i calcoli al computer hanno sempre più un impatto rivoluzionario sul modo di investigare nuovi fenomeni, calcolare e progettare: è difficile anche solo immaginare oggi un qualsiasi campo della conoscenza dove i computer non giochino un ruolo chiave.

Una presenza così pervasiva spesso induce a credere che un qualsiasi fenomeno fisico o problema ingegneristico possa essere velocemente affrontato con accurate simulazioni numeriche affidate a calcolatori elettronici sufficientemente veloci. Purtroppo, però, esistono diversi esempi di grande interesse caratterizzati da una complessità tale che nemmeno i cosiddetti super-calcolatori o super-computer (ovvero cluster di centinaia o migliaia di processori elettronici in parallelo) sono in grado di affrontare efficacemente. Ne consegue che, quando possibile, sono richiesti tempi di elaborazione di diversi mesi o addirittura più lunghi per portare a termine un singolo calcolo (o, come è spesso definito in gergo, ‘simulazione numerica’).
Tra i diversi ambiti scientifici dove oggi il problema dell’eccessivo onere computazionale è particolarmente limitante, c’è senza dubbio quello delle simulazioni atomistiche, spesso anche chiamate simulazioni di dinamica molecolare. Nell’ingegneria moderna, tra le altre cose, tali simulazioni consentono la progettazione di materiali innovativi manipolati su scala atomica e dotati di prestazioni straordinarie. Questo problema di calcolo rende talvolta impraticabile la progettazione dettagliata al computer dove sarebbero richieste decine o centinaia di simulazioni per progettare un singolo materiale o nano-componente sotto molteplici condizioni di funzionamento.

L’ingegneria non è l’unica disciplina dove i calcoli atomistici rappresentano un prezioso strumento di indagine e progettazione. Nelle scienze biologiche è in corso da anni una rivoluzione che sta trasformando la nostra conoscenza da descrittiva a quantitativa. Una rivoluzione nella quale lesimulazioni di dinamica molecolare hanno avuto (e avranno sempre più) un peso importante nel far luce sul ruolo e i meccanismi fisici di funzionamento di molte biomolecole alla base della nostra stessa vita, come ad esempio le proteine. Da un lato, una conoscenza approfondita e quantitativa è fondamentale per il progresso della bioingegneria e nella ricerca di cure mediche sempre più efficaci. Dall’altro, la complessità dei sistemi di interesse biologico è tale che i tempi computazionali sono troppo lunghi e rappresentano una drammatica limitazione al progresso scientifico.

Una soluzione a questa criticità può arrivare da uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista americana PNAS, frutto di una collaborazione internazionale pluriennale tra il Politecnico di Torino, la Princeton University, il Max Planck Institute e la Yale University. Durante questo studio, è stato messo a punto un metodo di calcolo rivoluzionario in grado di accelerare in modo significativo le simulazioni atomistiche al computer e quindi le scoperte scientifiche.
Il metodo è stato applicato con successo a un sistema di rilevanza biologica, ovvero a un sensore di saturazione lipidica della membrana cellulare studiato da alcuni ricercatori del Max Planck Institute di Francoforte nel 2016. Il sensore può essere immaginato come una macchina di dimensioni molecolari presente nelle cellule del nostro corpo: lo spostamento delle parti di cui è costituita tale macchina molecolare ne determina la configurazione. Stabilire correttamente la configurazione del sensore è cruciale in quanto questa regola la produzione di acidi grassi, contribuendo al corretto funzionamento e allo stato di salute delle cellule.

Nel precedente lavoro del 2016, dopo sofisticati esperimenti e mesi di tradizionali calcoli al computer, i ricercatori avevano osservato e descritto le modalità di funzionamento (le ‘configurazioni’) del suddetto sensore. Utilizzando però il nuovo approccio a cui ha lavorato il Politecnico di Torino, poche ore di calcolo sono state sufficienti per evidenziare non solo le configurazioni del sensore già note ma, soprattutto, per scoprire ulteriori modalità di funzionamento del sensore che erano rimaste a oggi sconosciute a causa dell’eccessivo onere computazionale.
Grazie ai risultati incoraggianti, i ricercatori contano di poter applicare ora il nuovo metodo a sistemi sempre più complessi e poter così accelerare il progresso scientifico in campo biofisico ed ingegneristico.

 

Nelle varie assemblee che si erano tenute a proposito della protesta a cui aderiscono alcune centinaia di professori dei due poli universitari piemontesi, gli studenti e i relativi collettivi avevano chiesto agli atenei e ai professori stessi di limitare il disagio per gli iscritti. E, per il momento, sembra che le richieste siano state accolte, almeno parzialmente. Sia l’Università degli studi che il Politecnico, infatti, hanno optato per uno slittamento delle deadline burocratiche, in modo da permettere a studenti e laureandi di portare a termine esami e percorsi senza troppi problemi.

POLITECNICO Nell’ateneo d’eccellenza torinese sono due le principali misure su cui si lavora. La prima è quella di una nuova calendarizzazione degli appelli: i collettivi studenteschi raccontano di un incontro con i vertici dell’ateneo, nel quale sarebbero stati garantiti nuovi appelli d’esame, due settimane dopo quelli attualmente cancellati. Ma, avvertono sulle pagine social “vi potranno partecipare tutti gli studenti precedentemente prenotati. È quindi di fondamentale importanza iscriversi agli appelli secondo le scadenze attualmente previste, perché i termini per la prenotazione non verranno riaperti”.

Per quanto riguarda le sessioni di laurea, la richiesta rimane da inviare entro i termini prestabiliti, “anche in presenza di esami ancora non sostenuti: qualora questi siano spostati a causa dello sciopero, la domanda sarà ritenuta comunque valida”. Unica eccezione Architettura, dove, per le particolari tempistiche, potrebbe essere istituita una sessione di laurea straordinaria.

UNIVERSITA’ Anche ad Unito si corre ai ripari e si cercano soluzioni. Gli Studenti Indipendenti raccontano di un incontro con la Direzione didattica, nella quale sarebbe emersa la volontà di questa di contattare i vari dipartimenti dell’ateneo per far slittare la data di scadenza della consegna delle tesi di laurea, nel caso in cui questa arrivi prima del periodo in cui ci saranno gli appelli straordinari, in sostituzione di quelli ordinari saltati.

Se molti degli studenti avevano quindi appoggiato la causa della protesta dei professori, chiedendo però garanzie e tutela per la propria situazione, al momento sembrerebbe che siano stati accontentati. Come, d’altronde, aveva auspicato i professori stessi.

 

L’idea  l’aveva lanciata tre giorni fa sulle pagine di Repubblica Torino, il gallerista Franco Noero. Oggi sempre su Repubblica il presidente dell’Accademia Albertina Fiorenzo Alfieri ha rilanciato offrendo la disponibilità di allievi e docenti a trasformare le barriere antiterrorismo  con un progetto artistico che abbia un senso con il motivo per cui le protezioni sono state sistemate nel cuore della città. E adesso arriva il via libera del Comune: “I jersey e le fioriere che sono stati collocati in alcuni spazi cittadini hanno come scopo principale la sicurezza ma diventeranno anche veicolo di messaggi artistici- spiegano da Palazzo di città -.  L’assessorato alla Cultura, infatti, sarà promotore di un progetto realizzato in collaborazione con l’Accademia Albertina di Belle Arti  e il progetto Murarte. L’obiettivo è coinvolgere writers e allievi dell’accademia per trasformare le barriere di cemento in spazi d’arte. L’Assessora Francesca Leon incontrerà a settembre il presidente  dell’Accademia Albertina,  Fiorenzo Alfieri e il direttore Salvo Bitonti, con le associazioni che seguono il progetto Murarte per sviluppare insieme a loro le modalità di intervento”.

Dal 1 settembre e fino al 5 ottobre 2017 è possibile compilare on line le domande di immatricolazione 2017/2018 per i corsi di laurea di primo livello e laurea magistrale a ciclo Unico ad accesso libero.

Tutti i corsi ad accesso libero prevedono un test di accertamento dei requisiti minimi (TARM) obbligatorio. Per alcuni corsi ad accesso libero il sostenimento del TARM è vincolante per potersi immatricolare. Le informazioni di dettaglio sul TARM sono alla pagina Immatricolazione corsi ad accesso libero.

Per tutti gli studenti, iscritti a qualsiasi corso di studio, le tasse di iscrizione agli anni successivi al primo devono essere versate entro il 5 ottobre 2017. Il versamento effettuato oltre tale data è gravato dal pagamento della prevista indennità di mora. Il pagamento della tassa costituisce iscrizione al nuovo anno accademico.

L’elenco completo delle scadenze amministrative (pagamento tasse, trasferimenti, carico didattico) dell’anno accademico 2017-2018 e tutte le informazioni relative a iscrizioni e immatricolazioni sono reperibili alla pagina web Immatricolazioni e iscrizioni.

Per maggiori informazioni consultare i siti dei corso di studio o delle scuole.

 

Le università si innovano e ora anche in Italia il Politecnico di Torino e l’Università La Sapienza di Roma, così come l’Università tecnica di Monaco, la University of Wolverhampton (Regno Unito), la California Polytechnic State University (San Luis, Stati Uniti) e il Politecnico di Incheon (Seoul, Corea del Sud), utilizzano sistemi di additive manifacturing (stampa in 3D).

Il più importante fornitore di tecnologie a livello mondiale per la stampa 3D industriale di metalli e polimeri, Eos, ha ora annunciato l’intenzione di ampliare il proprio programma Academia per promuovere la stampa 3D basata su polveri presso università e istituti di ricerca.

Dopo la registrazione, gli istituti che parteciperanno al programma potranno accedere in modo esclusivo ad aggiornamenti periodici sul mondo dell’Additive Manufacturing, attraverso sample, white paper e varie attività pensate appositamente per il settore accademico. Sarà anche possibile ottenere un accesso esclusivo a tre nuovi pacchetti.

La combinazione di formazione specializzata con l’utilizzo pratico dei loro stessi sistemi di stampa 3D consentirà a ricercatori e docenti di sperimentare in prima persona le numerose possibilità offerte da questa tecnologia e di insegnare attivamente ad altre persone le conoscenze acquisite. Al tempo stesso, le università potranno aumentare la loro offerta come centri di formazione, andando a sfruttare le competenze ottenute per offrire un’ampia gamma di corsi sui principali argomenti relativi alle tecnologie di stampa 3D.

“Come azienda leader di mercato e nel settore tecnologico, per noi è essenziale preparare gli scienziati e gli studenti di oggi per i requisiti professionali di domani -ha dichiarato Giancarlo Scianatico, Regional Manager per l’Italia di Eos- Per questo motivo, con il nostro programma Academia supportiamo le università e gli istituti di ricerca, fornendo loro le attrezzature migliori e più all’avanguardia”.

Nei prossimi anni, la stampa 3D industriale, anche denominata Additive Manufacturing (AM), diventerà parte integrante della produzione su larga scala, sia per i polimeri che per i componenti metallici. Di conseguenza, è ancora più importante iniziare a formare la prima generazione di “nativi della produzione additiva”. Oltre ai propri sistemi e a due sistemi entry-level di Sintratec, Eos ha incluso nel programma vari webinar, corsi e ulteriori opzioni di formazione. Il pacchetto permette di sviluppare in modo più efficiente una formazione base specifica per la tecnologia AM, da cui è possibile trarre vantaggio sia per la ricerca che a scopo didattico.

“Dopo anni di stretta collaborazione con Eos e di utilizzo dei suoi sistemi di elaborazione dei materiali metallici per la ricerca e a scopo di formazione, la grande esperienza che abbiamo acquisito con la stampa 3D e il mondo dell’Additive Manufacturing ci consente oggi di preparare gli studenti per gli scenari della produzione di domani”, ha commentato Luca Iuliano, professore di Tecnologie e Sistemi di Produzione del Politecnico di Torino.

“Al tempo stesso, questa partnership diventa una caratteristica distintiva nelle opportunità di formazione e apprendimento offerti dal nostro ateneo, permettendoci così di rimanere al passo con i tempi in termini di innovazione e tendenze legate a quel concetto di Industry 4.0 sempre più presente anche nel panorama italiano”, ha concluso Iuliano.

 

Sempre più studenti scelgono il Politecnico di Torino per il proprio percorso di studio, confermando un trend ormai pluriennale; per il 2017/2018 è stata superata la quota di 12.000 iscritti ai test per i corsi di Ingegneria, Architettura, Design e Pianificazione dell’Ateneo, con un incremento del +10% rispetto allo scorso anno.

 Per quanto riguarda gli aspiranti ingegneri, il numero dei preimmatricolati provenienti da Regioni italiane diverse dal Piemonte e dall’estero continua a essere superiore rispetto a quello dei residenti in Piemonte: sono il 60% e arrivano dalle Regioni storicamente più legate all’Ateneo come Sicilia, Puglia, Lazio, Liguria, Sardegna, Campania. Il Paese straniero più rappresentato si conferma essere la Cina, dove per il secondo anno consecutivo sono state organizzate sessioni in loco del test di ammissione; un’azione mirata a incentivare la partecipazione ai test d’ingresso da parte degli studenti stranieri che risiedono in Paesi geograficamente più lontani, che per l’anno accademico 2017/2018 è stata estesa anche a Cile e Argentina con buoni risultati. Nonostante l’introduzione della soglia minima e del test obbligatorio anche per chi ha studiato all’estero, quest’anno gli studenti stranieri che intendono iscriversi al Politecnico sono in grande crescita: + 40%.

Per accogliere al meglio gli studenti internazionali e anche gli italiani che non conoscono bene la città, anche quest’anno è stato allestito un punto informativo in collaborazione con il CUS Torino all’aeroporto di Caselle, che fornirà le prime indicazioni.

Si è registrato un forte incremento degli studenti che hanno sostenuto il test per i corsi dell’area dell’ingegneria nelle sessioni anticipate: sono  7.300 e quasi il 40% di loro ha raggiunto il 50% del punteggio complessivo del test, mentre il 23% ha conseguito il 60% del punteggio; soglie che hanno consentito a quasi 1.300 ragazzi di immatricolarsi in anticipo rispetto alla chiusura dell’ultima sessione di test di settembre e di usufruire, anche quest’anno, della riduzione delle tasse offerta dall’Ateneo come segno tangibile del riconoscimento del loro merito. Sempre in riferimento alla qualità degli studenti che aspirano ad accedere al Politecnico, è da segnalare il fatto che quasi il25% dei preimmatricolati ha conseguito il diploma di maturità con una votazione di 100/100 o 100/100 lode.

Fra i corsi di laurea dell’area dell’ingegneria che superano le 800 e in alcuni casi le 1000 preiscrizioni si evidenziano Ingegneria Biomedica, Ingegneria Informatica, Ingegneria Meccanica, Gestionale e Aerospaziale. I corsi che hanno registrato un incremento maggiore di preferenze rispetto allo scorso anno sono Electronic and Computer Engineering e Ingegneria per l’ambiente e il territorio.

Per l’area dell’architettura, è sempre molto elevato il numero di studenti che scelgono il corso di Design e comunicazione visiva, che anche quest’anno ottiene più di 1000 preimmatricolazioni, a fronte di 250 posti disponibili.  Restano stabili i preiscritti ai corsi di laurea in Architettura e Pianificazione territoriale, urbanistica e paesaggistico-ambientale.

Continua poi l’investimento dell’Ateneo e della Fondazione CRT sui giovani meritevoli e di talento, a partire dalla laurea triennale, con il progetto “Qualità e Impegno”, che premia con una riduzione delle tasse e un percorso formativo aggiuntivo i 200 studenti con il miglior punteggio ai test nell’area dell’ingegneria e che dal secondo anno di studi coinvolge anche gli iscritti ai corsi dell’aera dell’architettura. Più di 400 studenti hanno già formalmente espresso il proprio interesse a partecipare al progetto, ancor prima dell’uscita del bando, nonostante oltre 2.700 studenti debbano ancora sostenere il test previsto a settembre.

Inoltre, quest’anno, grazie ad una convenzione tra l’Ateneo e l’Associazione Abbonamento Musei.it, tutti i nuovi immatricolati riceveranno l’abbonamento musei Torino e Piemonte per accedere a mostre e esposizioni che rientrano nel circuito; sono inoltre previste agevolazioni per l’abbonamento ai mezzi pubblici GTT per tutti gli studenti con un’ISEE inferiore a 30.500 euro. L’investimento del Politecnico per queste iniziative è pari a 2 milioni e 300 mila euro.

 “Negli ultimi cinque anni il numero degli studenti che hanno scelto di sostenere il test di accesso al nostro Ateneo è aumentato del 50 per cento”,  commenta il Rettore del Politecnico di Torino Marco Gilli, che prosegue: “E’ significativamente migliorata la qualità degli studenti italiani ed in modo ancor più marcato quella degli studenti stranieri e sono sensibilmente diminuiti gli abbandoni.

L’esigenza di garantire una formazione di elevata qualità  in linea con gli standard ed i servizi offerti dalle migliori università tecniche europee, ha comportato negli anni scorsi l’introduzione del numero programmato per i corsi di ingegneria: quest’anno, a fronte di circa 9.500 domande di preimmatricolazione, potremo accogliere soltanto 4.500 studenti, quindi meno della metà di quanti hanno presentato domanda di ammissione. In un Paese che presenta una delle percentuali di laureati più bassa a livello OCSE, l’Ateneo sta compiendo uno sforzo straordinario per accogliere più studenti nei prossimi anni, con ingenti risorse destinate al personale docente (più di 800 posizioni aperte negli anni 2013-2020) e la predisposizione di un ambizioso Master Plan, che prevede circa 80 milioni di investimenti. Lo dobbiamo  ai giovani e alle loro famiglie, che nonostante il periodo di difficoltà economica dal quale il Paese sta cominciando a riemergere solo ora, hanno continuato a investire in formazione e si attendono un elevato standard di qualità, che consenta un accesso al mondo del lavoro, garantito da un percorso di studi internazionalmente riconosciuto e apprezzato dalle aziende”. 

Il 30 e 31 agosto si svolgerà l’ultima sessione dei test per Ingegneria, Pianificazione territoriale, urbanistica e paesaggistico-ambientale e Design e Comunicazione visiva; il 7 settembre, toccherà invece agli aspiranti architetti sostenere la prova di accesso regolata dal Ministero.

Come di consueto i risultati dei test saranno pubblicati sulla pagina personale degli studenti e sarà data comunicazione del risultato via sms.

repubblica.it- L’intervento degli artisti ridurrebbe l’impatto delle barriere antiterrorismo e creerebbe un arredo intelligente e di buon gusto diventando, al contempo, un’occasione formativa per gli studenti di Belle arti”. Fiorenzo Alfieri, presidente dell’Accademia Albertina ed ex assessore alla Cultura, quando nel 1997 vennero ideate le “Luci d’artista”, sposa l’idea di trasformare i new jersey di calcestruzzo e le fioriere piazzate nel cuore di Torino in “barriere d’arte”.

Gli studenti dell’Accademia Albertina potrebbero avere un ruolo in questo progetto?
“Ci sono docenti e studenti disponibili, ma occorre che l’iniziativa sia promossa anche dal Comune”.

Ci sono altre condizioni?
“Il tema non dovrebbe essere decorativo, ma avviare una riflessione sul terrorismo, per trovare e sperimentare nuovi sensi, rispetto ad un problema che quotidianamente ci tocca e sgomenta. I giovani artisti dovrebbero essere chiamati a interrogarsi sul motivo per cui si fa questo intervento e per cui si mettono i blocchi. Un motivo da capire e da discutere, poiché è bene che anche gli artisti si confrontino con questi temi. Non si tratta infatti di barriere qualsiasi”.

Che cosa si potrebbe fare nel concreto?
“Si tratta di costruire un progetto attorno a un tema, cercando di capire dove e come intervenire. Le stesse fioriere, non solo i new jersey, potrebbero essere oggetto di un intervento artistico che le “faccia parlare”. Le possibilità sono tante”.

Per quale motivo l’Accademia è interessata a questo progetto?
“Noi cerchiamo di cogliere tutte le occasioni che permettano agli studenti di non limitarsi ad attività di produzione creative all’interno della didattica, ma che siano concrete, si possano vedere e magari nascano da un rapporto con una committenza e dal confronto con un tema progettuale specifico. Come è successo in via Lagrange”.

Che cosa è successo in via Lagrange?
“Con la società Building abbiamo sperimentato una recinzione artistica durante i lavori di ristrutturazione dell’ex sede dei vigili urbani in via Lagrange angolo via Giolitti. L’architetto Boffa ci ha chiesto di coinvolgere gli studenti in un progetto di cantiere d’arte e sono state realizzate 12 opere che sono state esposte all’aperto, senza mai essere vandalizzate, per un anno e mezzo”.

Non siete nuovi, insomma, a iniziative di questo genere?
“No, e sull’onda dell’esperienza pilota di via Lagrange, adesso l’Accademia ha lanciato l’idea dei “cantieri d’arte”, anche in seguito a una riflessione nata per rispondere al bisogno di esprimersi degli street artist, evitando che lo facciano irregolarmente”.

Di che cosa si tratta?
“Nella città delle Luci d’artista potrebbero nascere i Cantieri d’artista. Un’idea che potrebbe essere ripresa anche da altre città. Ora i cantieri vengono recintati con una lamiera ondulata blu, sulla quale vengono poste delle plance per la pubblicità. Se il Comune è disposto

 a rinunciare a una parte di canone pubblicitario, si possono sostituire i manifesti pubblicitari con le opere d’arte”.

E si può fare?
“Per dimostrare che si può fare, a partire da novembre avvieremo un progetto in via Principe Amedeo, in un cantiere dell’Accademia per la ristrutturazione della rotonda Talucchi. Ci lavorerà la scuola di pittura del professor Leonardi”.

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