Oggetti veramente unici hanno contraddistinto lo spazio “Open Science” di Unito, veri e propri tesori della tecnologia con l’intento di trovare a loro una degna collocazione che scongiuri l’allontanamento da occhi che possano apprezzare la loro unicità.

A catturare l’attenzione è il simulatore di volo Herlitzka, che serviva per testare l’attitudine a volare dei piloti della prima guerra mondiale, ritrovato soltanto nel 1994. Ma c’è anche un esemplare di Olivetti Programma 101, la “Perottina”, dal nome del suo creatore, l’ingegner Perotto. È il primo computer da scrivania, con stampante incorporata. Venne presentato 1965 e, grazie al restauro dell’Aire, è perfettamente funzionante.

E ancora, vicino al palco, ecco il pletismografo, ideato dal fisiologo torinese Angelo Mosso nel 1875. Lo strumento serviva per ricavare informazioni sulle variazioni di volume dei vasi sanguigni nell’avambraccio. Cesare Lombroso lo utilizzò, nel 1909, come una primordiale macchina della verità.

«È una collezione interessantissima. Facciamo mostre itineranti in continuazione», racconta con orgoglio il professor Marco Galloni, direttore scientifico dell’Astut. Ma la Manifattura Tabacchi ha bisogno di lavori di restauro che l’Università di Torino, non essendone la proprietaria, non può sostenere. «La priorità per noi è trovare una nuova sede. Soltanto così possiamo pensare di riaprire in pianta stabile».