All posts tagged università di torino

Candiolo: sintetizzata una nuova proteina antitumorale

Un nuovo risultato è stato raggiunto dall’Istituto di Candiolo, storico centro specializzato nel trattamento delle patologie oncologiche, con sede nella città metropolitana. Il team di ricercatori dell’Università di Torino e dell’istituto ha sintetizzato una versione mutata della Semaforina, una proteina umana che svolge il ruolo di molecola segnale (da qui il nome) e che è impiegata nella differenziazione neuronale a livello embrionale.

La Semaforina ha un ruolo attivo nelle strategie di cura contro il cancro grazie alla sua capacità di normalizzare i vasi tumorali. Nella sua versione naturale, tuttavia,  questa proteina non è un candidato terapeutico ottimale a causa dei suoi effetti collaterali. È nata da qui l’esigenza di sintetizzarne una mutazione priva di controindicazioni. La sintesi, Semaforina 3A A106K, è stata presentata e descritta dai ricercatori in un articolo pubblicato su Science Translation Medicine, importante rivista internazionale del settore.

Guido Serini, Enrico Giraudo e Luca Tamagnone, docenti dell’Università di Torino e direttori di tre laboratori di ricerca dell’Istituto di Candiolo, FPO – IRCCS, hanno inoltre dimostrato l’abilità della SEMA3A mutante di inibire il progredire delle metastasi, potenziando gli effetti chemioterapici in modelli murini di carcinoma del pancreas.

Cinquanta sfumature di tasse

Mercoledì 23 Maggio, alle ore 16 in Aula Magna del Campus Luigi Einaudi, si terrà il secondo incontro di un ciclo di formazioni e dibattiti interamente organizzato dal Consiglio degli Studenti per approfondire i grandi temi dell’Università e delle condizioni attuali di chi la attraversa tutti i giorni.

Sei una studentessa o uno studente? Magari sei anche rappresentante degli studenti ma spesso non hai idea di come interpretare la maggior parte delle decisioni del tuo corso di studio o dipartimento e fatichi a capire le cause di determinate situazioni complesse? Il Consiglio degli Studenti, che racchiude rappresentanti di tutti i dipartimenti di Unito, ha organizzato questo ciclo di incontri proprio per approfondire insieme, conoscere e discutere a proposito dei grandi temi, spesso accompagnati da grandi problemi, riguardanti il mondo universitario. Il secondo incontro di questi incontri si terrà il 23 maggio e prevederà due momenti ben definiti.

 

PRIMA PARTE: WORKSHOP IN GRUPPI

Gli e le studenti si dividono in squadre, ognuna delle quali rappresenta una differente linea politica rispetto agli altri, e a partire da alcuni dati di partenza rispetto a risorse, numerosità degli studenti dell’Ateneo, e obiettivi principali e secondari. Si dovrà poi impostare una politica di tassazione e contribuzione studentesca efficace. Per esempio, la squadra che ha come linea politica quella di creare un’università gratuita, dovrà partire con l’analizzare i fondi disponibili e la numerosità degli studenti, oltre che il ruolo del Governo e degli enti territoriali, per raggiungere tale obiettivo nel più breve tempo possibile.
Lo scopo è infatti quello di presentare a grandi linee i vari approcci alla tematica della tassazione, rimanendo, in questa prima parte, nella sfera dei modelli astratti “di principio”.

SECONDA PARTE: DIBATTITO E DISCUSSIONE SULLE LINEE CHE L’ATENEO DOVREBBE INTRAPRENDERE

Nella seconda parte, si presenteranno poi le varie strategie elaborate e, dopo una breve discussione e confronto, chi terrà l’incontro darà un quadro specifico della situazione reale e attuale dell’argomento tasse in Italia e ad Unito nello specifico.
Alla luce di questa presentazione, si avvierà il dibattito in merito a quali di quei modelli astratti può attuarsi in maniera più efficace ad Unito per raggiungere determinati obiettivi, discutendo insieme anche di quali siano le priorità rispetto al tema.

Dati i posti limitati, siete pregati di mandare una mail di confermata partecipazione all’indirizzo del Presidente del Consiglio Studenti (presidente.consigliostudenti@unito.it) specificando NOME, COGNOME, CORSO DI STUDI A CUI SI E’ ISCRITTI.

Infine, consultate l’evento Facebook per rimanere aggiornati sui materiali e le info-grafiche che metteremo a disposizione in preparazione dell’evento!

 

L’Orientamento Unito continua! L’edizione 2018 delle Giornate di Orientamento si è conclusa, ma una serie di eventi è ancora a disposizione per gli studenti con le idee ancora poco chiare.

Nell’ambito di Università a Porte Aperte, sono stati organizzati numerosi incontri con docenti e studenti seniores, lezioni e visite guidate nelle sedi universitarie. Il programma è rivolto principalmente agli studenti delle classi quarte e quinte delle scuole secondarie di secondo grado, ma anche a tutti coloro che hanno bisogno di orientarsi per proseguire il loro percorso di studi.

Oltre all’attività Università a Porte Aperte, le singole Scuole e Dipartimenti organizzano nel corso dell’anno accademico anche altre attività. Il Catalogo delle attività di orientamento riporta tutte le iniziative previste insieme con i riferimenti a cui rivolgersi per avere maggiori informazioni circa le singole realtà dipartimentali.

Se sei ancora in dubbio e non sai quale percorso universitario intraprendere, scarica il catalogo in pdf, consulta il programma e trova l’incontro di orientamento che fa al caso tuo! Catalogo attività di orientamento 2017-2018.

CSI, NCIS: verità e finzioni sulla scena del crimine

E’ la scienza a risolvere i casi? Ed è così semplice come ci fanno sperare le fiction?  CSI-NCIS… la scienza sulla scena del crimine, tra verità e finzione risponderà a questi ed altri quesiti oggi, 7 maggio, presso l’Aula Magna “Cavallerizza Reale” dell’Università degli Studi di Torino, a partire dalle ore 17.

L’evento, organizzato dall’Associazione Amici dell’Università di Torino, sta già riscuotendo un enorme successo, con oltre 400 adesioni. Per prenotarsi è possibile chiamare il numero di telefono 011 660 42 84  o scrivere alla mail info@amiciunito.it

Questo interesse eccezionale è in buona parte imputabile al successo delle serie TV, ma quanto sono reali gli scenari delle fiction?

Risponde Luciano Garofano ex Comandante RIS Carabinieri di Parma e Presidente dell’accademia Italiana Scienze Forensi:

“Le fiction ovviamente hanno tempistiche che portano a velocizzare e semplificare molto il lavoro della Scientifica; noi siamo legati alle normative, le quali richiedono formalità nel rispetto dei diritti della persona: nella realtà è necessario fare verifiche, convocare tutte le parti; i tempi reali sono allungati nel rispetto delle leggi. Inoltre, dobbiamo mettere in conto problematiche molto serie e frenanti: se da un lato la scienza oggi ci offre delle possibilità incredibili, per cui basta una minima traccia e abbiamo immediatamente dei risultati fruibili, dall’altro purtroppo siamo rimasti un po’ indietro rispetto a quelle che sono le procedure che riguardano la scena del crimine. Quindi, per certi versi siamo riusciti a fare dei passi da gigante nell’attività di laboratorio, però non si è sviluppata parallelamente l’attenzione alla scena del crimine. Le tecniche hanno migliorato la sensibilità, ma hanno aumentato il rischio di “contaminazione innocente”; serve assolutamente recuperare in termini di formazione e migliorare le procedure”.

E il punto di vista del medico legale?

Roberto Testi, Medico Legale Asl della Citta di Torino, trova interessanti e spesso divertenti le serie con protagonisti i suoi “colleghi”:

“La realtà è meno romanzata ma a volte più interessante della fiction – afferma – La realtà ha delle intuizioni e offre degli spunti che gli sceneggiatori non arrivano neanche a immaginare”.

L’investigazione scientifica andrà a sostituire l’intuizione dell’investigatore tradizionale?

“Assolutamente no, – risponde Garofano – perché l’investigazione scientifica deve essere sempre vista in un’ottica integrata con l’indagine tradizionale. Quest’ultima dà gli spunti senza i quali l’investigazione scientifica non ha ragione d’essere, e viceversa”.

Durante l’incontro, si parlerà anche dell’approccio psicologico al soggetto criminale. Georgia Zara, Professore Associato Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino, si occupa di “sex offender”, di maltrattanti e di uomini che uccidono le donne:

“Il mio campo d’azione è la fase successiva alla condanna degli autori di reato: valutazione di rischio, pericolosità sociale, cosa fare nel caso di soggetti che hanno una carriera di crimini sessuali…

Con la Medicina Legale sto lavorando a uno studio su 264 casi di donne uccise nella zona di Torino dal 1970 ad oggi; stiamo cercando di capire quali sono le dinamiche, i fattori di rischio, la tipologia di relazione con l’autore di reato, cosa ha portato al femminicidio…

Lo psicologo ha un ruolo fondamentale, soprattutto nel capire il rischio di ricaduta criminale. Perché un individuo che ha iniziato una carriera criminale continua a farlo? Molto spesso la carriera criminale di alcuni soggetti assorbe tutta la loro vita. Capire i processi di rischio che sono alla base di questi meccanismi significa poter agire a livello preventivo e intervenire a livello comportamentale sui fattori criminogenici”. 

E si ritorna alla TV e all’ interrogativo se troppi programmi di tipo “criminoso” possano influire negativamente sulla psiche di chi li guarda.

Come si è trasformata la professione dell’investigatore scientifico nel corso degli anni? E come è vissuta da chi la svolge?

Ce ne parla Sergio Festa, Maresciallo Maggiore in congedo, già operatore della Sezione Investigazioni Scientifiche Carabinieri di Torino.

“Qui a Torino, da un armadio con tre cassetti contenente macchine fotografiche e lente d’ingrandimento, abbiamo creato un laboratorio. Per noi, la prima svolta è avvenuta all’inizio degli anni ’90 con le indagini su Donato Bilancia (assassino seriale che colpiva tra Piemonte e Liguria) e il caso di Erika e Omar (il “delitto di Novi Ligure”). Una svolta soprattutto dal punto di vista di fiducia verso i rilievi scientifici che hanno permesso di risolvere questi casi.

La seconda parte dell’incontro sarà dedicata alla formazione. Come s’intraprende la carriera di investigatore scientifico, quali studi sono necessari e quali tipi di specializzazioni? Tutto ciò che c’è da sapere per diventare un vero “Gil Grissom”, sarà spiegato da docenti dell’Università di Torino, tra i quali Giancarlo Divella (Medicina Legale) e Cristina Giacoma (Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi).


Relatori

Luciano Garofano, Ex Comandante RIS Carabinieri PARMA. Presidente Accademia Italiana Scienze Forensi;

Sergio Festa, Mar. Maggiore in congedo, già operatore Sezione Investigazioni Scientifiche Carabinieri di Torino;

Roberto Testi, Medico Legale ASL Città di Torino;

Alessio Ferrara, Biologo Forense;

Paolo Garofano, Direttore laboratorio biologia forense;

Alberto Mittone, Avvocato Penalista del Foro di Torino;

Onelio Dodero, Componente del gruppo di lavoro Criminalità Organizzata e Sicurezza Urbana della Procura di Torino;

Georgia Zara, Professore Associato Dipartimento di Psicologia, Università di Torino;

Giancarlo Divella, Professore Ordinario di Medicina Legale e Direttore della Scuola di Specializzazione in Medicina Legale Università di Torino;

Giuliano Carlo Geminiani, Direttore di Psicologia Criminologica e Forense Università di Torino;

Cristina Giacoma, Direttrice Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi;

Marco Vincenti, Direttore del Dipartimento di Chimica – Università di Torino.

Digital Education, quando lo Storytelling è parte della cura

Il convegno Digital Education: un nuovo paradigma per le sfide di domani, che ha avuto luogo lo scorso mese di aprile, presso l’Aula Magna Cavallerizza Reale dell’Università di Torino, ha dato voce alle potenzialità dello Storytelling. Nell’epoca dei Big Data, quella che stiamo vivendo oggi, la narrazione è riscoperta come prezioso strumento per ordinare il caos, i grandi numeri e le cospicue informazioni che affollano il web. Ma non solo: le pratiche narrative divengono centrali anche nei contesti socio sanitari ed educativi.

Lo Storytelling, termine aglosassone che condensa in sé la narrativa e la narrazione, intesa come atto del raccontare, si affaccia in questo nostro mondo con una vitalità nuova, anche se le sue radici sono antichissime: il racconto è la forma con cui gli uomini, sin da tempi remoti, hanno strutturato la realtà. La narrazione è da sempre la forma più pratica, socialmente adattabile, immediata e diretta per ordinare l’esperienza umana. Il romanzo e la storia offrono ciò che è invisibile alla saggistica e alla scrittura accademica, estendono il regno del dicibile, si immergono nel particolare e al contempo evidenziano l’universalità di determinate condizioni dell’uomo.

Lo Storytelling si fa Digital

Il Digital Storytelling, forma digitalizzata di racconto breve che combina le potenzialità del medium digitale insieme con il valore della narrativa, trova oggi applicazione in numerose discipline: scrittura creativa, sociologia, psicologia e medicina. Uno dei punti di forza del DS, infatti, risiede proprio nella capacità di coinvolgere sia cognitivamente che emotivamente. In occasione del convegno Digital Education: un nuovo paradigma per le sfide di domani e del workshop condotto da Barbara Bruschi e Vincenzo Alatra, si sono discusse queste particolari abilità del Digital Storytelling. Le pratiche narrative digitali divengono un nuovo strumento nel prontuario di coloro che operano nei contesti socio-sanitari ed educativi.

Barbara Bruschi, docente di Tecnologie dell’istruzione e dell’apprendimento dell’Università di Torino ha sottolineato come le tecniche narrative, integrate con l’impiego della voce, di immagini e di un accompagnamento audio, acquisiscano particolare rilievo nella cura del paziente. Il Digital Storytelling consente infatti di mettere in luce le proprie incertezze, raccontandole agli altri e a sé stessi.

I benefici derivati dall’utilizzo del Digital Storytelling, non coinvolgono solo i pazienti, ma anche gli operatori. Spiega infatti Bruschi: “Con 15 educatori dei servizi educativi della Città di Torino abbiamo ricostruito il senso della professione educativa. Persone che avevano completamente perso di vista i 40 anni di vita professionale trascorsi hanno potuto ricostruire, anche grazie alle immagini, una dimensione di resistenza professionale che era ormai in un sottobosco inesplorato”.

 

 

Lovers, Visioni LGBTQI con DAMS, IAAD e Vittoria

Comincia oggi Lovers, il festival torinese di cinema LGBTQI. L’edizione di quest’anno è dedicata a Marielle Franco, consigliera comunale di Rio de Jainero e attivista, uccisa lo scorso 15 marzo. Un omaggio, questo, che evoca e richiama il claim Oh Rights! della manifestazione. Amore e diritti, amori e diritto: aspetti che insieme si legano in una società che aspira ad essere totalmente inclusiva, aperta a tutte le voci: non solo le più autorevoli e anziane, ma anche le più giovani. Lovers rinnova per questo le sue partnership con l’Università di Torino e gli altri istituti del territorio, come Vittoria, Scuola Superiore per Mediatori Linguistici, e IAAD, Istituto d’Arte Applicata e Design.

Gli studenti del DAMS, coordinati da Massimiliano Quirico, diventeranno, a tutti gli effetti, una vera giuria internazionale. La sezione Future Lovers premierà il vincitore con il trofeo Fotogrammi Sovversivi. La partnership con il DAMS continuerà con Serial Lovers (a cura di Elisa Cuter), un workshop dedicato alla storia della serialità televisiva. Con meno restrizioni e differenti usi della narrazione, il piccolo schermo da tempo rivaleggia con il cinema nel rappresentare l’identità della comunità LGBTQI. Dalle origini (QueerasFolks, Will & Grace), alle nuove produzioni e alle nuove tematiche queer (Sense8, Transparent), fino all’autoproduzione sul web (G&T, Re(l)azioni a catena) in compagnia di critici, studiosi e registi.

Anche lo IAAD ha dato un importante contributo al festival! Si tratta dell’immagine guida, realizzata dagli studenti del 2° anno del Dipartimento di Communication Design guidati da Giorgio Calandri, docente di Art Direction. Traduzioni e sottotitoli saranno invece affidati ad un’altra eccellenza cittadina, il Vittoria, che permetterà ai suoi studenti di poter collaborare al dietro le quinte della grande macchina Lovers.

Consulta qui il programma del festival.

Buona Visione!

 

 

 

 

 

Scholarships for internationals students for the academic year 2018-2019 Borse di studio studenti internazionali

UniTO bandisce 15 borse di studio di durata biennale destinate a studentesse e studenti internazionali, con titolo di primo livello conseguito all’estero, che intendono iscriversi nell’a.a. 2018-2019 al primo anno di un corso di studi magistrale dell’Università di Torino.

La graduatoria per l’attribuzione delle borse si basa sui risultati del test GRE (Revised General Test): se non sei in possesso del certificato GRE non ti sarà concessa la candidatura per l’assegnazione delle borse di studio.
Per l’invio diretto dei risultati del test GRE all’Università di Torino puoi utilizzare il codice 7417.

La presentazione delle domande scade il 30 aprile 2018 alle ore 15.00 (data e ora italiana).

Il bando e tutti i dettagli sulle modalità di presentazione della candidatura sono disponibili nella pagina dedicata del portale di Ateneo:


Per maggiori informazioni:

Sportello Studenti Internazionali – Sezione Mobilità e Didattica Internazionale
Vicolo Benevello, 3/a, I piano – 10124 Torino

Orari di ricevimento:
dal lunedì al venerdì 9.00-11.00
dal martedì al giovedì 13.30-15.00

L’Università di Torino è ateneo capofila del progetto CAPuS – Conservation of Art in Public Spaces – che coinvolge in tutta Europa 7 università, 4 aziende, 1 associazione, 1 museo, 1 centro di ricerca e 2 Comuni. In tutto 16 partner europei, situati in Italia, Germania, Croazia, Polonia e Spagna, più uno negli Stati Uniti.

Il progetto, nato in seno al grande contenitore Erasmus+ “Alleanze per la Conoscenza”, è finanziato dalla Commissione Europea  e intende stabilire un protocollo conservativo per l’arte urbana, prezioso strumento di rigenerazione delle città. A cavallo tra spontaneità e committenza, le opere urbane acquisiscono sempre più rilevanza sui muri cittadini. A causa della loro natura, però, e della prolungata esposizione alle intemperie, queste opere sono più soggette al degrado e a problematiche legate alla conservazione.

Con una rete di aziende, università, restauratori e artisti, CAPuS procederà ad una mappatura del degrado, identificando prodotti idonei e metodologie adatte alla conservazione (come la creazione di archivi digitali), per giungere a definire un protocollo operativo condiviso. CAPuS avrà impatto anche sull’offerta formativa dell’Università: verrà infatti attivato un modulo didattico da inserire nei curricula accademici e un master internazionale sul tema. Gli studenti, inoltre, saranno attivamente coinvolti nelle attività progettuali grazie a tirocini presso le imprese partner.

Il progetto vedrà il coinvolgimento di Cesmar7 Centro per lo Studio dei Materiali per il Restauro (Reggio Emilia) che opererà attivamente nell’analisi dei processi di alterazione, nella definizione delle strategie conservative, e nella comunicazione di progetto. Anche il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale avrà un ruolo importante,  in particolare nella parte analitica di caratterizzazione dei materiali delle opere, partecipando in prima linea alla creazione di un modulo formativo sulla conservazione dell’arte urbana. Completano il gruppo italiano l’Università di Parma, che si occuperà del monitoraggio della qualità, e Medhiartis, agenzia di comunicazione che curerà l’identità visiva e gestirà i social. Sono poi partner associati il Comune di Reggio Emilia e il Comune di Torino che collaboreranno all’identificazione e alla valorizzazione delle opere individuate per la sperimentazione.

“Il progetto CAPuS – dichiara Dominique Scalarone, docente di Materiali per la Conservazione ed il Restauro presso l’Università di Torino e Project Manager dell’intero progetto – rappresenta un’occasione unica per affrontare in modo organico, multidisciplinare e innovativo la questione aperta della conservazione dell’arte urbana. Partendo dalla creazione di un partenariato internazionale ed eterogeneo per vocazione, e in piena sintonia con le linee guida Europee nel campo dell’Istruzione Superiore, il progetto intende valorizzare la collaborazione tra Università e aziende private per sviluppare nuove conoscenze, opportunità lavorative e prodotti innovativi, nonché per sensibilizzare Istituzioni e opinione pubblica sulla necessità di valorizzare e preservare l’arte pubblica. L’analisi dei materiali utilizzati dagli artisti per realizzazione le loro opere, lo studio del loro degrado, la caratterizzazione dei prodotti utilizzabili per il loro restauro saranno fasi importanti del progetto, funzionali alla realizzazione dei due obiettivi principali, ossia la definizione di un protocollo conservativo specifico per le opere di arte pubblica e la realizzazione di un modulo didattico multidisciplinare e innovativo per studenti universitari e per restauratori, anche fruibile su piattaforma digitale”.

Ilaria Saccani, presidente di CESMAR7, afferma che “il progetto ha come ambizione quella di creare alleanze permanenti all’interno del partenariato, in modo da unire l’esperienza di restauratori e di gruppi analitici e la conoscenza dei materiali costitutivi e dei prodotti di restauro delle aziende coinvolte per la definizione di un protocollo operativo innovativo per la conservazione dell’arte urbana. Questo a sua volta confluirà nell’attivazione di un modulo didattico che verrà attivato nelle Università e nelle Accademie coinvolte. In tal modo i contenuti e le metodiche di progetto andranno ad arricchire e a innovare l’offerta didattica, rendendola aggiornata sulle nuove esigenze del mondo della conservazione. In ultima analisi, il progetto CAPuS ha come intento più ampio quello di sensibilizzare le istituzioni ma soprattutto la collettività sul delicato tema della conservazione dell’arte urbana: il progetto partirà proprio da un coinvolgimento degli artisti stessi, per chiarire i confini dell’etica della conservazione, per un’arte che in molte sue forme ha come caratteristica intrinseca la sua natura effimera”

Apenet

Venerdì 16 marzo 2018, nella Sala degli Affreschi della CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) in Piazza Rondanini, 48 a Roma, è stata presentata APEnet la Rete italiana degli Atenei ed Enti di Ricerca per il Public Engagement – in occasione del Workshop “Destinazione Public Engagement #2” organizzato in collaborazione con ANVUR, l’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca.

Il network ha preso forma da una proposta emersa nella prima tappa del Workshop, organizzato dall’Università degli Studi di Torino nel dicembre 2015, che ha visto la partecipazione di 100 delegati da 28 Atenei ed Enti di Ricerca di tutta Italia. Nel mese di febbraio 2017 l’Università di Torino ha dato seguito alla proposta lanciando l’adesione ad APEnet, che oggi conta 36 Atenei e 2 Enti di Ricerca.

In analogia con quanto è accaduto già in altri paesi europei, APEnet nasce per supportare Università ed Enti di Ricerca nella condivisione e nella valorizzazione di programmi, obiettivi ed iniziative per il Public Engagement, riconosciuto a livello internazionale come un modo nuovo ed efficace di fare didattica attraverso la condivisione dei risultati della ricerca e il coinvolgimento di ricercatrici/ricercatori e mondo produttivo, policy makers, studenti delle scuole, cittadini. 

La sfida alla quale l’università è chiamata a rispondere, in quanto fabbrica di conoscenza, è far sì che la produzione di conoscenza e innovazione diventi un processo inclusivo e condiviso con la comunità. La cosiddetta terza missione si configura oggi come un forte impegno di responsabilità sociale e di restituzione al territorio.

In particolare gli obiettivi di APEnet sono:

  • contribuire – in collaborazione con i diversi attori istituzionali del sistema ricerca italiano (MIUR, CUN, CRUI, ANVUR, ecc.) – alla valorizzazione e valutazione delle iniziative di Public Engagement;
  • sensibilizzare, formare e aggiornare il personale (di ricerca e tecnico-amministrativo) degli Atenei e degli Enti di ricerca;
  • condividere e promuovere esperienze nazionali e internazionali;
  • sviluppare una piattaforma comune e condivisa per la promozione, il monitoraggio e la valutazione delle iniziative di Public Engagement;
  • promuovere e sviluppare la presenza del Public Engagement all’interno dei programmi universitari (corsi di laurea e di dottorato);
  • promuovere la ricerca sui temi del Public Engagement.

Qui l’elenco degli Atenei e degli Istituti di Ricerca membri di APEnet.

Per informazioni: Andrea De Bortoli
Università di Torino – Resp. Valorizzazione Della Ricerca e Public Engagement – Agorà Scienza.

Tel. 011 6702738

Email: publicengagement@unito.it

io non ho paura: festival di psicologia

Io non ho paura, la IV edizione

Da venerdì 6 a domenica 8 aprile 2018 torna a Torino il Festival della Psicologia, ormai giunto alla sua quarta edizione.

Il Festival, organizzato dall’Ordine degli Psicologi del Piemonte con il patrocinio della Regione Piemonte, del Consiglio Regionale del Piemonte,dell’Università degli Studi di Torino e della Città di Torino, ha quest’anno Massimo Recalcati a capo della direzione scientifica

Il finesettimana del 7 e 8 aprile vedrà l’animarsi di un festival multidisciplinare, a vocazione internazionale, con sede nella Cavallerizza Reale di Torino, dove psicologi, psicoanalisti, scrittori e filosofi italiani e stranieri interveranno sul tema : Io non ho paura, l’indirizzo scelto per questa edizione. In programma vi sono conferenze, dialoghi e spettacoli, tutti gratuiti, con l’obiettivo di coinvolgere un pubblico eterogeneo per età, formazione e interessi.

 

La paura oggi

«Il nostro tempo vive una condizione di angoscia di fronte al carattere anarchico e imprevedibile della violenza terrorista» spiega Massimo Recalcati «Quali sono le sue origini? Quali le ideologie e i fantasmi che nutrono lo spirito del terrorismo? Come si può vivere senza rinunciare alla vita in questo clima di insicurezza? Esistono modi per pensare individualmente e collettivamente una prevenzione possibile della violenza? A queste e ad altre domande che toccano nel vivo anche la pratica quotidiana dello psicologo queste giornate cercheranno di offrire delle risposte ragionate, invitando a prendere la parola, oltre ai colleghi psicoanalisti e psicoterapeuti, intellettuali, filosofi e scrittori».

«Continua, con questa quarta edizione, il percorso di discesa nell’animo umano del Festival della Psicologia di Torino» aggiunge Alessandro Lombardo, presidente dell’Ordine degli Psicologi del Piemonte e direttore organizzativo della manifestazione «Un festival che ha l’ambizione di portare la psicologia, e gli psicologi, sempre più vicino alla vita delle persone. Dopo aver parlato, nelle edizioni precedenti, di felicità, di fiducia, di storie, quest’anno ci immergiamo in una tra le più oscure emozioni dell’animo umano: la paura. Come sempre, il nostro obiettivo è trovare una strada che ci permetta di affrontare le paure che il vivere può metterci di fronte».

 

Programma degli eventi

 

6 aprile – Ore 18.00 – Cavallerizza Reale – Via Verdi 9 – Torino

Religioni e violenza

Dialogo fra Enzo Bianchi e Elzir Izzeddin. Introduce Mauro Grimoldi


6 aprile – Ore 21.00 – Cavallerizza Reale – Via Verdi 9 – Torino

Chi sono e cosa vogliono i terroristi

Lectio Magistralis di Lucio Caracciolo


7 aprile – Ore 10.00 – Cavallerizza Reale – Via Verdi 9 – Torino

Nella mente del terrorista

Dialogo fra Maurizio Balsamo e Marco Belpoliti


7 aprile – Ore 12.00 – Cavallerizza Reale – Via Verdi 9 – Torino

Eredità della violenza e del terrore

Dialogo fra Federica Manzon e Francesco Stoppa


7 aprile – Ore 14.00 – Cavallerizza Reale – Via Verdi 9 – Torino

Il concetto di confine

Dialogo fra Rocco Ronchi e Simona Forti


7 aprile – Ore 16.00 – Cavallerizza Reale – Via Verdi 9 – Torino

Trauma e Perdono

Conversazione fra Clara Mucci, Aldo Becce e Mauro Grimoldi


7 aprile – Ore 18.00 – Cavallerizza Reale – Via Verdi 9 – Torino

Violenza e Terrore

Lectio Magistralis di Massimo Recalcati


7 aprile – Ore 21 – Casa del Teatro Ragazzi e Giovani Corso Galileo Ferraris, 266, Torino

Edipo Re

Spettacolo a cura di Archivio Zeta Introduce Federico Condello


8 aprile – Ore 10.00 – Cavallerizza Reale – Via Verdi 9 – Torino

Accoglienza: condizionata o incondizionata?

Dialogo fra Bruno Moroncini e Simone Regazzoni


8 aprile – Ore 12.00 – Cavallerizza Reale – Via Verdi 9 – Torino

Il terrore spiegato ai bambini

Dialogo fra Uberto Zuccardi e Elisabetta Biffi


8 aprile – Ore 16.00 – Cavallerizza Reale – Via Verdi 9 – Torino

Prevenire la violenza?

Conversazione fra Federico Condello, Gad Lerner e Jole Orsenigo


8 aprile – Ore 17.30 – Cavallerizza Reale – Via Verdi 9 – Torino

Donne Islam e Violenza

Lectio Magistralis di Houria Abdelouahed

Prev1…2627282930…34Next