Praticare uno sport potrebbe presto pesare sulla carriera universitaria non soltanto in termini di benessere, ma anche di CFU. È questa la direzione scelta dal Politecnico di Torino, che vuole portare l’attività fisica sempre più dentro il percorso formativo dei suoi studenti e delle sue studentesse.

L’idea dell’Ateneo è quindi di considerare lo sport una vera attività formativa e, di conseguenza, riconoscergli un peso all’interno della carriera universitaria.

La pratica sportiva richiede organizzazione, costanza, disciplina e capacità di gestire obiettivi e risultati: caratteristiche che, nella visione dell’Ateneo, fanno parte della crescita complessiva di uno studente.

Per questo il rettore ha spiegato che i crediti potrebbero essere individuati tra quelli “liberi” previsti nei diversi percorsi di studio. Non quindi al posto degli esami fondamentali della propria laurea, ma all’interno di quella parte del piano di studi che lascia allo studente una maggiore libertà di scelta. Il tempo dedicato allo sport ha pertanto un valore formativo e va riconosciuto, secondo il Rettore Corgnati.

Non a caso, l’inaugurazione del prossimo anno accademico prevista per il 20 novembre sarà dedicata dal Politecnico proprio al tema dello Sport.

Le regole già previste per l’anno accademico 2026/2027 permettono di richiedere il riconoscimento di attività sportiva agonistica certificata nell’ambito dei crediti a scelta del proprio piano di studi.

In alcuni corsi è possibile ottenere fino a un massimo complessivo di 6 CFU, una sola volta nell’intera carriera universitaria. I crediti riconosciuti per queste attività vengono registrati senza un voto, ma con il semplice superamento.

La vera novità annunciata da Corgnati, quindi, sarebbe fare un passo ulteriore: non concentrarsi esclusivamente sugli atleti agonisti, ma riconoscere il valore anche dell’attività fisica praticata in maniera continuativa dalla comunità studentesca.