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PoliTo scala le classifiche dei ranking

È un percorso in costante crescita quello registrato negli ultimi anni dal Politecnico di Torino nei ranking internazionali. L’Ateneo si conferma tra le migliori università tecniche del mondo anche nel QS World University Rankings by Subject 2018, uno dei ranking internazionali più accreditati, che evidenzia gli ambiti di eccellenza nella formazione e nella ricerca. La classifica, alla settima edizione, analizza oltre 1100 atenei e istituzioni scientifiche nel mondo:tra questi, il Politecnico si classifica 33° ateneo al mondo per la macro-area Engineering & Technology.

Una crescita evidente negli ultimi tre anni: nel 2016, nell’area Engineering & Technology il Politecnico si classificava al 66° posto e l’anno successivo faceva registrare un già significativo miglioramento al 52°; nel 2018, poi, un balzo in avanti di quasi venti posizioni, fino alla 33a, che fa seguito all’ottimo piazzamento mondiale nella classifica, sempre dell’agenzia QS, Graduate Employability Ranking del settembre scorso, che vedeva il Politecnico 1° al mondo per Graduate Employment Rate.

Nel Ranking presentato il 28 febbraio 2018, l’Ateneo conferma ottimi piazzamenti in tutti i propri settori di attività, classificandosi tra le “Top Universities” del mondo in 10 materie e in 3 delle aree tematiche (Engineering & Technology, Natural Sciences e Arts & Humanities) presenti nella classifica QS World University. I parametri presi in considerazione riguardano l’Academic Reputation e Employer Reputation, stimate attraverso un’indagine statistica condotta da QS, il numero di citazioni presenti in pubblicazioni scientifiche e alcuni indici bibliometrici tra i quali l’H-index. La prestazione del Politecnico di Torino è sensibilmente migliorata in particolare nell’Employer Reputation, dove l’Ateneo guadagna 10 punti, a riprova dell’accresciuta considerazione internazionale presso aziende e imprese.

Per quanto riguarda le singole aree, il Politecnico migliora la propria posizione in classifica in tutte e tre le discipline nelle quali rientra nella Top 50 delle università mondiali: per Civil & Strucutural Engineering si posiziona al 34° posto al mondo, guadagnando una posizione rispetto allo scorso anno; per Architecture/Built Environment passa alla posizione 41  dalla 46a in cui era nella classifica 2017; infine, per Electrical Engineering guadagna il 50° posto, mentre si collocava oltre la 50a posizione nel 2017. Anche in History of Art, materia introdotta nel ranking solo quest’anno, il Politecnico ottiene un ottimo risultato, collocandosi al 24° posto, grazie all’elevata prestazione nell’Academic Reputation.

Buoni i risultati anche in Computer Science & Information Systems, Mechanical Engineering e Materials Sciences, in cui l’Ateneo si classifica tra le migliori 100 Università al mondo e in Art & Design, Chemical Engineering e Mathematics, che trovano l’Ateneo posizionato nel gruppo delle migliori 150. L’altra disciplina nella quale l’Ateneo si posiziona tra le 200 migliori Università al mondo è Physics & Astronomy.

“Sono estremamente soddisfatto di questi risultati, che confermano come negli ultimi anni il nostro Ateneo abbia consolidato e notevolmente accresciuto la propria reputazione internazionale”, sottolinea il Rettore Marco Gilli, che prosegue: “Il fatto che un’agenzia seria e considerata come QS abbia nuovamente, dopo l’ottimo risultato sulla condizione occupazionale dei laureati che ci vedeva primi al mondo, attribuito riconoscimenti così lusinghieri al nostro Politecnico conferma che ormai la qualità delle nostre attività di ricerca e di formazione è riconosciuta e apprezzata in tutti i nostri ambiti di attività, dall’Ingegneria, fino all’Architettura e al Design”.

La capacità di garantire ai propri laureati una collocazione diretta nel mondo del lavoro è da sempre uno deiplus offerti dal Politecnico di Torino: oggi la classifica internazionale Graduate Employability Rankings 2018, proposta dal prestigioso istituto britannico QS, certifica che l’Ateneo è la prima università al mondo nel garantire prospettive occupazionali ai propri laureati.

L’Ateneo, infatti, si colloca al 1° posto al mondo per l’indicatore Graduate Employment Rate, uno dei cinque valutati dal ranking sull’occupabilità dei laureati,che quest’anno ha analizzato 600 università in tutto il mondo.

I criteri utilizzati sono la reputazione delle università presso i datori di lavoro, le partnership realizzate con le imprese, il successo dei laureati nelle proprie carriere, la presenza delle aziende nel campus e il tasso di occupazione dei laureati a un anno dal titolo.

In quest’ultimo indicatore, calcolato come rapporto tra la percentuale di occupazione dei Laureati dell’Ateneo (pari al 94%) e la media degli Atenei italiani esaminati (pari al 76.2%) il Politecnico di Torino ottiene il miglior risultato al mondo, a pari merito con il Moscow State Institute of International Relations (MGIMO University).

 Molto buone le prestazioni del Politecnico anche su altri due indicatori, rispetto ai quali l’Ateneo si colloca al 2° posto in Italia: Employer reputation e Employer-Student connection, che valutano rispettivamente la reputazione dell’Università presso i datori di lavoro e le opportunità offerte dalle Aziende alle Università per agevolare l’ingresso nel mondo del lavoro. Complessivamente, tenendo conto dei cinque indicatori utilizzati e del peso loro attribuito dal ranking,  l’Ateneo si colloca tra la 121 e la 130 posizione e rientra pertanto nell’ambito del 25% delle migliori Università al mondo.

“Il Politecnico di Torino ha investito molto in questi anni nella qualità della formazione, offrendo percorsi di studio impegnativi, che sanno contemperare solidi fondamenti disciplinari con un approccio trasversale e multidisciplinare. Vi sono due plus importantissimi, che valorizzano il nostro sistema formativo: da un lato  partnership forti con il nostro Territorio e con grandi imprese leader nei principali ambiti industriali e dei servizi avanzati, dall’altro una politica di internazionalizzazione che consente ad un elevato numero di studenti di trascorrere significativi periodi presso prestigiose università estere ed in molti casi di conseguire titoli congiunti.

Eravamo consapevoli che la formazione dei nostri laureati fosse apprezzata dal mercato del lavoro, ma questo posizionamento ci gratifica in modo particolare perché rappresenta un grandissimo riconoscimento per il formidabile lavoro che la nostra comunità universitaria ha svolto in questi sei anni”,  dichiara il Rettore Marco Gilli, che dalla Silicon Valley, dove si trova in missione, conclude: “Diventiamo sempre di più un polo di riferimento internazionale e siamo orgogliosi di contribuire, anche con questo significativo risultato, alla crescita e allo sviluppo del nostro Territorio e del nostro Paese”