Il questionario on-line inviato a tutti gli studenti e le studentesse dell’Università di Torino, riguardo la violenza maschile sulle donne redatto dalla psicologa Norma De Piccoli in collaborazione con Mara Martina, ha rivelato che c’è ancora bisogno di educare le nuove generazioni alla questione di genere.
I primi dati del questionario sembrano condannare le forme di violenza e individuano una sensazione di disparità di genere nel contesto sociale. Quasi un terzo degli studenti contro un quinto delle studentesse, ritiene che “In generale le relazioni tra uomini e donne sono eque” e che permane, seppure in forme velate, un atteggiamento volto a giustificare l’atto violento, come ad esempio: “Uno stupro si verifica quando un ragazzo non riesce a controllare il proprio impulso sessuale” (d’accordo il 23,6% del totale dei/lle rispondenti); “Molte volte le ragazze che dicono di essere state stuprate hanno lasciato fare il ragazzo e poi se ne sono pentite” (per il 9,6% dei soggetti).
Principalmente sono state rilevate differenze statisticamente significative tra uomini e donne: i primi dimostrano maggiori atteggiamenti “giustificazionisti” nel caso di stupro e tendono a sottovalutare le ineguaglianze di genere.

Purtroppo il gap di genere continua a esistere in diversi ambiti della vita professionale e famigliare e la violenza sessuale continua a essere presente in tutto il mondo, ed è per questo che c’è bisogno di una maggiore sensibilizzazione al tema.

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