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Il ciclo di conferenze dell’Accademia delle Scienze dedicato ai temi della valorizzazione, del restauro e della conservazione dei Beni Culturali giunge al suo secondo appuntamento: sarà questa l’occasione per presentare il lavoro di restauro eseguito sul Codex Purpureus di Rossano Calabro, preziosissimo e particolare codice rosso, riconosciuto come patrimonio dell’umanità ed inserito dall’Unesco tra i 47 nuovi documenti del Registro della Memoria Mondiale (“International Memory of the World Register”).

Il Codex, conservato nel Museo diocesano d’arte sacra di Rossano, rappresenta la parte superstite di un tetraevangelo greco-orientale​ di grande valore paleografico, storico e artistico. Il codice risalerebbe al VI secolo, mentre la provenienza è dibattuta tra gli studiosi. Il reperto consta di 188 fogli, trascritti in maiuscola a caratteri argentei e aurei su pergamena rossastro-violacea. Il testo dei Vangeli di Matteo e di Marco, unici due rimanenti dei quattro originari, è preceduto da 13 pagine miniate che raffigurano alcuni momenti significativi della vita e della predicazione di Gesù Cristo.

L’Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario gli ha dedicato un lungo e complesso intervento di conservazione diagnostica e di restauro, analizzandone con tecniche sofisticate i materiali e la struttura, anche al fine di precisarne la storia e il contesto di origine.

Appuntamento dunque a lunedì 22 gennaio nella Sala dei Mappamondi dell’Accademia delle Scienze, in Via Accademia delle Scienze 6, a Torino. Ore 16.00.

Scarica qui la locandina dell’evento per il programma degli interventi previsti.

 

Dieci studenti e due docenti del corso di laurea in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell’Università realizzeranno un cantiere didattico con l’obiettivo di restaurare la Domus della Caccia Antica. Al restauro delle domus lasciate fuori dai fondi del Grande Progetto Pompei, ci pensano gli studenti del corso di laurea in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali  Il progetto fa parte della convenzione triannale stipulata dall’Università di Torino e Centro Conservazione e Restauro ‘La Venaria Reale’ con la Soprintendenza speciale per Pompei Ercolano e Stabia.